venerdì 30 marzo 2007

E il naufragar m'è dolce in questo mare

GIACOMO LEOPARDI (1798 - 1837) è uno dei massimi scrittori e poeti italiani di tutti i tempi. La sua poesia straordinaria rifletteva le sue preoccupazioni e riflessioni sulla condizione umana e ha avuto un'influenza fondamentale anche nella cultura europea. Ci ha lasciato poesie bellissime, come L'INFINITO, A SILVIA, LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA, IL SABATO DEL VILLAGGIO, ecc.

Ma ci ha anche lasciato riflessioni come questa sulle LINGUE STRANIERE che vi proponiamo (leggermente adattato dall'originale per renderlo più comprensibile):
"Il posseder più lingue dona una certa maggior facilità e chiarezza di pensare, perché noi pensiamo parlando. Ora nessuna lingua ha forse tante parole e modi da corrispondere ed esprimere tutti gli infiniti particolari del pensiero. Il posseder più lingue è il poter perciò esprimere in una quello che non si può in un'altra, o almeno così brevemente, (...) ci dà una maggior facilità di spiegarci e di intenderci con noi stessi, applicando la parola all'idea che senza questa applicazione rimarrebbe molto confusa nella nostra mente. (...). Perché un'idea senza parola o modo di esprimerla, ci sfugge, o ci erra nel pensiero come indefinita e malnota a noi medesimi che l'abbiamo concepita. Con la parola, (l'idea) prende corpo e quasi forma visibile (...)."

(Da "Zibaldone di pensieri")

E PER VOI, CHE COSA HA SIGNIFICATO STUDIARE UNA LINGUA STRANIERA? CHE ABILITÀ AVETE SCOPERTO? RACCONTATECELO IN UN POST.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

L'italiano stravince lo Spagnolo nel modo che esprime una situazione con frasi come p.e. in attesa, in procinto, di nascosto...
oltre i participi presente dei verbi.
Saluti

Giò ha detto...

Bisogna comunque sempre tener conto che questa "lingua italiana" era quella del Leopardi... Purtroppo non a tutti è dato esprimere i propri pensieri usando in modo così bello gli strumenti della propria lingua. L'importante è comunque saperli apprezzare, capirne e sentirne "la bellezza".

mariajesus ha detto...

Sono da 10 minuti di fronte a questa domanda... e non ce la faccio ad enumerare tutto quello che ha significato per me studiare una lingua straniera... sarebbe troppo lungo... e ci sarebbe anche molto di personale nella mia risposta...
comunque, per farla breve, non posso che condividere la riflessione fatta dal Leopardi... mi pare che sia interessante confrontare la propria lingua con un'altra, perché credo che aiuti a capire meglio certe cose della propria lingua... e scoprire così siano le mancanze che le bellezze del'una e dell'altra...

denis ha detto...

Imparare una lingua significa acquisire gli strumenti necessari e alle volte indispensabili per conoscere e apprezzare una cultura diversa dalla propria. È per questo che l'italiano non è forse così "utile" (e anche qui avrei qualche obiezione...) come, ci dicono, siano altre lingue (l'inglese per citarne una...). Ma come si riesce a immergersi completamente in una cultura a entrare in contatto con le persone che parlano questa lingua? È vero ci sono le traduzioni, i sottotitoli, l'inglese... Ma provate a pensare a un mondo in cui tutti parlassero la stessa lingua, che piatto, monotono e grigio sarebbe. E invece provate a pensare che soddisfazione e strano piacere suscita la lettura di un libro o la visione di un film in lingua originale. Che bello apprezzare gli accenti, l'ironia, la sensibilità dei nativi. Per me tutto questo (e molto, molto di più significa Lingua.

María ha detto...

Per me studiare ed arrivare a poter capire e parlare più o meno una lingua è veramente come uno scoprimento,una conquista,una sfida...è veramente bello quel sentimento di poter comunicare in una lingua straniera,di capire,di scoprire i diversi modi di esprimere una idea,le diverse pronuncie.E poi, poter viaggiare con questo strumento e poter permettersi di vivere in un altro paese (dove non si parla la tua lingua,certo!!) e conoscere le culture attraverso le lingue e come un lusso che non tutti hanno la fortuna di avere