domenica 18 marzo 2007

Dal Papa monito ai politici cattolici "Non votate leggi contro natura"

Una foto scattata nel 2000 al funerale di Craxi ritrae l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - divorziato risposato - nell'atto di fare la comunione

"Matrimonio e famiglia devono essere promossi e difesi,sì al celibato dei sacerdoti e all'uso del latino nella liturgia"
CITTA' DEL VATICANO - "Politici e legislatori cattolici consapevoli della loro grave responsabilità sociale" non devono votare leggi che vanno contro "la natura umana". Il Papa nell'esortazione post-sinodale Sacramentum Caritatis richiama i cattolici alla coerenza anche in Parlamento, chiedendo di sostenere "valori fondamentali come il rispetto e la difesa della vita umana", della "famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna". "Sottolineare l'unicità dell'unione sessuale tra lo sposo e la sposa, che apre alla vita, non è espressione di una omofobia. Non c'è nessuna fobia nella Chiesa verso gli omosessuali", ha detto il cardinale Angelo Scola a margine della presentazione del documento Sacramentum caritatis. Scola ha anche detto che i pronunciamenti dei vescovi italiani contro i Dico* e l'atteso documento della Cei che è in fase di preparazione non rappresentano affatto un'invasione di campo.

No alla comunione per i divorziati. Benedetto XVI non cambia la proibizione della Chiesa che esclude i divorziati risposati dall'Eucaristia. Essi, spiega nella sua Esortazione Apostolica, non possono essere ammessi ai sacramenti perché "il loro stato e la loro condizione di vita oggettivamente contraddicono quell'unione di amore fra Cristo e la Chiesa che è significata ed attuata nell'Eucarestia". (articolo adattato da La Repubblica, 13 marzo 2007)
DICO è una sigla che significa "DIritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi".

3 commenti:

Giò ha detto...

predicare bene, razzolare male....

mariajesus ha detto...

insomma, come al solito...

María ha detto...

ma perchè devono essere sempre contro i progressi sociali??e poi sono loro tante volte a fare quello che chiedono di non fare