venerdì 29 giugno 2007

L'UNIVERSO DI FELLINI ALL'IVAC



"NON VOGLIO DIMOSTRARE NIENTE. VOGLIO MOSTRARE"


FEDERICO FELLINI è il protagonista del ciclo UNIVERSO FELLINI all'IVAC di Valencia dal 29 giugno all'8 luglio.
Fellini, è entrato a far parte della storia del cinema con uno stile tipico ed inconfondibile. La sua attività di cineasta, spesso intensamente autobiografica, fu premiata nel
1993 - pochi mesi prima della morte - con un Oscar alla carriera.
Nell'arco di quasi quarant'anni - da
Lo sceicco bianco del 1952 a La voce della luna del 1990 - Fellini ha "disegnato" in decine di lungometraggi una piccola folla di personaggi memorabili. Definiva se stesso "un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo".
Ha lasciato opere indimenticabili, graffianti, ricche di satira ma anche velate di una sottile malinconia. I titoli di due dei suoi più celebri film - La dolce vita e Amarcord - sono diventati dei topos citati, in lingua italiana, in tutto il mondo.

Qui di seguito trovate la programmazione dell'IVAC:
  • Venerdì 29 Giugno alle ore 20.15: Lo sceicco bianco - del 1954

  • Domenica 1 Luglio alle ore 20.00: L'amore in città - del 1953

  • Martedì 3 Luglio alle ore 20.00: Tre passi nel delirio - del 1968

  • Mercoledì 4 Luglio alle ore 18.00: La Strada - del 1954

  • Giovedì 5 Luglio: alle 18.00 - Prova d'orchestra - del 1979alle 20.00 - La Strada

  • Venerdì 6 Luglio alle ore 18.00:Boccaccio'70 - del 1961

  • Sabato 7 Luglio:alle 18.00 - Prova d'orchestra alle 20.00 - La città delle donne - del 1980

  • Domenica 8 Luglio alle ore 18.00:Casanova/Il Casanova di Federico Fellini - del 1976

lunedì 25 giugno 2007

Cineforum con Tornatore



MARTEDI' 26 GIUGNO ALLE 12
Giuseppe Tornatore, regista premio Oscar per l'indimenticabile e bellissimo Nuovo cinema Paradiso e recente trionfatore ai David di Donatello e ai Nastri d'argento con
'La sconosciuta', è ospite in studio di Repubblica Tv e risponde in diretta alle vostre domande.
Per vederlo cliccate qui e se volete fargli qualche domanda, scrivete a : repubblicatv@repubblica.it




In breve, qui di seguito, vi offriamo la trama del film di Tornatore con le musiche di Ennio Morricone e con la partecipazione (tra gli altri) di Cladia Gerini, Alessandro Haber, Margherita Buy, Michele Placido, Angela Molina e Piera degli Esposti.

Una città italiana, ai giorni nostri. Irena è arrivata anni prima dall'Ucraina e vive tra i fantasmi del suo passato. Fa le pulizie in un palazzo, lustra le scale, ma il suo bersaglio è una famiglia di orafi che vi abita, gli Adacher, composta da moglie, marito e figlioletta. Per arrivare a lavorare in casa loro, Irena diventa amica della vecchia domestica Gina, fino a prenderne il posto: di qui, il disegno della "sconosciuta" prende la forma di un inesorabile, progressivo inserimento in quella famiglia, dove conquista fiducia e, in qualche modo, potere.

(tratta da Trova Cinema)



sabato 23 giugno 2007

I trent'anni di Miguel Bosè

(foto da Internet)


Quest’anno Miguel Bosé festeggia trent’anni di carriera con un disco che sta andando benissimo e un tour che sembra dare le stesse soddisfazioni.

Papito, titolo del cd e da sempre nomignolo dell’artista è la targa che sta sopra ogni attività che Bosé svolge e svolgerà da qui a due anni.

In occasione del concerto di Madrid, Papito racconta: «Abbiamo registrato il dvd di un tour che finirà solo nel novembre 2008! Un lavoro enorme ma il disco è esploso sia in Europa che in Sudamerica. Anche gli Stati Uniti lo stanno accogliendo bene». Miguel è euforico ma anche teso come una corda di violino. Per questa soirée si è radunata la Madrid che conta e in uno di palchi centrali dell’arena si è notata, salutata da applausi e centinaia di flash, anche la mamma Lucia Bosé. «Non voleva e non poteva mancare – dice l’artista oggi cinquantenne – e d’altra parte è la mia prima fan».

I fan, ecco, proprio loro. Un’onda anomala creata dalle braccia di 22mila persone si è mossa continuamente per tutta la durata dell’esibizione. Giovani e meno giovani, signore attempate e teenager che sapevano a memoria ogni strofa. «Purtroppo – e qui Miguel non nasconde il rammarico – se in Italia non ci fossero stati i problemi che ci sono stati con la discografia (il riferimento è al dirigente Massimo Giuliano per colpa del quale ha interrotto il suo rapporto con l’Italia; ndr) anche da voi il mio nome non sarebbe “desaparecido” per anni. A voi manca un pezzo della mia storia ma recupereremo». E per recuperare ci si è messa la piccola Carosello Records (gestita da due persone!) che ha preso in mano il progetto e oggi può festeggiare le 80mila copie vendute.

Papito è un disco di duetti, con Julieta Venegas, Ricky Martin, Michael Stipe, Juanes, Laura Pausini con cui canta Te amaré, Shakira, Paulina Rubio. Nessuno di questi però si è presentato nell’arena: «Verranno in altre date purtroppo stasera tutti loro avevano un concerto ed è spesso difficile mettere d’accordo la voglia di stare insieme con i calendari. Comunque Martin e Juanes saranno sul mio palco in Messico e anche gli altri hanno giurato di esserci prima o poi».

Immaginabile quindi la presenza di Laura sul palco di Bosé a dicembre, per una delle date italiane.
Certo il Miguel Bosé che si trovano di fronte i fan di questi tempi non è più da un pezzo il ragazzino con la t-shirt sbracciata di Super Superman.

L’uomo è maturo e anche durante il live non manca di sottolineare il suo impegno umanitario per la Onlus «Oxfam» che si impegna soprattutto in Perù e tutto il Sudamerica contro fame, carestia, guerra.

I riferimenti alla pace e alla non violenza poi sono costanti e addirittura predominanti come sulla canzone Nada Particular che chiude la parte centrale del concerto. Addirittura c’è un accenno alla parola «revolución» ma qui coniugata in favore della pace. «Speriamo - dice Bosé – che non si debbano più scrivere canzoni come queste sulla guerra, la Puta Guerra!».
(testo adattato da La Stampa.it)
Miguel Bosè era un mito anche in Italia, dove è sempre stato considerato "uno di casa", e proprio per ricordare quegli anni (e quel giovanissimo Miguel Bosè!) vi lasciamo con il video di "Bravi ragazzi"...





venerdì 22 giugno 2007

Woody Allen e Puccini.

(foto da Internet)

WOODY ALLEN DIRIGERÀ UN'OPERA DI PUCCINI

Woody Allen debutterrà come regista di un’opera, ha annunciato il direttore del teatro lirico di Los Angeles, Placido Domingo. Il tenore ha spiegato di aver impiegato quattro anni per convincere il regista cinematografico americano a cimentarsi con l’opera. «Non ho idea di quello che sto facendo - ha commentato il regista cinematografico americano, citato oggi sul Los Angeles Times - ma l’incompetenza non mi ha mai impedito di tuffarmi nelle cose con entusiasmo». Allen, 71 anni, curerà la regia dell’atto unico di Puccini «Gianni Schicchi», una vicenda farsesca che ben si adatta al suo stile da commedia. L’opera, che aprirà la stagione 2009/09 a Los Angeles, verrà messa in scena nell’ambito dello spettacolo «Il trittico», dove figureranno tre atti unici di Puccini. Gli altri due -«Il Tabarro» e «Suor Angelica»- avranno la regia di un altro cineasta, William Friedkin («L’esorcista» e «French Connection»). Il libretto di «Gianni Schicchi», scritto da Giovacchino Forzano, è tratto da un episodio dell’Inferno della Divina Commedia. Racconta di una coppia di fidanzati, Rinuccio e Lauretta , che chiedono aiuto la padre di lei, Gianni Schicchi, per cambiare in loro favore il testamento di un ricco familiare appena defunto, che ha lasciato tutto ai frati. Schicchi s’infila nel letto del morto e, contraffacendone la voce, detta nuove volontà la notaio. Ma sorprende tutti assegnando a sé stesso i lasciti migliori.
(Testo tratto da La Stampa.it)

mercoledì 20 giugno 2007

Gli italiani non hanno più la testa nel pallone!



Il calcio non è più lo sport più praticato in Italia. A rubargli lo scettro, secondo un'indagine Istat del maggio 2006 su un campione di 24 mila famiglie (un totale di 54 mila individui), il gruppo di attività costituito da ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica.
In calo rispetto alla precedente indagine del 2000 (24,2 per cento contro il 25,7), il calcio (compreso il calcetto che però è in forte crescita) resta comunque uno degli sport più praticati con 4 milioni e 152 mila persone, ma viene scavalcato dal gruppo ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica con i suoi 4 milioni 320 mila persone: se a questo numero si aggiungono anche la danza e il ballo (1 milione e 80 mila persone), discipline che si svolgono sempre all'interno delle palestre, il totale arriva a 5 milioni e 300 mila persone, pari al 31 per cento dei praticanti sportivi. Al terzo posto il nuoto con 3 milioni e 576 mila praticanti (20,8 per cento degli sportivi). In calo il tennis (dal 7,8 al 6,1) e gli sport invernali (dal 13,7 all'11,3), mentre aumentano i praticanti negli sport ciclistici (dal 10,3 all'11,7) e nell'atletica leggera (dal 5,8 al 7,8).
Tantissimi i sedentari, ossia di coloro che dichiarano di non praticare sport né attività fisica nel tempo libero: 23 milioni e 300 mila, pari al 41 della popolazione italiana. Ancora più scoraggiante se confrontato con i dati del 2000 (38,4%) e del 1995 (37,8%), che mostrano un incremento costante del popolo dei sedentari.
Aumentano invece gli italiani che dichiarano di praticare uno o più sport, 17 milioni e 170 mila persone (30,2%, contro il 30,0% del 2000, e il 26,6 del 1995), grazie soprattutto a una crescita nelle donne (stabile tra gli uomini), mentre diminuiscono quelli che, pur non svolgendo uno sport, fanno attività fisica: 16 milioni e 120 mila persone (28,4%, contro il 31,2% del 2000, e il 35,3% del 1995).


(Tratto da Il Corriere del 20 giugno 2007)

lunedì 18 giugno 2007

Addio a Gianfranco Ferré, l'architetto della moda


MILANO - Gianfranco Ferré è morto. Dopo tre giorni di ricovero all'ospedale San Raffaele di Milano, le poche speranze lasciate da una devastante emorragia cerebrale lo stilista, 62 anni, fra i simboli della moda italiana nel mondo, non ce l'ha fatta. Sarà trasportato a Legnano, dov'era nato il 15 agosto del 1944. Per la colonna sonora della sua prossima, imminente sfilata, collezione uomo, aveva scelto canzoni italiane che parlano di mare. L'acqua, che non ha forma, per accompagnare le geometrie che ha rincorso per tutta la vita, le linee che dovevano tratteggiare i contorni di una personalità. Perché un abito, sosteneva, è uno straordinario mezzo espressivo, strumento formidabile per essere individui.
Lo chiamavano "l'architetto della moda". Un appellativo che s'è portato dietro per tutta la sua carriera. Perché si era laureato al Politecnico di Milano nel 1969 (dove pochi giorni fa aveva tenuto una brillante lezione su moda e design) e perché le linee rigorose sono sempre state la cifra della sua arte. Una visione della moda grandiosa e strutturata, insieme semplice e rigorosa, l'attenzione maniacale per il taglio, la costruzione, l'uso dei tessuti, la lavorazione. Per la qualità e l'eleganza. Quella della camicia bianca, che ha sempre scandito le sue collezioni, rubata al guardaroba maschile e regalata alla donna come strumento di seduzione.
Ferré veniva da una famiglia di piccoli industriali di Legnano. Nella moda c'era arrivato all'inizio degli anni Settanta, creando accessori in collaborazione con Walter Albini (altro grande stilista, scomparso nel 1983). Dalle cinture e i bijoux era passato agli abiti. Con Mattioli crea la Gianfranco Ferré Spa, nel 1978. Nasce la prima collezione di pret-à-porter femminile. La sfilata al Principe di Savoia di Milano è il debutto di una carriera internazionale coronata, nel 1989, dalla direzione artistica della maison Christian Dior. Non piacque ai francesi che Bernard Arnault avesse scelto un italiano come erede di Marc Bohan. Ma fin dalla prima collezione conquistò tutti. Tre anni prima, le passerelle romane dell'haute couture italiana avevano confermato la sua attitudine a realizzare qualcosa di regale e moderno per la bellezza femminile.
L'esperienza con Dior dura otto anni. Poi, Ferré si concentra sulla griffe. Alla fine degli anni Novanta, il gruppo vanta otto linee di abbigliamento e accessori. I risultati economici della società sono meno incoraggianti. Ma sulla bravura dell'artista vogliono investire in tanti.
Fra quei sogni nati dall'emozione di un attimo, restano certi bustier indimenticabili, o il cortissimo abito a collana di corallo, mozzafiato sul corpo di Naomi Campbell. Lui non era modesto, e voleva una donna senza false modestie, di grande personalità. Lo scorso gennaio, alla fine della sfilata della collezione uomo, era uscito in passerella, sotto la scritta (un aforisma attribuito a Jim Morrison) "Je ne sarais jamais personne, mais personne ne sera jamais comme moi": "Io non sarò mai nessuno, ma nessuno sarà mai come me".
(Testo adattato da La Repubblica.it 17 giugno 2007)

domenica 17 giugno 2007

Letture premiate


(immagine da Internet)

Puntuale come ogni anno, arriva in Italia l'ambito e prestigioso Premio letterario Strega.
I finalisti di questa edizione sono: «Come Dio Comanda» (Mondadori) di Niccolò Ammaniti, «I giorni innocenti della guerra» (Bompiani) di Mario Fortunato, «Il profumo della neve» (Newton Compton) di Franco Matteucci, «Le stagioni dell’acqua» (Longanesi) di Laura Bosio, «Mal di pietre» (nottetempo) di Milena Agus.
Sono state confermate così le indiscrezioni della vigilia che davano Ammaniti e Fortunati come i superfavoriti. La serata finale del premio si terrà giovedì 5 luglio, nella tradizionale cornice del Ninfeo di Villa Giulia a Roma, quando sarà proclamato il vincitore del 61° Premio Strega.
I finalisti vengono scelti da una giuria composta da uomini e donne di cultura, scrittori, editori, critici, giornalisti e artisti e presieduta da Sandro Veronesi, vincitore dello Strega dello scorso anno con il romanzo: "Caos calmo".
Speriamo di avervi dato qualche idea sulle letture da portare sotto il vostro ombrellone o dentro il vostro zaino (cliccando sul titolo potrete leggere un breve riassunto di ogni romanzo). BUONA LETTURA!

sabato 16 giugno 2007

I nuovi luoghi patrimonio dell'umanità

Cinque nuovi siti naturali sono stati proposti dalla Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) per entrare a far parte della lista dei luoghi considerati «patrimonio dell'umanità» da parte dell'Unesco. La Iucn ha segnalato questi cinque luoghi (più un altro misto natural-culturale) alla commissione Unesco che ogni anno decide di includere nuovi siti nella lunga lista mondiale. La decisione definitiva è attesa durante i lavori della prossima conferenza Unesco che si terrà a Christchurch (Nuova Zelanda) dal 23 giugno al 2 luglio.

Dopo la segnalazione della Iucn i cinque siti hanno grandi possibilità di aggiungersi alla lista del Patrimonio dell'umanità. La Commissione del Patrimonio sceglierà i nuovi inserimenti tra 37 luoghi naturali e culturali.

I cinque siti segnalati dalla Iucn, che riguardano solo quelli naturali, sono:- il sistema carsico nel sud della Cina che copre per 500 mila km quadri (quasi il doppio dell'Italia): in particolare la foresta di pietra di Shilin e le torri carsiche di Libo- le foreste pluviali di Atsinanana in Madagascar, territorio in cui si trovano numerose specie di animali in via d'estinzione- l'isola vulcanica di Jeju in Corea del Sud, in cui si possono ammirare caratteristici tunnel sotterranei formati dalla lava- le foreste di faggi dei Carpazi, che si trovano tra Slovacchia e Ucraina- il Parco nazionale di Teide sull'isola di Tenerife alle Canarie.L'Iucn ha indicato anche l'inclusione nella lista del sito misto dell'ecosistema di Lopé-Okanda, in Gabon, una zona di transizione tra foresta pluviale e savana, rifugio di gorilla ed elefanti, e l'ampliamento della zona Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn sulle Alpi svizzere, dove si trovano i più ampi ghiacciai dell'Europa continentale.
Attualmente nella lista dei luoghi Patrimonio dell'umanità ci sono 830 siti: 644 sono luoghi storici e culturali, 162 sono riserve naturali, mentre 24 sono definiti misti perché in essi vi sono sia bellezze naturali sia luoghi storici e culturali da preservare. L’Italia è la nazione con il più alto numero di siti considerati Patrimonio dell’umanità: ben 44 luoghi protetti dall’Unesco.
(Tratto da Il Corriere della sera del 16 giugno 2007)

venerdì 15 giugno 2007

Val di Noto è salva!

(foto da internet)




L'altro giorno abbiamo pubblicato un post con un richiamo di Camilleri per salvare la Val di Noto, sito Unesco, dalle trivellazioni di una società texana in cerca di petrolio. La mobilitazione è stata enorme: sono state raccolte più di 80.000 firme e ci sono stati appelli da tutte le parti del mondo. Una pressione che ha avuto fortunatamente l'effetto sperato: la società texana ha rinunciato alle trivellazioni. E noi tiriamo un sospiro di sollievo!

giovedì 14 giugno 2007

I giovani tech non amano i libri

(Immagine da Internet)

Dedicano due ore e mezza al giorno del loro tempo libero ai media, tv e computer soprattutto, hanno in casa diversi apparecchi, oltre al telefonino personale, e ne sognano degli altri. Ma quasi la metà di loro nell'ultimo anno non ha letto nemmeno un libro al di fuori di quelli di scuola. E' questo il ritratto dei teenager italiani, delineato dall'indagine sui comportamenti dei ragazzi italiani stilata da Doxa e presentata al convegno "Teenager 2007" in corso a Milano e organizzato da Somedia.
L'indagine è stata svolta tra novembre e dicembre 2006 interpellando 1.400 ragazzi tra i 14 e 18 anni, ritenuti rappresentanti di 2 milioni 940.000 giovanissimi italiani. Secondo la ricerca, ogni giorno i ragazzi tra 14 e 18 anni dedicano circa 2 ore e mezza del loro tempo libero ai principali media, soprattutto tv (65%), poi videogame (10%), Internet (10%), computer (8%), libri (4%) periodici per ragazzi (3%).
Quanto alla lettura di libri non scolastici, il 45% dei ragazzi interpellati non ne ha letto nemmeno uno in un anno, il 15% uno, il 14% due, il 26% più di tre (31% tra le ragazze). Riguardo all'uso della tv, il 59% ha il televisore in camera, due terzi dei ragazzi fanno altro con la tv accesa. Ed è affiancata in casa da altri apparecchi, come lettore dvd (83%), videoregistratore (70%), antenna parabolica (24%). Tra i servizi televisivi fruiti, l'abbonamento a Sky (17%), e il decoder digitale terrestre (11%), con due terzi degli abbonati alla tv satellitare che la preferiscono agli altri canali.
Quanto ai programmi, dice la ricerca, i ragazzi scelgono in prevalenza di guardare sono quelli in cui si riconoscono, paradigmatici, che parlano di una trasgressione socialmente accettata o che "smascherano" il mondo adulto. Ed i programmi preferiti nell'autunno 2006 sono stati "Smallville", "Csi", "Distretto di Polizia", "Paso Adelante", "The Oc", "Tutto in famiglia".
Nel campo degli apparecchi personali, il 91% ha un cellulare personale, con fotocamera (75%), la possibilità di inviare mms (67%), bluetooth (43%), videochiamate (30%). Tra le principali funzioni desiderate dai ragazzi per il proprio telefonino, quella di fare videochiamate (38%), di scaricare e ascoltare canzoni e video musicali (35%), di scaricare giochi o giocare online (30%). Tra altri strumenti digitali a disposizione, lettori cd (40%), Mp3 (36%) e fotocamere digitali (24), le più desiderati desiderate da chi non ce l'ha (20%) assieme all'iPod (19%) di cui dispongono solo l'8% degli intervistati. Quanto al personal computer, l'81% lo usa in casa, solo lì il48%, anche a scuola il 20%, mentre un altro 13% lo usa solo a scuola. Internet infine è usato dal 52% dei ragazzi, in media 4 volte la settimana con sessioni di poco più di un'ora, per la metà con linea Adsl. Per chi lo utilizza, Il web serve per ricerche dI studio (88%), mail e chat (84%), scaricare filmati e immagini (72%), scaricare musica (65%), guardare tv e ascoltare radio (63%), mentre solo il 21% fa acquisti online.
(testo adattato da La Stampa)


lunedì 11 giugno 2007

Camilleri in difesa della Val di Noto

(foto da Internet)

I milanesi come reagirebbero se dicessero loro che c’è un progetto avanzato di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero certo le cinque giornate.
E i veneziani, se venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San Marco?
E i fiorentini, sopporterebbero le trivelle a Santa Croce?
I rispettivi abitanti che ne direbbero di scavi per la ricerca del petrolio a Roma tra i Fori imperiali e il Colosseo, a piazza De Ferrari a Genova, sulle colline di Torino, a piazza delle Erbe, a piazza Grande, lungo le rive del Garda?
Non si sentirebbero offesi e scempiati nel più profondo del loro essere? Ebbene, in Sicilia, e precisamente in una zona che è stata dichiarata dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, il Val di Noto, dove il destino e la Storia hanno voluto radunare gli inestimabili, irrepetibili, immensi capolavori del tardo barocco, una società petrolifera americana, la “Panther Eureka”, è stata qualche anno fa autorizzata, dall’ex assessore all’industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. In caso positivo (positivo per la “Panther Eureka”, naturalmente) è già prevista la concessione per lo sfruttamento dell’eventuale giacimento.
In parole povere, questo significa distruggere, in un sol colpo e totalmente, paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia, il meglio di noi insomma, a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi spacciata come azione necessaria e indispensabile per tutti. E inoltre si darebbe un colpo mortale al rifiorente turismo, rendendo del tutto vane opere (come ad esempio l’aeroporto Pio La Torre di Comiso) e iniziative sorte in appoggio all’industria turistica, che in Sicilia è ancora tutta da sviluppare.
Poi l’inizio dei lavori è stato fermato, nel 2003, dal Governatore Cuffaro su proposta dell’allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, di Alleanza nazionale, in prima fila in questa battaglia.
Ma è cominciato quel balletto tutto italiano fatto di ricorsi all’ineffabile Tar, rigetti, annullamenti, rinnovi, sospensioni temporanee, voti segreti, vizi di forma e via di questo passo ( ma anche di sotterranee manovre politiche che hanno sgombrato il campo dagli oppositori più impegnati).
E si sa purtroppo come in genere questi balletti vanno quasi sempre tristemente a concludersi da noi: con la vittoria dell’economicamente più forte a danno degli onesti, dei rispettosi dell’ambiente, di coloro che accettano le leggi. E i texani, dal punto di vista del denaro da spendere per ottenere i loro scopi, non scherzano.
Vogliamo, una volta tanto, ribaltare questo prevedibile risultato e far vincere lo sdegno, il rifiuto, la protesta, l’orrore (sì, l’orrore) di tutti, al di là delle personali idee politiche?
Per la nostra stessa dignità di italiani, adoperiamoci a che sia revocata in modo irreversibile quella contestata concessione e facciamo anche che sia per sempre resa impossibile ogni ulteriore iniziativa che possa in futuro violentare e distruggere, in ogni parte d’Italia, i nostri piccoli e splendidi paradisi. Nostri e non alienabili.
(Appello di Andrea Camilleri su La Repubblica)

giovedì 7 giugno 2007

E Raffaella canta a casa mia

È l'ultimo video di Tiziano Ferro e come si può capire dal titolo (Raffaella è mia) è un omaggio alla Grande Raffaella Carrà. A quanto pare anche Tiziano Ferro è un nostalgico e ha voluto dedicare una canzone alla soubrette, presentatrice, ballerina, cantante e... chi più ne ha più ne metta! Probabilmente sarà la canzone più gettonata di quest'estate. Non perdetevi il video, è molto simpatico e un po' retró, con Tiziano nei panni di un presentatore televisivo allo stile di Mike Bongiorno e con la participazione straordinaria di Raffaella.

martedì 5 giugno 2007

I PADRINI DEI RIFIUTI

Napoli. Violenza nelle strade. Ragazzini che sognano di diventare killer. Boss che si fanno imprenditori. Coca a ogni angolo. Rifiuti ovunque. E la politica non ha risposte per una città senza più speranza. Ecco l'ultimo articolo di Roberto Saviano al quale abbiamo già dedicato diversi post.
L'ultima emergenza a Napoli sono i rifiuti: leggete qui l'intero articolo di Saviano apparso su L'ESPRESSO.