giovedì 27 novembre 2008

POMPEI: una città senza tempo

Oggi dedichiamo un post agli scavi di Pompei, grazie a due foto inviate da un altro alunno, Alex Martínez, poiché per il concorso ITALILANDIA ha mandato la foto di una delle strade principali della città e dello zolfo che usciva dal vulcano, il Vesuvio.



L’antica città di POMPEI, nella Campania, fu prima danneggiata da un terribile terremoto, premonitore della grande catastrofe che sarebbe avvenuta, e diciassette anni più tardi, ancora con i lavori di ricostruzione in corso, venne sepolta dal Vesuvio. Visitare i 45 ettari scavati dai 66 che la compongono significa trovarsi un patrimonio unico di architetture, sculture, pitture e mosaici. Però, quel che rende più affascinante Pompei, sia dal punto artistico che storico, è la possibilità di ricostruire, nel percorso delle vie lastricate di basalto lavico (come quella riportata da Alex), la vita quotidiana degli abitanti di una città che un evento catastrofico come quello dell’eruzione del Vesuvio, avvenuta nel 79 d.C., ha reso immortale.



La città riportata in superficie, mostra così: il Comitium, destinato alla votazione dei magistrati; il Tempio italico di Giove o quello di Apollo, edifici sacri dedicati alle diverse divinità che testimoniano il culto per la religione dei pompeiani; il Macellum, un mercato coperto costruito all’età imperiale dove furono ritrovati noccioli di frutta, cereali e lische di pesce; l’edificio d’Eumachia, sede della corporazione dei Fullones (lavandai, tintori e fabbricanti di panni), era il posto dedicato alla vendita della lana, vestiti e altri articoli di abbigliamento; il caldarium (bagno caldo), il tepidarium (bagno tiepido) e il frigidarium (bagno freddo); Il Grande e il Piccolo Teatro, di 5.000 e 1.000 spettatori dove si tenevano spettacoli classici, commedie, tragedie e musicali; l’Anfiteatro, con una capienza di 12.000 spettatori dove si eseguivano i giochi tra i gladiatori; e così fino alle case, osterie e trattorie. Ripercorrere quelle strade è un’esperienza particolarmente eccezionale, non per altro è il secondo sito archeologico più visitato al mondo, con ben più di due milioni e mezzo di visitatori all’anno.

Vi riportiamo un piccolo documentario sugli scavi di Pompei:

mercoledì 26 novembre 2008

LAMBRUSCO E PARMIGIANO: IL MATRIMONIO PERFETTO




Asun García, alunna del 2º anno di Avanzato, ci ha mandato questo post molto interessante sul lambrusco, aceto balsamico e parmigiano, tre prodotti di cui la regione dell'Emilia-Romagna ne va molto fiera.

Il Lambrusco e il Parmigiano Reggiano sono dei prodotti dalle caratteristiche particolari, inimitabili, assolutamente originali e possiamo dire

unici.

Li conosciamo perché sono diffusi in tutto il mondo, tuttavia che cosa hanno in comune?. Tutti e due provengono dalla stessa terra

e vengono prodotti in Emilia-Romagna.

Ma una delle peculiarità che dobbiamo sottolineare

è la leggerezza presente nel vino e anche nel formaggio. Il lambrusco è un vino leggero, moderatamente alcolico ed estremamente digeribile, mentre il parmigiano è leggero per la sua

facile digestione ed assimilazione.

Come curiosità il famoso amante Casanova, che era un gran gourmet, lo mangiava spesso e lo regalava alle sue conquiste. E anche Napoleone lo apprezzava e lo mangiava con insalata di fagioli. Ricordate che lui era sposato con Maria Luigia duchessa di Parma.

Per quelli di voi a cui non piace l`alcol, avete anche la versione del Lambrusco senza alcol, una vera novità.

Per ultimo non vorrei finire senza parlare dell`aceto balsamico, perché è uno degli ambasciatori del territorio emiliano-romagnolo insieme al parmigiano ed il lambrusco. E vi consiglio anche un piatto gustoso e velocissimo, ma pieno di nutrienti: scaglie di Parmigiano con l`aceto balsamico. Prendete dell`ottimo parmigiano e fate delle scaglie. Alla fine bagnate il parmigiano Reggiano con del buon aceto balsamico modenese. Il sapore che vi resterà in bocca è unico. Il perfetto abbinamento: un Lambrusco Salamino di Santa croce rosso, frizzante, fresco e profumato. Buon appetito!


Le foto della latteria che produce il parmigiano e quella con le botti contenenti il prezioso aceto balsamico sono state scattate da Amparo Navalón. Le due belle ragazze della foto, invece, sono Asun e Nati. La foto è stata scattata a Roma, il vino assieme al quale stanno posando non è il famoso Lambrusco ma un Barbera d'Alba e a quanto pare dalle facce allegre delle nostre ambasciatrici del buon gusto è altrettanto buono.


Concorso di Natale: vinci una borsa di studio

La Civitas Italia International School di Civitanova Marche offre 1 Borsa di studio (corso + alloggio) completamente gratuita per un Corso Italiano Standard di 4 settimane da svolgere nel 2009. Per partecipare al concorso basta compilare il modulo (clicca qui) con i propri dati personali ed inviarlo entro la mezzanotte del 24 dicembre 2008.
Tra tutte le partecipazioni arrivate, la Civitas Italia estrarrà a sorte il fortunato vincitore e i risultati saranno pubblicati sul Civitas Italia Blog (http://blog.civitasitalia.com).

lunedì 24 novembre 2008

GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

In Italia, negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte. Eccola la realtà: in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale. Le vittime - soprattutto tra i 25 e i 40 anni - sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà.
Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Ogni giorno, da Bolzano a Catania, sette donne sono prese a botte, oppure sono oggetto di ingiurie o subiscono abusi. Il 22 per cento in più rispetto all'anno scorso.
Il pericolo per le donne è la strada, la notte, ma lo è molto di più, la normalità. Le statistiche infatti, ci rimandano a una verità molto più brutale: che la violenza sta in casa, nella coppia, nella famiglia.

L'indagine Istat del 2006, denuncia che il 62 per cento delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta, che diventa il 68,3 per cento nei casi di violenza sessuale, e il 69,7 per cento per lo stupro.
In Italia, l'indagine Istat ha contato 2 milioni e 77mila casi di comportamenti persecutori, "stalking" come viene chiamato dal termine inglese, uno sfinimento quotidiano che finisce per corrodere resistenza, difesa, voglia di vivere. Spesso purtroppo si comincia con lo stalking e si finisce con un omicidio.
Un altro dato angoscioso: come intrappolate nel loro dolore, il 96% delle donne non denuncia la violenza subita, forse per paura.
Da parte delle associazioni si rivendica ora una legge che snidi la cultura che produce la violenza, si suggerisce una legge come quella spagnola. Ecco il salto culturale. Si chiede che anche in Italia il tema della violenza sia assunto al primo punto nell'agenda politica dei governi, un inizio potrebbe essere un sistema di controllo della pubblicità e dei media, cattivi maestri nel perpetuare stereotipi che impongono sulle donne il modello "fedele e sexy".

(Testo adattato da La Repubblica. Foto dal web)

sabato 22 novembre 2008

Visita guidata a Valencia


Le due visite guidate "València en italià" sono state un successone. Eravamo in molti, le foto parlano da sè. L'entusiasmo che avete dimostrato voi alunni ci incoraggia ad organizzare altre attività extra-scolastiche come questa. Non ci stancheremo mai di ripeterlo, si impara una lingua per poi usarla anche fuori dall'aula. E la riprova di questo è Bea, la nostra guida, che ha imparato l'italiano nei banchi della nostra scuola e della lingua di Dante ne ha fatto una professione. Questo è solo un esempio dell'utilità di imparare una lingua straniera per farla diventare ogni giorno meno straniera e più vicina alla quotidianità. In italiano possiamo leggere l'ultimo romanzo di Ammaniti, fare turismo in Italia fingendo di essere un padovano a Roma, vedere un film al Babel senza leggere i sottotitoli (o solo ogni tanto) e perché no, aiutare uno sperduto turista italiano a Valencia. Dopo la lezione in loco di Bea sappiamo dove è custodito il Santo Grial, che i bagni arabi non sono arabi, che il Pixaor non è un esibizionista bensì un doccione della Borsa dei Mercanti (Lonja)... Ma i segreti della città non terminano qui, Bea ha in serbo per noi un'altra storia che presto leggerete in uno dei nostri post.

Quindi adesso non ci resta che ringraziare nuovamente Bea per la splendida visita guidata e per chi questa volta non ha potuto esserci o semplicemente per chi vuole ricordare quel pomeriggio insieme, abbiamo preparato questo breve video girato alla Borsa dei Mercanti.


venerdì 21 novembre 2008

IL BOTTIGLIONE

Fino a poco tempo fa, alla rituale domanda dei nostri alunni: "¿Cómo se dice botellón in italiano? " non sapevamo mai cosa rispondere perché non avevamo mai visto in Italia questa "usanza" che consideravamo tipicamente spagnola (o almeno questa è la nostra percezione, fateci sapere se ci sbagliamo...).

Da qualche tempo invece, la "moda" è arrivata anche in Italia, complici gli scambi Erasmus e Facebook come dimostra la festa che si è tenuta ieri sera (giovedì 20) a Genova.

Oltre mille ragazzi hanno infatti, invaso piazza De Ferrari per partecipare al "Bottiglione", definito "il primo raduno alcolico genovese" organizzato su Facebook, il social network più diffuso al mondo. Dalle 23 alle due del mattino, i ragazzi hanno bevuto, fatto amicizia e scattato foto da aggiungere al profilo su internet, armati di bottiglie di plastica e bicchieri pieni di birra, vino e cocktail.

L'idea è partita dal "barone birra", un ragazzo genovese, per protestare contro una città vecchia che non crea spazi per i più giovani. Nel giro di pochi giorni hanno risposto all'appello più di 1.700 ragazzi. Forse ci si aspettava una partecipazione maggiore, ma comunque gli organizzatori si sono detti soddisfatti della manifestazione.

mercoledì 19 novembre 2008

COME DIO COMANDA


A cinue anni da Io non ho paura , Gabriele Salvatores e Niccolò Ammaniti si ritrovano a riprova che il loro è qualcosa di più che un semplice rapporto tra scrittore e regista. La seconda collaborazione, Come Dio comanda, uscirà il 12 dicembre.
Ma le affinità tra Salvatores e Ammaniti vanno oltre il "film tratto dal romanzo di...". Niccolò Ammaniti non si limita infatti a scrivere libri che evidentemente colpiscono al cuore il regista premio Oscar per Mediterraneo
, ma si mette in gioco partecipando alla sceneggiatura, rimaneggiando quindi le sue storie, tagliando, cambiando, adattando le parole scritte a servizio delle immagini. Lo aveva già fatto con Io non ho paura e le circa duecento pagine avevano trovato luce e colore nelle quasi due ore del film (che ha vinto tre Nastri d'argento e un David di Donatello e che ha sfiorato la candidatura agli Oscar come miglior film straniero). Più doloroso il lavoro per Come Dio comanda, quasi 500 pagine ridotte a cento minuti di film.
Salvatores, dal canto suo, ha ammesso più volte che nelle pagine di Ammaniti scopre il suo lato paterno: anche in questo caso infatti il mondo duro e spietato è visto con gli occhi di un ragazzino. Già mentre era in Australia per la presentazione di Io non ho paura, Salvatores aveva annunciato che avrebbe fatto un film da "Come dio comanda", molti mesi prima che il romanzo conquistasse il premio Strega, conquistato l'estate scorsa.
Il protagonista di questa nuova storia è Cristiano Zena, 14 anni (interpretato dall'esordiente Alvaro Caleca), un ragazzino che vive con il padre Rino (Filippo Timi), un uomo violento, alcolizzato, sbandato, che lavora quando può. L'ambiente in cui vivono non li aiuta certo a schiarire il loro rapporto: una casa lungo una superstrada nella provincia del Nord, tra capannoni e depositi di legna, le luci al neon dei centri commerciali. E anche se molti dei personaggi che riempiono le pagine del romanzo si perdono nella versione cinematografica, rimane spazio per Quattro Formaggi, un giovane la cui testa non funziona più molto bene, che vive per Rino e adora Cristiano.
Una storia violenta, atroce, fastidiosa come lo sono i tre protagonisti che vedranno il loro destino cambiare in una notte buia dove non sarà più possibile tornare indietro. Tutto è pronto per l'arrivo nelle sale. Chi ha letto il libro sa cosa aspettarsi, e andrà al cinema convinto di incontrare di persona Cristiano e Rino, sicuro di ritrovare i tratti usciti dalla mano dell'autore. Ma il prezioso contributo di Ammaniti è terminato, come un padre premuroso e saggio lascerà che anche sul grande schermo Come Dio comanda vada avanti per la sua strada. Pur consapevole del fatto che, qualunque sia l'esito, rimarrà per sempre "un film di Gabriele Salvatores".
Ed ecco il trailer del film...
(Testo adattato da La Repubblica. Foto dal web)

martedì 18 novembre 2008

STRANEZZE EUROPEE

(foto dal web)
Dalla Stampa web riportiamo la seguente notizia, che dà veramente da pensare.
Il Parlamento europeo ha appena concesso un finanziamento di 35 milioni di euro per coprire parte dei costi relativi alle misure di sostegno dei seimila lavoratori del settore tessile licenziati in Lombardia, Piemonte, Toscana e Sardegna a causa della concorrenza mondiale. Tra le misure finanziabili figura l'assistenza nella ricerca di un impiego, l'orientamento professionale, la formazione e la riqualificazione su misura.
Lo stesso Parlamento ha poi chiesto di stanziare 500 milioni di euro perchè ogni giorno ogni singolo alunno delle scuole materne e elementari possa mangiare un frutto. Per promuovere mele, pere & Co. nelle classi la Commissione aveva proposto di impegnare "appena" 90 milioni ma gli eurodeputati hanno invitato ad assicurarsi che i prodotti in questione devono essere di stagione, sani, possibilmente biologici e, se disponibili, locali e tradizionali.
Certo è giusto convincere i bambini che una mela al giorno leva il medico di torno e che un'arancia è meglio di certe schifezze che si trovano nei distributori automatici. Ma non si capisce perché serva un'azione coordinata e finanziata coi fondi europei.
E' un problema nazionale che spetta agli stati nazionali che lo desiderano. E alla famiglie, magari mettendo un limite al numero di spot televisivi che le aziende di merendine possono fare sui canali televisivi nazionali.
Pensiamo a una tassa: ogni pubblicità di barrette di cioccolata industriale deve contenere qualche secondo sulla frutta e sul mangiare sano. Come sulle sigarette: questo prodotto può far venire i brufoli, ingrassare, alzare il colesterolo ecc.

Ai lavoratori del tessile che pagano la crisi dovuta alla spietata concorrenza asiatica solo un pugno di euro. Brutta storia. La gente non arriva alla fine del mese e l'Europa le offre non la canonica brioche, ma un frutto a testa.

E' una di quelle cose che fanno la gioia degli euroscettici.
(testo adattato da La Stampa)

GOMORRA A VALENCIA




da venerdì scorso è in programma l'atteso film di Matteo Garrone tratto dall'omonimo libro di Roberto Saviano.
Ci stiamo organizzando per andare a vederlo insieme.
Consulta il nostro blog nei prossimi giorni
o parlane con il tuo insegnante.

sabato 15 novembre 2008

Piazza di Spagna, concerto a sorpresa della Pausini




Roma, 14 novembre. Laura Pausini canta sulla scalinata di Trinità dei Monti e si commuove. Tanti giovani e teenagers avevano atteso per ore la popstar di Solarolo, giunta in una piazza di Spagna gremita dopo aver presentato in un albergo vicino il nuovo album 'Primavera in anticipo'. Laura, cappotto, pantaloni e stivali neri, ha proposto il singolo 'Invece no' sulla celebre scalinata, tra migliaia di coriandoli sparati da due cannoni. "Divina! Divina!', 'Ti amo!', urlavano i fan accalcati intorno alla fontana. "Non è una rondine che fa Primavera, ma la Pausini", recitava uno dei tanti cartelloni a lei dedicati. Un affetto straripante che ha provocato la commozione dell'artista che, tra le lacrime, si è dovuta fermare un momento per riprendersi, prima di avvicinarsi alla folla che la chiamava: "Voglio stare vicino a loro, sono loro che mi hanno cambiato la vita".

Sono sicuro che Mariajesús starà preparando un post e presto ci darà delle dritte su questo nuovo album della cantante romagnola.

mercoledì 12 novembre 2008

L'aperitivo si beve o si mangia?


La parola "Aperitivo", di solito, si riferisce all’abitudine, ormai nota in tutta l’Italia, di ritrovarsi prima dell’ora di cena, in un locale a consumare stuzzichini* e cocktail analcolici o poco alcolici.
Si usa chiamare "Aperitivo" anche il cocktail stesso che appunto viene consumato prima del pasto. I
più diffusi in tal senso sono il Pirlo, lo Spritz, Il Campari, il Rossini e il San Pellegrino.

La moda dell'aperitivo è ormai ben radicata in tutta Italia già da diversi anni, e si sta diffondendo anche in altri paesi.

L’aperitivo è ormai diffuso ovunque, ma è proprio a Torino che è nato, grazie ad Antonio Benedetto Carpano, che nel 1786 ha inventato il Vermouth, prodotto con vino bianco addizionato ad un infuso di oltre 30 tipi di erbe e spezie. Da allora la “speciale bevanda” è stata esportata in tutta Europa e successivamente prodotta da Cinzano e Martini & Rossi; divenendo con l’appellativo di “Martini” l’aperitivo per eccellenza, da bere liscio o come base di tanti cocktail come il Negroni o il Manhattan, da bere anche nel dopo cena.

Dalle mie parti si prende lo Spritz che è appunto un aperitivo alcolico i cui natali storici hanno radici ai tempi della amministrazione austoungarica nel Veneto, nel Friuli Venezia Giulia e nell'Istria. Nella sua forma originaria era ottenuto dalla semplice mescolanza fra acqua e vino frizzante (in prevalenza bianco), viene tuttora comunemente consumato in tutto il Triveneto**. Negli anni vi sono state apportate varie modifiche fino a renderlo un vero e proprio aperitivo. La sua consacrazione è avvenuta tramite la pubblicità di una nota casa produttrice di bevande alcoliche che ad inizio 2008 ha avviato una campagna pubblicitaria inneggiante al consumo di Spritz Aperol. In Friuli specialmente nella provincia di Pordenone lo spritz con l'Aperol assume il nome di "Furlan" spesso servito con un'oliva all'interno.

La foto che vedete qui sopra ce l’ha mandata una nostra alunna di Avanzato 2, Amparo Torres. Non ci ha detto in quale città è stata scattata, né quale è l’aperitivo che sta bevendo, ma visto che il colore è rosso, possiamo azzardare a dire che si tratta dello Spritz Aperol.

*Stuzzichino: spuntino, cibo appetitoso e leggero che stuzzica l’appetito

**Oggi si usa il termine Triveneto per riferirsi alle tre regioni italiane del Veneto, del Trentino - Alto Adige e del Friuli -Venezia Giulia.

lunedì 10 novembre 2008

GLI ITALIANI ABBRONZATI

Vista l'ultima polemica generata dalla nuova gaffe internazionale di Berlusconi (anche se non è stato l'unico del suo governo a fare battute di pessimo gusto), vi invitiamo a leggere l'ottimo articolo di Curzio Maltese apparso su La Repubblica e che riassume brillantemente le idee di molti italiani, alcuni dei quali hanno scelto di unirsi nella campagna sul web: www.notspeakinginmyname.com/


I bookmakers in questi casi non accettano scommesse. Da mesi, in previsione dell' evento storico dell' altra notte, si aspettava la prima gaffe di Silvio Berlusconi sul colore della pelle del nuovo presidente americano. Il Cavaliere non delude mai le peggiori aspettative e la battuta è arrivata. L' unica sorpresa è la tempistica.
Ad appena ventiquattr' ore dall'elezione il premier se n' è uscito con la storia di Obama «abbronzato». Non è la solita cafonata alla quale ci ha abituato e ci siamo ormai rassegnati da lustri. È una definizione grondante di razzismo.

Il peggior razzismo, quello semi inconsapevole e quindi assai autoindulgente che dilaga in Italia, fra la preoccupazione del resto del mondo. Una malattia sociale che un governo responsabile dovrebbe combattere, invece di sguazzarci con gusto.

Scontata la gaffe, ovvia la reazione. In simili frangenti Berlusconi adotta due reazioni standard. La prima: non l'ho mai detto. È la più assurda, ma paradossalmente efficace (in Italia). Come fai a discutere con uno che nega se stesso? La seconda è: l'ho detto ma non avete capito.

Stavolta ha usato questa. «Abbronzato era un complimento, una carineria» ha spiegato ai soliti cronisti bolscevichi. «E se non lo capite, allora andate a fare...».

Sommando così carineria a carineria. S'intende che «andare a fare» è detto con affetto. Con eguale affetto i giornalisti potrebbero ricambiare l' invito, ma probabilmente le giustificazioni valgono solo dall' alto verso il basso. Non stiamo a farla lunga. Non si tratta solo di vergogna. Chi ne ha ancora la forza? È piuttosto la disperazione di essere ogni volta precipitati in questo indegno pollaio. Gli elettori americani in un giorno hanno cambiato la storia del mondo. (...) E il contributo dell' Italia berlusconiana a questo grandioso dibattito qual è?

Questa miserabile trovata, volgare e razzista, senza neppure il coraggio dell' assunzione di responsabilità o la dignità di porgere le scuse. Non bastava la sortita a caldo del ministro Gasparri, il quale, confondendo le proprie ossessioni di ex fanatico fascista con la competenza internazionale, aveva commentato «sarà contento Bin Laden». Ci voleva pure lo strazio supplementare della "battuta" di Berlusconi, che ha ormai girato il mondo, con danno enorme per il Paese. In pochi minuti infatti la rete ha deluso la speranza residua, che non lo prendessero sul serio, come altre volte.

Come siamo abituati a fare qui, rassegnati a non scandalizzarci per lo scandalo, a non chiamare fascismo il fascismo, razzismo il razzismo. C'era stata la rincorsa provinciale ad appropriarsi di Obama. Tutti si proclamano o cercano l' Obama italiano, a destra e a sinistra. Quando in Italia un Barack Obama non avrebbe neppure il diritto di voto. I figli d' immigrati, 440 mila fra nati e cresciuti qui, non sono considerati cittadini italiani, per via del medievale ius sanguinis. Lo ricordiamo nell' ipotesi, piuttosto remota, in cui fra le centinaia di obamisti dell' ultima ora si trovasse un politico serio. Ecco l' occasione per proporre finalmente una legge civile in materia d' immigrazione.

A cominciare dal presidente del consiglio, i cui molti cantori hanno illustrato nei giorni scorsi alle masse ammirate le straordinarie analogie fra Berlusconi e Obama. Come non scorgere, del resto, l' assoluta comunanza delle due parabole. Il figlio di un pastore kenyano che arriva alla Casa Bianca a soli 47 anni e promette di cambiare il mondo. E l' uomo più ricco d' Italia che a 72 anni, con il solo aiuto del novanta per cento dei media da lui controllati, torna a Palazzo Chigi, dopo aver cambiato i capelli.

È naturale che Berlusconi abbia adottato Obama, ripromettendosi di dargli presto «buoni consigli». Incrociamo le dita perché non avvenga, nell' interesse stesso del premier. Non si sa come la Casa Bianca potrebbe reagire a una frase del tipo: «Vieni, abbronzato, che ti spiego come non farsi processare». Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto sia normale.

Però quanto stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: «Il popolo ha scelto. Ho avuto l' onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una giornata storica». Non si potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra italiana, anche di seconda mano?

Ed eccolo in azione...



domenica 9 novembre 2008

Il movimento del dare

A sette anni dall’ultimo disco di inediti, Fiorella Mannoia, torna nella scena musicale italiana il 7 novembre con un nuovo album intitolato Il movimento del dare.


Anche se l’album di esordio della cantante romana risale ai primi anni 70, sapete dov’è che ha avuto la prima occasione di esibirsi davanti al grande pubblico? Ecco, sì, strano non parlare del palco di Sanremo. È qui che, nel 1981, Fiorella presenta la canzone Caffè nero bollente, per poi tornarci nel 1984 con l’interpretazione di Come si cambia e nel 1987 con Quello che le donne non dicono, canzone scritta dal cantautore Enrico Ruggeri e che rappresenta ancora oggi uno dei brani con cui il pubblico più la caratterizza.



Ancora una volta ritorna sul palco di Sanremo nel 1988, questa volta con una canzone di Ivano Fossati, Le notte di maggio e come l’anno prima, vince nuovamente il premio della critica. Dopo l’incontro con Ivano Fossati, che collaborerà con lei per altre sue canzoni come I treni a vapore, a firmare altre canzoni dei suoi cd sarà Francesco De Gregori, un esempio è il brano Tutti cercano qualcosa. A queste sono seguite le collaborazioni con Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Gianmaria Testa e duetti come per il brano Offeso, di Niccolò Fabi.
Fino a questo momento sono 9 i cd pubblicati, più un cd live del suo tour nei teatri del 1997. Nel 2000 risale sul palco dell’Ariston, ma questa volta come superospite, con la canzone
L’amore con l’amore si paga. Ed è nel 2001 che esce, con grande successo, il suo ultimo cd di inediti, Fragile.
Il 2002 la terrà impiegata nella tournée, che vede collaborare sul palco Pino Daniele, Francesco De Gregori, Ron e Fiorella.


È da questa esperienza positiva che decide di riprendere da sola una lunghissima tournée iniziata nel 2003 e finita con la registrazione di un dvd della chiusura del tour, il 24 marzo del 2005. Nel 2006 esce Onda tropicale, un album di canzoni brasiliane, sei di queste tradotte all’italiano, mentre le altre cinque rimangono in lingua portoghese.



Ora nel 2008, Fiorella Mannoia ritorna, ma più in compagnia che mai, perché a scrivere le canzoni di questo suo nuovo cd sono stati grandi nomi della musica italiana. Per il primo singolo, e ad aprire l'album, il brano scritto da Luciano Ligabue, Io posso dire la mia sugli uomini, per poi continuare con canzoni firmate da Tiziano Ferro, Jovanotti, Pino Daniele, Ivano Fossati oppure quella che da titolo al disco, scritta da Franco Battiato.

Vi riportiamo il primo singolo che dal 17 ottobre è in onda nelle radio italiane:

*foto e copertina dal web

mercoledì 5 novembre 2008

Il cartone animato con Raffaella Carrà

Tredici episodi proiettati al Museo del Cinema in coincidenza con il ritorno in tv dell´intramontabile soubrette. Lalla-Raffa è una ragazza che vive su un´isola popolata dagli Japinidi (l'ex compagno sentimentale e professionale di Raffaella Carrà si chiama infatti Sergio Japino). La serie animata di 13 episodi di 2 minuti ciascuno è stata trasmessa nel 1986 nel corso delle puntate di Buonasera Raffaella, da allora sparita e mai più riproposta.
Se volete vedere il cartoon clickate QUI.

lunedì 3 novembre 2008

LE MANIFESTAZIONI CONTRO LA RIFORMA SCOLASTICA

Si sono succedute in questi ultimi giorni in Italia una serie di manifestazioni contro la riforma della scuola introdotta dal Ministro Mariastella Gelmini e che è già stata trasformata in decreto legge.



Tali proteste sono sfociate, come dicevamo, in moltitudinarie manifestazioni in tutte le città italiane e soprattutto a Roma dove sono avvenuti scontri piuttosto gravi con assalti fascisti a ragazzini che manifestavano insieme ai loro insegnanti.Il tutto ha aumentato un clima già incandescente.

Ma vediamo allora alcuni dei punti della riforma tanto contestata.
Secondo la maggior parte degli insegnanti e degli studenti, la legge potrebbe produrre effetti disastrosi. La riforma tocca innanzitutto la scuola elementare: l'unica che funzioni veramente bene in Italia, è infatti al quinto posto nelle classifiche internazionali per i buoni risultati dei suoi alunni. E quindi perché cambiarla ci si chiede?

Tra i tagli c'è anche la chiusura di tantissime scuole con pochi alunni, nonostante queste determinino un servizio pubblico fondamentale che permette ad alcuni comuni di non spopolarsi.

In molti centri è poi diffusissimo il modello di scuola a tempo pieno, anche quello in pericolo. Il tempo pieno ha un orario di 40 ore settimanali e una dotazione base di due docenti per classe (ai quali si può aggiungere anche un docente di lingua straniera, uno di religione e uno di sostegno). Al tempo pieno si possono fare tante attività in più di gioco, di ricerca, di indagini, di attività di gruppo. Ben diverso è il tempo della scuola del mattino (quello delle 24 ore tradizionali) dedicato alla trasmissione delle conoscenze, a cui si può aggiungere il doposcuola per quelli che non hanno capito la lezione del mattino, con insegnanti diversi, pagati dal comune. Una scuola povera che dà poco e divide socialmente.
Tutte le altre scuole elementari (e cioè il 76% di quelle italiane) funzionano invece a "moduli": anche questo modello supera il maestro unico "tuttologo" (che la riforma vuole invece reintrodurre) e impiega tre docenti a cui si possono aggiungere i docenti specialisti. L'orario è di 30 ore settimanali. Le discipline sono accorpate per ambiti disciplinari, quello linguistico, quello matematico-scientifico, ecc.
A fronte di tutto questo, la riforma obbliga al maestro unico e all'orario di 24 ore settimanali, che non solo scarica un problema sociale sulle famiglie, ma impoverisce la scuola. Fra l’altro non garantisce in tutte le classi l’insegnamento della lingua straniera, mentre non mette in discussione l’ora di religione che, nonostante non sia obbligatoria, continua ad essere garantita nell’orario obbligatorio.

La riforma del ministro Gelmini, vuole cancellare 90.000 posti di lavoro nella scuola ritenendo invece che la pluralità dei docenti, le compresenze e l’orario di funzionamento lungo, siano uno spreco e un decadimento della qualità.

Ma le "perle" della Gelmini non si fermano -ovviamente- alla scuola elementare e tra quelle che riguardano la scuola in generale ci sono:

Tagli per 8 miliardi di euro in tre anni, riduzione del personale docente e non, voto in condotta, conferma degli esami di riparazione, buoni scuola per le private e «una scuola sempre più simile a una azienda».

Di certo non mancano i motivi per manifestare...