venerdì 30 gennaio 2009

Addio a Mike Francis

Francesco Puccioni, in arte Mike Fransis, nato a Firenze 47 anni fa, è deceduto all'Ospedale S. Pietro di Roma per un tumore al polmone.

La sua carriera musicale, iniziata a soli 14 con la sua prima band, non si era mai fermata, alternando periodi da solista a collaborazioni con altri artisti, e testi in inglese a quelli in italiano. Il suo ultimo album, 'Inspired', risale al 2007. Solo una settimana fa, dopo due anni di assenza dalla scena musicale, è uscita una raccolta dei suoi 'best'.

Mike Fransis è ricordato soprattutto per le famosissime canzoni degli anni 80 Survivor o Friends cantata assieme Amii Stewart. Il video che abbiamo scelto è appunto quello di Survivor.



giovedì 29 gennaio 2009

PER NON DIMENTICARE



Questa settimana si sono succedute in Italia le manifestazioni per la Giornata della Memoria istituita per ricordare lo sterminio nazista proprio nella data simbolo della liberazione di Auschwitz: il 27 gennaio di 63 anni fa. Quest'anno la celebrazione è coincisa inoltre, con un altro triste anniversario: 70 anni dalle terribili leggi razziali promosse dal governo fascista nel novembre del 1938.
Su tutti le parole del presidente della Repubblica, Napolitano, che ha affermato:

"Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo mai la Shoah. Non dimentichiamo gli orrori dell'antisemitismo, che è ancora presente in alcune dottrine, e va contrastato qualunque forma assuma".

Vorremmo, per concludere, invitarvi a leggere con attenzione i seguenti versi di Primo Levi, tratti da "Se questo è un uomo".

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

lunedì 26 gennaio 2009

Un ricordo per DE ANDRÉ

L'11 gennaio, si sono compiuti dieci anni dalla scomparsa di uno dei più grandi cantautori della musica italiana, Fabrizio De André. Come non poteva essere in un altro modo, tante sono state le iniziative e gli omaggi tenutisi su tutti i mass media e nelle città italiane. Perugia, Milano, Torino, Roma, Sicilia e ovviamente la sua Genova natale, sono solo alcune delle città che hanno commemorato il decimo anniversario della sua morte con recitazioni, concerti, documentari e mostre in suo onore.


Fabrizio De André conosciuto anche come Faber, soprannome datogli dall’amico Paolo Villaggio, è scomparso per colpa d’un brutto male ai polmoni a 59 anni, l’11 gennaio del 1999 a Milano. Forse la sua discografia non è così vasta come quella dei cantautori della sua epoca, poiché ha pubblicato una ventina di dischi, ma risulta memorabile per la sua varietà e l'intensità con la quale ha fatto sognare, commuovere e riflettere diverse generazioni. L’ha reso unico il suo modo di raccontare e interpretare esperienze e passioni, a volte quasi anticipatore dei mutamenti e delle trasformazioni della contemporaneità ed era semplicemente unico anche nel suo essere dalla parte di chi soffre.

Tanti sono stati i giornali che hanno dato spazio al decimo anniversario della sua scomparsa, tanti anche i siti web. Pure più di 300 radio, alle 22.50 dell’11 gennaio, hanno aderito all’iniziativa lanciata da Fabio Fazio, conterraneo di De André, per la quale le note di una delle sue canzoni più belle,
Amore che vieni amore che vai, è stata trasmessa in contemporanea. Proprio, Fabio Fazio dal suo programma Che tempo che fa, dalle ore 20.10, ha condotto un intero speciale di tre ore e mezza, Fabrizio 2009, in cui ha messo insieme molte inattese dimostrazioni d’affetto: da Franco Battiato con Inverno a Ivano Fossati con Smisurata preghiera, a Lucio Dalla con Don Raffaè, a Gianna Nannini con Via del campo, alla Pfm con Bocca di Rosa, a Bocelli con La canzone dell’amore perduto, a Vinicio Capossela con La città vecchia, a Tiziano Ferro con Le passanti, a Girotondo con Vecchioni, a Il suonatore Jones con Jovanotti in collegamento da Spoon River, alla lettura di Le nuvole, al finale con Creuza de Ma con Cristiano De André e Mauro Pagani.

Cogliamo l’occasione per riportarvi sul blog due video con la sintesi della puntata speciale di Che tempo che fa:



domenica 25 gennaio 2009

OROSCOPO 2009

Qual è il tuo segno zodiacale? Credi all'astrologia? Vuoi sapere cosa ci serba il 2009? Per farlo è semplice, clicca l'imagine qui sotto e poi scegli il tuo segno.


giovedì 22 gennaio 2009

I gesti di Giovanna





L'incontro sui gesti è stato a dir poco interessante. Di nuovo ringraziamo Giovanna per la sua disponibilità e per aver condiviso con noi anni e anni di studio (ve l'avevo detto che è un'esperta). Giovanna ci ha spiegato l'origine dei gesti, il loro contesto d'uso, le differenze con lo spagnolo (es. noi per scaramanzia "tocchiamo ferro", mentre gli spagnoli "toccano legno"...)


Abbiamo pensato di dare l'opportunità anche a chi non ha potuto partecipare alla lezione di Giovanna, di imparare qualche gesto. Ma siamo sicuri che questo video farà piacere anche a chi c'era e magari si è perso qualche particolare. Buona visione.

domenica 18 gennaio 2009

INDOVINA IL FILM

Quest'anno sembra davvero una buona annata per il cinema italiano: "Gomorra", "Il divo", "Caos calmo", "Tutta la vita davanti", "Grande grosso e verdone","Sette anime", tanto per citare alcuni dei titoli dei film campioni di incassi al botteghino.
Ma quali sono i vostri film preferiti? E quali sono le scene "mitiche" nella storia del cinema italiano?
Noi ve ne proponiamo qualcuna, sapreste riconoscerle e dirci il titolo di questi film e chi ne sono gli interpreti?
E anzi, perché non ci suggerite le vostre scene preferite? Siamo curiosi di sapere i vostri gusti e i vostri suggerimenti e in particolar modo, aspettiamo quelli del 2º di avanzato che stanno lavorando proprio sull'unità del cinema.

FILM Nº 1




FILM Nº 2




FILM Nº 3




FILM Nº 4




FILM Nº 5




FILM Nº 6





FILM Nº 7




FILM Nº 8



FILM Nº 9





FILM Nº 10


venerdì 16 gennaio 2009

Come ci vedono gli olandesi...

Alessandra, una nostra carissima amica, ci ha segnalato questa "curiosa" notizia. Si tratta di uno spot in onda in prime-time sui maggiori canali olandesi. La pubblicità in questione finisce con la frase "gli olandesi diventano sempre piu' intelligenti" perché studiano le lingue. Protagonisti, dei ristoratori italiani molto maleducati che l'avventore poliglotta apostrofa con il termine "Ehi, pagliaccio di pasta", battuta che in lingua olandese ("Hé pastapipo") suscita molta ilarità.

La cosa più assurda è che è proprio una scuola di lingue che utilizza questo spot: solita pizza e tanto sessismo, ecco come ci vedono gli olandesi, o perlomeno questa scuola.
E noi italiani siamo davvero tutti così? Voi cosa ne pensate? Dateci dei consigli per il prossimo spot del Dipartimento d'italiano della EOI di Quart de Poblet.

martedì 13 gennaio 2009

Lezione-Incontro sui Gesti degli Italiani


Martedì 20 gennaio ore 17:oo, aula 12
Mercoledì 21 gennaio ore 19:00, aula 12

Il Dipartimento d'italiano ha il piacere di invitarvi all'incontro che Giovanna terrà sul tema dei gesti degli italiani. Vi assicuro che sarà una lezione molto divertente e che imparerete un sacco di cose nuove su questo modo un po' singolare di comunicarsi. Se dopo questo incontro metterete in pratica i gesti, potrete anche fare scena muta all'esame orale.
A parte gli scherzi, due saranno gli appuntamenti, il primo per i gruppi del martedì e il secondo per quelli del mercoledì.


sabato 10 gennaio 2009

IL COLOSSEO

La nostra alunna Amparo Torres del 2º di Avanzado, ci ha mandato questo testo molto carino sulla storia del Colosseo, probabilmente uno dei posti preferiti di molti di noi e meta di molte vacanze... romane.

Il “Colosseum”, chiamato originalmente "Anfiteatro Flavio", è senza dubbio uno dei motivi del grande fascino turistico di Roma. Tutti noi sappiamo che fu usato durante quasi 500 anni per mostrare spettacoli pubblici, non solo per le lotte tra gladiatori, ma anche per la caccia di animali, esecuzioni, ricreazioni di battaglie celebri e opere di teatro basate nella mitologia classica.
Alla fine del Medioevo, si abbandonò questo proposito ludico e l’edificio fu riutilizzato come rifugio, fabbrica, sede di un’ordine religioso, cava e santuario cristiano.
Il detto latino Quod non fecerunt Barbari, fecerunt Barberini (quello che non osarono a fare i barbari, lo fecero i Barberini) rimarca le barbarie commesse durante i
XV e XVI secoli, dato che la parte esterna che copriva il monumento fu strappata per usarla in diverse costruzioni, fra loro quella del Palazzo Barberini. Fu anche bruciato per ottenere calce. Questa espoliazione di pietre continuò fino al 1749, quando Benedetto XIV consacrò il monumento come posto santo in memoria dei martiri che vi venivano giustiziati (sebbene si creda che la maggior parte furono martirizzati nel Circo Massimo). Uno degli ultimi spropositi che subì il Colosseo fu la caduta di una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale, che lasciò fino a oggi una parte distrutta.
Nel XIX secolo, invece, si iniziarono alcune opere di ristrutturazione. Nel
1820 si finirono diversi contrafforti (facilmente differenziati oggi) e senza i quali l’edificio probabilmente sarebbe crollato.
Nell’attualità, nonostante sia danneggiato a causa di terremoti, è simbolo della Roma Imperiale e uno degli esempi miglior conservati dell’architettura romana. Infatti si dice che sia un modelo per i centri sportivi moderni, grazie al suo ingenioso disegno. La fama del Colosseo ha fatto sì che il suo nome sia usato in altri edifici publici moderni, particolarmente negli Stati Uniti, dove teatri, sale di concerti e
stadi si chiamano comunemente “colossei”.
Ancora oggi è vincolato alla Chiesa Cattolica Romana e il Papa dirige la
viacrucis fino all’anfiteatro ogni Venerdì di Pasqua.
Nominato dall’UNESCO (insieme al centro storico di Roma) Patrimonio dell Umanità nel 1980, dal 2000 le autorità tengono l’edificio illuminato durante 48 ore ogni volta che viene posposta una sentenza di morte ad un condannato in qualsiasi parte del mondo.
Icona della cultura occidentale, Il Colosseo è stato portato al cinema parecchie volte: nel
1953 Vacanze romane, como sfondo per numerose scene; nel 1954 Demetrio e i gladiatori, l’imperatore Caligola condanna il cristiano Demetrio a lottare nel Colosseo; la fine del film del 1957 20 Million Miles to Earth ha luogo nel Colosseo; Bruce Lee ci ha combattuto contra Chuck Norris (1972 Way of the Dragon) e anche Jean-Claude Van Damme contra Mickey Rourke (1997 Double Team). Nell’opera cinematografica di Ridley Scott, Gladiator (2000) l’anfiteatro è ricreato digitalmente per ristabilire la sua gloria. Questa ricostruzione col computer è fedele, ma molti degli edifici attorno comparsi nel film non sono mai esistiti e neanche la vicinanza del con il Tevere è vera. Nel film di fantascienza The Core (2003), il monumento è distrutto da multipli raggi che lo riducono in pezzi insieme al resto di Roma. Lizzie McGuire (2003), è lo scenario dove la protagonista canta a migliaia di spettatori.
E nel 2007 (come potete vedere nella foto), Amparo e degli amici pazzi per Roma.
Curioso il fatto che la canzone di
Cole Porter You're the Top del musical Anything Goes (1934) includa il verso "You're the Top, You're the Colosseum" (sei il massimo, sei il Colosseo)
Non è quindi difficile capire perché i romani siano fieri della grandiosità della loro città…
Vi lasciamo qua l’immagine della copertina del film "Amparo e amici pazzi per Roma".
Grazie Amparo e attenta ai tuoi amici... sono un po' strani anche se sembrano molto simpatici!

mercoledì 7 gennaio 2009

LA LOTTERIA ITALIA


Come vi abbiamo raccontato nel nostro video natalizio, proprio pochi giorni fa, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio(la notte della Befana) in Italia sono stati distribuiti i premi della Lotteria Italia abbinata come quasi ogni anno alla trasmissione "Carramba che fortuna!" presentata da Raffaella Carrà. Il primo premio di 5 milioni di euro è stato vinto da un biglietto venduto a Roma.
Il secondo premio, da 3 milioni di euro, è andato a un biglietto venduto vicino a Frosinone (sempre nel Lazio), mentre il terzo premio di 2 milioni di euro è stato venduto a Siracusa, in Sicilia. Come forse ricorderete, in Italia il premio va a un solo biglietto (e probabilmente a una sola persona), quindi beati i vincitori!
Anche se bisogna dire che, curiosamente, alla tabaccheria-ricevitoria del quartiere Balduina, a Roma, dove è stato venduto il biglietto che si è aggiudicato il primo premio da 5 milioni di euro non c'è stata nessuna festa. La dea bendata ha bussato nella rivendita di via Duilio Galimberti 36, in un quartiere bene della Capitale, nel quadrante nordovest della città. «Hanno venduto qui il biglietto? Magari fosse toccato a me», ha detto Marco, un ragazzo che rientrava a casa, non lontano dalla fortunata tabaccheria. «Spero che a vincere questi 5 milioni sia stato qualcuno che lavora qui come colf o come badante: chi ci abita non ne avrebbe bisogno», ha osservato un tassista che aveva appena lasciato una signora sotto il portone di casa.
Complessivamente gli italiani hanno speso un importo pari a 92.680.900 euro, con un incremento del 13% rispetto all'ultima edizione. È quanto rende noto l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Fino a questo momento, viene rilevato, sono stati assegnati premi per oltre 19,5 milioni di euro con la lotteria istantanea «Festa della Fortuna»; 7,5 milioni di euro con i premi settimanali attribuiti durante «Carramba che fortuna» e 1,4 milioni di euro con i premi giornalieri distribuiti nel corso della trasmissione televisiva «Festa Italiana». Ai premi citati va aggiunta la massa premi minima di 19.842.000 euro, ripartita nelle 4 categorie dei biglietti vincenti il cui elenco sarà disponibile sul sito www.aams.it.