giovedì 27 dicembre 2007

Concerto di Natale: “Una serata all’opera”

Quest’anno alla festa di Natale del dipartimento di Italiano si è svolta un’attività diversa dagli anni precedenti. Così abbiamo avuto l’opportunità di goderci una bella serata d’opera, cantanta principalmente in Italiano, presso la EOI e con la partecipazione degli alunni del Conservatorio di Torrent.

Per quelli che non ci sono potuti venire e per quelli che abbiano voglia di risentire le belle voci di Pilar López, Belén Roig e Arthur Abgaryan, ecco i video di questa serata:


Presentazione dei cantanti:


1. "Se l'aura spira" di Girolamo Frescobaldi
Canta: Pilar López - Soprano



2. "O cessate di piagarmi" di Alessandro Scarlatti
Canta: Arthur Abgaryan - Baritono



3. "Caro mio ben" di Giuseppe Giordani
Canta: Belén Roig - Mezzosoprano


4. "O del mio dolce ardor" G. W. Gluck
Canta: Pilar López - Soprano


5. "Vedrai, carino" di Wolfgang Amadeus Mozart

Canta: Belén Roig - Mezzosoprano


6. "V'adoro pupille" di George Frideric Handel
Canta: Pilar López - Soprano


7. "
Il mondo è mio" di Alan Merken

Colonna sonora del film "Alladin"
Canta: Belén Roig (Mezzosoprano) e Arthur Abgaryan (Baritono)



8. "Stille Nacht (Astro del Ciel)" di Franz Xaver Gruber
Canta: Belén Roig, Arthur Abgaryan, Pilar López, Fabiola Tomás e Marta



9. "Il mondo è mio"
(bis a richiesta)



10. "Verbum caro factum est"
(canzone fuori programma)



11. "Swing Low, Sweet Chariot"
(canzone fuori programma)



Ringraziamenti e parte finale:



Dopo il concerto abbiamo festeggiato insieme l'arrivo del Natale con il tipico panettone e pandoro.

giovedì 20 dicembre 2007


Auguriamo a tutti i lettori di Oblò (g)
buone feste e un fantastico 2008!!!


lunedì 17 dicembre 2007

CONCERTO DI NATALE ALLA EOI

Vi invitiamo al nostro

CONCERTO DI NATALE


"Una serata all'opera"

che si terrà giovedì 20 dicembre alle ore 18.30




nell'aula 12 della nostra EOI

Belén Roig Martínez mezzosoprano
Pilar López Herrero soprano
Arthur Abgaryan baritono
Fabiola Tomás García pianoforte

Dopo il concerto festeggeremo insieme
con il pandoro, il panettone e...
la vostra compagnia.
Questi giorni troverete aggiornamenti in questo stesso post
con link e notizie varie sul Natale.

domenica 16 dicembre 2007

Biografia di Ilona Staller, in arte "Cicciolina"

A grande richiesta oggi vi parliamo di Ilona Staller, ungherese naturalizzata italiana. È nota con il soprannome di Cicciolina. Tra le pornostar più celebri al mondo, è famosa anche per essere stata la prima attrice di film per adulti ad essere eletta in un parlamento.


Ilona nasce a Budapest (1951) in una famiglia di donne sfortunate. “Mia madre sperava che scegliessi la carriera di medico… Io aspiravo a diventare archeologa o geologa”.

Negli anni ’60, in una stanza privata dell’albergo più importante di Budapest, due signori mostrarono il tesserino dei servizi segreti ungheresi e chiesero alla splendida cameriera diciottenne Ilona Staller di mettere il suo corpo al servizio della patria.

Nel 1979 diventa testimonial del Partito del Sole. Appare fotografata al naturale al centro di una cartellone a forma si sole, con su scritto lo slogan: “No all’energia nucleare. Scaldiamoci con il sole e con l’amore”. Sposatasi una prima volta in giovanissima età, si stabilì in Italia dove incontrò nel 1973 quello che sarebbe stato il suo pigmalione, Riccardo Schicchi, insieme al quale condusse un programma radiofonico intitolato "Voulez-vous coucher avec moi?" sulla celebre emittente privata "Radio Luna". È in quel programma che inventò il soprannome "Cicciolina" che la ha portata alla celebrità (utilizzato anche per chiamare tutti gli uomini con le varianti "Cicciolini" e "Cicciolino").

Nel 1978 è la volta della televisione e durante la trasmissione RAI C'era due volte mostrò il seno per la prima volta nella storia della televisione italiana. In questo programma rivisita in chiave moderna le favole tradizionali, interpretando per esempio Cappuccetto Rosso, con indosso veli trasparenti rossi, o Cenerentola, con la scarpa di cristallo e dei tulle che le coprono i seni (ma il montaggio definitivo è ampiamente censurato). Un giornalista scrisse: “Questo show ha battuto un record nella storia della Rai, è quello costato meno in costumi”.

Anno 1983. È quasi Natale. Ilona ritira la posta nella buca delle lettere. Apre prima un biglietto di auguri (è di Giulio Andreotti), poi una lettera esplosiva, ma se la cava con una sbucciatura alla mano. Nell’86 si iscrive al Partito Radicale e nel’87 si candida alle elezioni. In campagna elettorale in un’intervista a Repubblica aveva dichiarato: “Se non mi eleggeranno, cicciolino Forattini potrà raffigurarmi con una trombetta e scrivere: “Trombata!”. Tra le sue proposte durante la legislatura l’istituzione dei parchi dell’amore per permettere di fare sesso in macchina, senza rischiare aggressioni o sanzioni di legge.

Nel 1992 fonda il partito dell’Amore, con Moana Pozzi. Simbolo del partito un cuore rosa che racchiudeva il suo volto con una catenella con la croce sulla sua fronte (”Questo indicava la mia natura cristiana”).

Nel 1996 ottiene il premio Hot d’Or alla carriera, che va a ritirare a Cannes in una Limousine bianca. “Al di là di qualsiasi giudizio moralistico o politico, bisogna prendere atto del fatto che ho cambiato il comune senso del pudore, in Italia e non solo”. “Io mi sono sempre sentita una missionaria del sesso. Nel 1976 l’ho detto anche a Enzo Biagi durante la trasmissione televisiva Proibito e lui si infuriò, dicendomi che i missionari erano quelli che curavano i lebbrosi”.

“L’unico fidanzato fedele che io abbia mai avuto è stato il mio pubblico”.

Ilona si sposa per la seconda volta, con Jeff Koons, artista pop americano, che l’ha contattata per realizzare delle opere d’arte di nudo con lei da esporre alla Biennale di Venezia. Il matrimonio è celebrato con rito protestante, il 1° giugno dello stesso anno in Ungheria, il bouquet è una composizione di fiori bianchi e lilium, “simbolo, per Koons, di eterna verginità che io, bionda, diafana, con la coroncina in testa, ho sempre rappresentato”. Ilona è già incinta di Ludwig, e in viaggio di nozze la coppia porta con sé i genitori. Ludwig. In due anni e mezzo di matrimonio Ilona lascia tre volte il marito, che subito dopo il matrimonio incomincia a maltrattarla e a ingiuriarla. Dopo la separazione Koons rapisce il figlio per portarlo in America, per non farglielo riavere la denuncia perfino per pedofilia simulando indizi a suo carico. La controversia giudiziaria si conclude con la sentenza della Cassazione del 3 ottobre 2006, che affida il bambino a Ilona.

Nel 2002 tentò di candidarsi alle elezioni per il Parlamento Ungherese, ma senza successo. Più di recente, ha espresso la possibilità di candidarsi come sindaco di Milano.

In un'intervista fatta da Le Iene (programma televisivo di Italia 1) nel 2006 ha ammesso che, anche in Italia, è stata spia per una nazione straniera, ma non ha specificato quale.

venerdì 14 dicembre 2007

Giovanni Allevi: Compositore e Pianista

Poco tempo fa Giovanna ci ha presentato il maestro Ludovico Einaudi (ecco il link >>). Oggi, a proposito della sua prossima tournée italiana iniziata l'11 diciembre con la Philharmonische Camerata Berlin, vi presentiamo un altro bravo compositore e pianista: Giovanni Allevi, che all'età di 4 anni ha scoperto che il pianoforte sarebbe stato il suo compagno di viaggio. E infatti, è con lui che ha suonato, non solo in tante città italiane, ma anche negli Stati Uniti, Cina o Giappone.


foto da internet


Allevi è presente nella classifica Fimi/Nielsen dei dischi più venduti in Italia con ben tre album: il doppio disco dal vivo "Allevilive" (uscito un mese fa , e già vendute 30.000 copie), "Joy"(uscito nel 2006, 100.000 copie vendute) e "No Concept" (uscito nel 2005, 70.000 copie vendute).
Da pochi giorni è uscito anche "
Joy Tour 2007", il primo DVD di Giovanni Allevi, registrato il 26 agosto durante il concerto allo Sferisterio di Macerata.


Nato il 9 aprile 1969 ad
Ascoli di Piceno (Le Marche), Giovanni Allevi è diplomato con il massimo dei voti in Pianoforte al Conservatorio “F. Morlacchi di Perugia e in Composizione al Conservatorio "G. Verdi" di Milano ed è laureato con Lode in Filosofia, con la tesi "Il vuoto nella Fisica contemporanea".




foto da internet


Questo musicista, rielabora la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop contemporanee. Si trova dunque a suo agio sia nei teatri che di fronte alle platee dei concerti rock.
Il suo linguaggio emozionale e romantico contiene una nuova intensità e al tempo stesso elementi del jazz e del minimalismo americano. I più importanti giornali italiani ed internazionali lo hanno definito "genio italiano del pianoforte" (
Luxury), il "Mozart del 2000" (La Repubblica), il "filosofo del pianoforte" (Il Corriere della Sera), "modern and free spirit" (Shanghai Star), decretando Giovanni Allevi portavoce nel mondo della nuova creatività musicale italiana, grazie alla sua capacità di "traghettare" il mondo classico alle nuove generazioni, contribuendo a rinnovare il repertorio della musica colta.




Sentite "Ti Scrivo" tratto dal suo Album "No Concept":





Vi riporto un' intervista a Giovanni Allevi da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" e lo spot pubblicitario della nuova Fiat 500 con la musica "Back to like" di questo musicista.

(fonte: www.italianissima.it e www.myspace.com/giovanniallevi)

mercoledì 12 dicembre 2007

COME ERAVAMO

Facciamo un giochetto! Ecco qui delle foto di alcuni FAMOSISSIMI PERSONAGGI ITALIANI. Sono state scattate quando erano più GIOVANI, alle prime armi e alcuni non avevano ancora riscosso la fama che hanno attualmente.
Li avete riconosciuti?
Sì? Allora lasciate la vos
tra risposta tra i commenti.

1º PERSONAGGIO

2º PERSONAGGIO

3º PERSONAGGIO

4º PERSONAGGIO

5º PERSONAGGIO


6º PERSONAGGIO


7º e 8º PERSONAGGIO

martedì 11 dicembre 2007

MOSTRA


Vi vorremmo invitare a visitare la mostra LAS ÚLTIMAS COSAS di MIGUEL BORREGO, un nostro alunno del primo anno, che espone al Palau della Musica da oggi alle ore 20 per circa un mese. Complimenti Miguel e in bocca al lupo!

(Ringraziamo Didac per l'informazione)

lunedì 10 dicembre 2007

CHE FAME!

Con i nostri alunni del primo anno, stiamo studiando in questi giorni il lessico del cibo e abbiamo quindi pensato di offrirgli un dizionario visuale dei piatti che troveranno nell'unità 4 del nostro libro.
Per gli altri visitatori è comunque una buona occasione per farsi venire l'acquolina in bocca, soprattutto con queste feste ipercaloriche che si avvicinano.

Se poi volete sperimentare qualche ricetta potete visitare i seguenti siti:



E ADESSO A TAVOLA E BUON APPETITO!


INIZIAMO DAGLI ANTIPASTI

(mozzarella di bufala con pomodorini)




(bruschetta al pomodoro)


(crostini di fegatini alla fiorentina)


(zuppetta di pesce)

POI I PRIMI PIATTI:


(farfalle alla pescatora)


(tagliatelle al sugo di cinghiale)



(ravioli con funghi porcini)


(orecchiette al pesto)

(minestrone)

(lasagne alle verdure)

(gnocchetti al gorgonzola)

I SECONDI:




(coniglio alla griglia)


(coniglio in umido)


(trota alla mugnaia)

(calamari alla siciliana)



(bistecca di maiale)


I CONTORNI:


(fagioli all'olio)


(peperoni alla griglia)


ED INFINE IL DESSERT:


(biscottini di Prato)


(torta alle noci)


(vin santo)

Questo è solo il menù del ristorante del nostro libro, se volete ci potete scrivere altri possibili menù o piatti prelibati. Vi aspettiamo!

lunedì 3 dicembre 2007

Laura Pausini - San Siro 2007



"La solitudine" e "Non c'è" saranno probabilmente le due prime canzoni che vengono in mente quando si parla di Laura Pausini. Canzoni scritte nel 1993, che lei dice di amare ancora, però che non la rappresentano più. Infatti, sono passati quasi 15 anni dal Festival di Sanremo in cui ha vinto con quel "Marco se n'è andato e non ritorna più...". E ora, dopo 8 album in italiano, 7 in spagnolo, 1 in inglese e 2 live, dei quali ha venduto 34 millioni di copie in tutto il mondo, è tornata con "SAN SIRO 2007".


Immagini dal Web


La cantante che ha ricevuto l'onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana insieme ad Eros Ramazzotti e Andra Bocelli, ha vinto il mese scorso il World Music Award e il Latin Grammy. È da tempo che le veniva proposta l'idea di fare un concerto allo Stadio "Giuseppe Meazza" (dell'Inter, "San Siro" se si parla del Milan A.C.), proposta che ha sempre rifiutato, però che finalmente, verso la fine dell'anno scorso, ha accettato. Essendo così la prima donna italiana ad esibirsi in uno stadio con davanti 70.000 persone e registrando il "tutto esaurito" mesi prima del concerto.


Foto del concerto da Internet


Il concerto, tenutosi lo scorso 2 giugno, viene raccontanto in musica e immagini (CD+DVD). Sul CD sono incisi 15 brani live, dalle canzoni di sempre "La solitudine" e "Gente", a "Come se non fosse stato mai amore" e "Non me lo so spiegare" duetto insieme a Tiziano Ferro. Inoltre, sul DVD ci sono 22 tracce, che includono 34 canzoni (dieci grazie a 3 medley), e un backstage con interviste ai musicisti e agli organizzatori dell'evento.
La cantante
romagnola ripercorre così, in un concerto, 15 anni di carriera musicale, cantando non solo in italiano, ma anche in spagnolo, francese, portoghese e inglese.

La canzone live "Destinazione paradiso" è stata scelta come primo singolo per la promozione di questa nuova pubblicazione:



Vi riporto qui il resoconto del concerto scritto sul Corriere della Sera in occasione di quella serata.

venerdì 30 novembre 2007

DOPO 13 ANNI MIGUEL BOSÉ TORNA IN ITALIA

Anche Miguel Bosé è uno di quei personaggi che hanno fatto parte dei ricordi musicali di italiani e spagnoli. Per questo ci è sembrato simpatico, proporvi quest'intervista nella quale racconta un po' del suo rapporto con il pubblico italiano e il perché del silenzio durato ben 13 anni.
Dov'è l'efebico ballerino-cantante di «Bravi ragazzi» o di «Super Superman»? È a Milano, dove anni fa sua madre, quella Lucia Borlani che era la più bella d'Italia, faceva la commessa in una pasticceria di viale Piave. E dove il 5 dicembre terrà l'unico concerto italiano. A pochi giorni da questo appuntamento i lettori di ViviMilano potranno incontrare Miguel Bosé in un Faccia a Faccia in Sala Buzzati (oggi venerdì 30, ore 18). Ne avranno di cose da domandargli. Bosé non canta in Italia da tredici anni (era amato anche da De Gregori, spesso critico con i colleghi, che una volta, in un incontro a quattr'occhi, gli disse che la sua versione di «Buonanotte fiorellino» era la sua preferita).
La pubblicazione nel nostro Paese dell'album «Papito», che contiene 14 grandi suoi successi riarrangiati e reinterpretati in duetto con grandissimi interpreti internazionali (tra cui Shakira, Ricky Martin, Michael Stipe, Laura Pausini, Juanes, Paulina Rubio e Julieta Venegas) e 2 hit rivisitate in duetto con Mina («Agua y sal») e con Noa («La vida es bella») segna una sorta di riconciliazione fra Miguel Bosé e l'Italia. Un idillio interrottosi bruscamente a metà degli anni '80 quando l'artista decise di cambiare stile passando dal genere «ballereccio» a qualcosa di più impegnato e baritonale.
Ed ecco alcune delle domande dell'intervista con Mario Luzzato Fegiz:

Come andò con «Bandido», l'album della svolta? «Quando lo proposi, il discografico italiano di allora mi disse: se intende buttare una carriera non vogliamo essere al suo fianco. Così lo feci uscire in Spagna, ne comprai 150 copie, le portai in Messico e da li partì un successo straordinario in tutti i paesi dell'America Latina. In Italia non ebbe successo, a dimostrazione che il vostro Paese ama le formule, gli schemi e detesta i cambiamenti. Ne è una dimostrazione Alberto Sordi che si è sempre proposto uguale a se stesso. L'Italia è molto conservatrice. La Spagna e l'America Latina sono diverse. Se un artista insiste nel riproporre se stesso la gente si annoia. È lo stesso pubblico che spinge verso il rinnovamento».

Com'è oggi Bosé dal vivo? «Naturale, spontaneo, secondo me bravo a cantare e a intrattenere. Ma sapete la cosa più buffa? La gente mi dice: come balli bene. In realtà io non ballo più da un pezzo, cammino. Ma si vede che nella mia falcata la gente vede qualcosa di danzereccio. Insomma non ballo, ma dò l'illusione del ballo. Quanto alle canzoni da eseguire durante lo show, mi sono affidato a un sondaggio via internet per conoscere i desideri dei fan».

Un duetto che le piacerebbe, ma che non ha ancora realizzato? «Con Caetano Veloso».
Ha studiato danza con Lindsay Kemp, Martha Graham, Alvin Ailey. Ha recitato con Visconti, Almodòvar... «Sì ma non mi sono mai sentito parte del mondo del cinema. È un posto dove passi la vita ad aspettare che ti chiamino. Impari a fare il mezzo punto, a ricamare cuscini. Per carità, io l'ho fatto con registi straordinari. Ma ti pagano per aspettare, non per recitare. La musica ha tempi veloci, vedi il risultato subito, c'è sempre qualcosa da fare o decidere».

Lei, figlio del torero Luis Miguel Dominguin, non ama la corrida. «È vero, anche se non mi sembra giusto sputare nel piatto dove ho mangiato e dove ancora mangiano molti miei nipoti. Ormai i toreri sono rockstar, guadagnano cifre astronomiche, sono bellissimi e fanno la pubblicità a profumi».

Lei ha sempre difeso le nuove leggi che in Spagna ammettono il matrimonio fra gay. «È vero. È giusto che lo stato si preoccupi di non escludere una parte di onesti cittadini che pagano le tasse. Nessuno è obbligato a contrarre matrimonio gay come nessuno è obbligato ad abortire. Ma la possibilità deve essere data a tutti».

Nella sua infanzia lei ha respirato lusso e cultura, fra attori, scrittori, pittori... «Sono cresciuto in un salotto molto esclusivo: non capita a tutti di giocare sulle ginocchia di Pablo Picasso».

giovedì 29 novembre 2007

Carrà: non sono in pensione, lavoro al mio ritorno in tv



Diversa da tutte perché uguale a se stessa, tailleur con spalline solidamente anni 80, pronta alla battuta, Raffaella Carrà ripercorre la sua carriera con un doppio cd-dvd "Raffica Carrà". Per chi ama i "come eravamo", imperdibile: tutte le sigle da Canzonissima 70. "Difficile scegliere... Ma che musica maestro mi rimarrà sempre nel cuore: segnò il mio debutto". Una, dieci, mille Carrà: ombelico scoperto, intrecci di nastri, trionfi di piume, pietre ("ho sempre odiato le paillettes"), strass, lamè.


Icona dei gay, primadonna - una rarità - dotata di autoironia, la Carrà spiega sorridendo che "non è una biografia. Spero di campare ancora a lungo e di tornare in tv. Vorrei avere la possibilità di congedarmi dal mio pubblico con una trasmissione, invece il rapporto con la gente è rimasto sospeso per ora. Ma forse siamo sulla strada giusta. Del Noce (n.d.r. direttore della Rai) mi ha proposto un programma, se firmerò il contratto potrebbe andare in onda a ottobre. Ma non dico cos'è. Deve dirlo lui. Non è bello scavalcare i ruoli".

Si racconta, allegra "perché dentro non so quanti anni ho, mi sento una ragazza. Ho sempre cercato di essere credibile, mai stata perbenista o buonista. Ho ballato con l'ombelico di fuori, per me era naturale. Da anticonformista, negli anni 70 vivevo con un uomo separato con tre figlie. Non smanio, va bene fare un programma ogni due, tre anni, teoria contraria a quella di Baudo. Ho più paura che la gente dica: "Ancora lei!", piuttosto che: "Dove è andata a finire?"".
Tanti gli aneddoti: a Milleluci le famose zeppe che Mina si rifiutò di abbassare, nonostante la differenza di altezza con lei. Maga Maghella? "Mi stava antipatica, era un incubo. Non amo le canzoni che ammiccano ai bambini, io li ho sempre trattati alla pari".

(testo adattato da Repubblica.it, 29 novembre 2007)

mercoledì 28 novembre 2007

IN FRIULI CON DENIS




Lunedì scorso Denis ci ha portato a fare un giro nel suo Friuli: abbiamo camminato tanto! Siamo passati per le città ed i paesini (molto belli e alcuni molto strani!); abbiamo assaggiato i suoi piatti tipici (dicono tra i migliori d'Europa!) e bevuto gli ottimi vini. Abbiamo imparato qualche parola di friulano con il suo corso accellerato e ci siamo lasciati trasportare (sospinti dalla bora!) indietro nel tempo con le foto di Tina Modotti e la bellissima canzone in friulano... che altro dire? È stato un viaggio molto bello e simpatico e speriamo di poterlo ripetere presto per i gruppi di martedì e giovedì. Nel frattempo: grazie a tutti e a denis e ... mandi mandi!

martedì 27 novembre 2007

In onda: Negramaro e Jovanotti

Immagini da Internet

"Cade la pioggia" è il titolo del terzo singolo (ecco il testo) estratto da "La finestra", l'ultimo CD dei Negramaro, e che vede come ospite Lorenzo Cherubini, in arte "Jovanotti". Questo nuovo brano è in rotazione radiofonica dalla settimana scorsa.

Così i Negramaro tornano in radio dopo aver venduto più di 200.000 copie di questo ultimo album e dopo i numero uno dei loro due singoli precendenti nelle classifiche italiane: "Parlami d'amore" e "L'immenso".


Copertina CD dal Web


La band è composta da Giuliano Sangiorgi (voce e chitarrista), Emmanuele Spedicato (chitarrista), Ermanno Carlà (bassista), Danilo Tasco (batterista), Andrea Mariano (pianista e sintetizzatori) e Andrea de Rocco (campionatore). E anche se l'inizio del gruppo risale al 1999, il loro primo CD, "Negramaro", è stato pubblicato nel 2003. Ma il successo della critica e del pubblico è avvenuto dopo il Festivalbar del 2005, dove hanno vinto il premio "Rivelazione dell'anno" con la canzone intitolata "Estate", estratta dall'album "Mentre tutto scorre". Mentre il brano "Solo3min" dello stesso CD, fa parte della colonna sonora del film "La febbre" di Alessandro D'Alatri.

Vi invito a vedere la puntata di
"Che tempo che fa" alla quale hanno partecipato i Negramaro con la canzone in diretta "L'immenso" e una piccola intervista a Giuliano Sangiorgi, voce e anche compositore della ban
d.

Fonte: www.negramaro.it

giovedì 22 novembre 2007

È il Parmigiano l'alimentare più rubato: sarà per questo che è così caro?


Nei supermercati italiani il prodotto alimentare che va letteralmente a ruba è il Parmigiano Reggiano. Ogni dieci confezioni vendute, una «salta» la barriera della cassa. Così, con il 10 per cento occupa il terzo posto nella classifica dei furti, subito dopo le lamette da barba (al 22 per cento ogni quattro confezioni vendute la quinta sparisce), le cartucce d'inchiostro per le stampanti (15 per cento). È quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base dei dati contenuti nell'edizione 2007 del «Barometro mondiale dei furti nel retail». (da Corriere.it)

Noi comunque vi consigliamo di risparmiare su altre cose ma non di privarvi di un bel piatto di pasta con sopra del Parmigiano grattugiato. Cogliamo l'occasione poi di proporvi una gustosa ricetta con il famoso formaggio.


Sformato di parmigiano

Ingredienti :
6
uova intere
200 gr panna, fresca

200/250 gr
di parmigiano grattugiato
sale q.b
pepe q.b.
burro
x teglia
pangrattato per teglia

Ricetta :
1-Accendi il forno a 180°
2- Sbattere le
uova intere dentro una terrina
3-Aggiungi la panna
4-Aggiungi sale e pepe
5- Aggiungi il
formaggio grattugiato
6- Amalgamare bene il tutto
6- Imburrare una formina da plumcake
7- Passare dentro la formina il pangrattato (deve solo aderire al
burro), poi togliete l'eccesso di pangrattato
8- Versare il composto dentro la formina

9- Infornare a bagnomaria per 1 ora.

10- Servi lo sformato caldo o tiepido

Consigli : Ottimo servito con crema di piselli. Può essere anche un antipasto.

mercoledì 21 novembre 2007

A QUEL PAESE...


Non è facile mandare qualcuno a quel paese. Dipende dal nome. Del paese, ovviamente. Un sito americano, 2spare.com , ha pensato di classificare i nomi più bizzarri di villaggi e città sparse per l’Europa e gli Stati Uniti. E questo è il risultato dei nomi più bizzarri sparpagliati per il suolo italico e raggruppati per "argomento".

CHIODO FISSO. E allora si inizia con il sesso e con i paesi: FIGAZZANO (Brindisi), FICARAZZI (Palermo) e FIGALE, frazione di Montù Beccaria (Pavia) che, per par condicio, ospita anche SCAZZOLINO. E diventa veramente difficile non sorridere davanti a SESSO (Reggio Emilia) o GODO (Ravenna); per i più trasgressivi c’è pure ORGIA (Siena). In provincia di Siena c'è poi addirittura BELSEDERE, mentre a Chieti sembrano molto più espliciti: FALLO E BUONANOTTE.

FATTORIA– Tanti gli animali per le strade d’Italia. Da LISCIA DI VACCA (Sassari) a TORO(Campobasso), in compagnia di BUFALINA (Pisa) e BUFALOTTA (Roma). Nella vecchia Fattoria (Pistoia) però ci sono anche CANE (Brescia), GATTO (Catanzaro), TOPINA (Siena) e BEE (Verbania). Assortita la gabbia dei volatili con UCCELLONE (Piacenza), la più scontata L'AQUILA l’omaggio toscano a Walt Disney: PAPERINO (Prato).

GIOCHI– LAVORATE: è l’invito del comune di Sarno (Salerno). Tra le montagne vicino a Livigno ci si diverte a giocare a TREPALLE e c’è chi non si perderebbe una mano di SCOPA (Vercelli) oppure un partitone a MONOPOLI (Bari). Si manda tutto a PALLINO(Urbino) per poi tornare a BOMBA (Chieti). Giochi di parole che possono tirare a volte brutti scherzi: andreste in vacanza a RUBANO (Padova) e a RIVOLTELLA (Pavia)?
E che dire di BASTARDO (Perugia)? Chi ama il dark non si può perdere TOMBA (Udine) che si trova non molto lontano da PAESE (Treviso), che resta, a questo punto, il luogo migliore dove essere mandato.

(foto da Internet. Testo parziale del Corriere della sera)

E giusto per fare un omaggio a Raffaella Carrà, mito di molti dei nostri alunni (soprattutto di quelli di 4º!), vi invitiamo a guardare uno dei momenti più esilaranti della storia della televisione italiana: Benigni ospite della Carrà ripassa i nomi dell'anatomia in italiano.

Cliccate su questo link nel caso il video non si veda:


martedì 20 novembre 2007

I 30 ANNI DI HEIDI

Nel febbraio del 1978 andava in onda il primo episodio della serie che lanciò verso il successo i cartoni animati giapponesi e Heidi, che ancora va in onda su Italia 1, conquista ora il 20% degli ascolti e nuovi piccoli appassionati.

(foto da Internet)

Elemento fondamentale del successo di questo cartone animato è stata sicuramente la sigla cantata da Elisabetta Viviani, che è diventato uno dei cult dell'epoca.
I monti le sorridevano, le caprette le facevano ciao, la neve bianca sembrava latte di nuvola e tutto apparteneva a lei...
I mai dimenticati yodel che accompagnavano la voce di Elisabetta Viviani sono stati la colonna sonora dei pomeriggi di una generazione. Da quando, quel 7 febbraio del 1978, poco dopo le 17, RaiUno donò al pubblico dei piccini (soprattutto delle piccine) una delle serie di maggiore successo che la televisione ricordi, prima delle Winx, di Candy Candy, Hello Kitty, Lady Oscar: Heidi, cinquantadue episodi tratti da un classico della letteratura per l'infanzia della scrittrice svizzera Johanna Spyri. L'orfanella che diventa montanara, il nonno, il pastorello Peter, Clara e la signorina Rottermayer, le montagne, le valli e i prati in fiore.

La figura della ragazzina nasce dai disegni del maestro dell'animazione Isao Takahata, che si ispirò al personaggio letterario creato dalla Spiry. I paesaggi alpini che fanno da cornice alle avventure di Heidi e della sua compagnia furono invece affidati al talento di un giovane componente dello staff della Toei: si chiamava (e si chiama tuttora) Hayao Miyazaki, dopo qualche anno diventerà uno dei più celebri registi giapponesi, premio Oscar per La città incantata e Leone d'oro a Venezia per la carriera.

Tecnicamente, Heidi (titolo originale Arupusu no shojo Haiji) è un Shojo, cartone animato giapponese per un pubblico specificamente femminile, il primo trasmesso in Italia. Esistono Shojo manga (fumetti per ragazze), Shojo anime (cartoon per ragazze) con i sottogeneri sportivi (Mila e Shiro) e majocco (il filone delle maghette). Al centro c'è un'eroina femminile più o meno romantica, secondo l'evoluzione del gusto e il contesto degli anni.
La storia ormai è nota. Heidi, bambina svizzera del paesino di Mayenfeld, rimasta orfana, all'età di cinque anni viene affidata dalla zia Dete - che ha trovato un lavoro a Francoforte - al nonno che vive, solitario, in una baita di montagna. Durante il cammino che la porterà alla baita del nonno, Heidi conosce il pastorello Peter e fa amicizia con le sue caprette, poi conosce il nonno, taciturno e scontroso, che però ben presto cederà alla tenerezza della nipotina. Le notti trascorse a guardare il cielo stellato dal suo letto di paglia, con accanto Nebbia, un gigantesco San Bernardo. Una vita idilliaca. Rovinata, però, dalla zia Dete, che la porta via dal nonno per mandarla a studiare a Francoforte e fare la dama di compagnia a Clara, ricca bambina paralitica che diventerà la sua migliore amica. Oltre alle tristezze della vita di città, Heidi dovrà fare i conti con la signorina Rottenmayer, severissima istitutrice. Ma la generosità e il carattere gioioso di Heidi faranno il miracolo: Clara, giunta nel paesino di montagna della sua amichetta, riuscirà a vincere la malattia e tornerà a camminare.

(testo parziale da La Repubblica)


E ora gustatevi la sigla in italiano... vi strapperà almeno un sorriso!

sabato 17 novembre 2007

Con Moretti alla ricerca di Pasolini

(Immagine da Internet)

L'altro giorno, con gli alunni del 4º anno, abbiamo visto la prima parte di "CARO DIARIO" di NANNI MORETTI e ci siamo soffermati sulle ultime sequenze nelle quali, seguendo Moretti sulla sua Vespa e sospinti dalle note di Keith Jarrett, arriviamo sul luogo nel quale venne assassinato PIER PAOLO PASOLINI.







Maria Pace Ottieri sull'articolo "Pier Paolo Pasolini, un corsaro con la forza educata dell'indignazione" apparso su un supplemento de La Repubblica di qualche giorno fa diceva: "Ci sono tanti modi di sentire una mancanza (...). Ma quello che oggi rende più struggente l'assenza di uno dei nostri intellettuali più acuti, è la certezza che solo lui ha saputo capire una modernità sempre più approssimativa" (...) e la consapevolezza che Pasolini fu capace di vedere ed interpretare il nostro tempo come forse nessun 'altro intellettuale italiano degli ultimi decenni.

Forse per questo, un altro "corsaro", FABRIZIO DE ANDRÉ gli volle dedicare la bellissima "Una storia sbagliata" che potete ascoltare in questo video creato dalla nostra amica Mª Jesús:



mercoledì 14 novembre 2007

CONFERENZA SU ROBERTO ROSSELLINI

Venerdì 16 novembre alle 19:00 presso il Salón de Grados della Facoltà di Filologia di Valencia (Avda. Blasco Ibañez 32) il professore Angelo De Castro terrà la conferenza "Roberto Rossellini: uno sguardo su realtà e storia". È questa un'ottima opportunità per conoscere e apprezzare la filmografia di uno dei più importanti esponenti del Neorealismo.