giovedì 28 dicembre 2006

curiosità: Il colore viola in teatro

Quasi tutti sanno, artisti e non, che l'uso del colore viola è proibito in teatro perchè secondo la tradizione, portatore di sfortuna. Solo superstizione o tradizione? Esiste un motivo particolare per cui questo colore è così temuto da ogni artista, di teatro e non? Una spiegazione storica c'è. Il viola è il colore dei paramenti sacri usati in periodo quaresimale. In questo preciso periodo dell'anno (40 giorni prima di Pasqua), nel medioevo, venivano vietati tutti i tipi di rappresentazioni teatrali e di spettacoli pubblici che si tenevano per le vie o le piazze delle città. Questo comportava per gli attori e per tutti coloro che vivevano di solo teatro, notevoli disagi economici. Non potendo lavorare infatti, le compagnie teatrali non avevano guadagni e di conseguenza anche procurarsi il pane quotidiano era ardua impresa. Questo è il motivo per cui il colore viola è odiato da tutti gli artisti, in generale, ma è vietato soprattutto in teatro dove con il passare dei secoli è diventato vera e propria superstizione.
(dipinto su tela: Mario Soave)

"La superstizione è sinonimo d'ignoranza, ma non porta male essere superstiziosi."
Eduardo De Filippo

mercoledì 27 dicembre 2006

il concerto di natale

COME PROMESSO VI MOSTRIAMO LE IMMAGINI DEL NOSTRO CONCERTO DI NATALE. ANCHE SE IN RITARDO SPERIAMO VI SIANO GRADITE.

GRAZIE DI CUORE AI NOSTRI ALUNNI E AI MUSICISTI.


sabato 23 dicembre 2006

IL NOSTRO NUOVO NOME

Giovedì c'è anche stata la premiazione del CONCORSO: IL NOSTRO BLOG CERCA NOME. Abbiamo scelto il suggerimento del nostro amico DIDAC del primo anno: da oggi il nostro blog si chiamerà


OBLO' (g)
Abbiamo scelto questo nome sia per il suono e il gioco di assonanza con la parola BLOG che per il significato: una finestra rotonda di una nave che permette di vedere il mare.. è una bella immagine che assomiglia molto a quello che noi vorremmo che fosse il nostro blog.
Quindi grazie a DIDAC che riceverà al nostro rientro dalle feste il suo regalo e grazie anche a tutti gli altri amici che hanno partecipato al nostro concorso.

QUELLI DELLA FESTA DEL GIOVEDì






Giovedì c'è anche stata la tradizionale tombola napoletana con il nostro simpaticissimo amico Giorgio. La cinquina è andata a Mario e la tombola ad Anna.


Ma ci sono stati anche amici che hanno cantato (benissimo!!) e che hanno recitato delle poesie.


Come promesso, eccovi le immagini e I NOSTRI MIGLIORI AUGURI!


QUELLI DEL MERCOLEDì MATTINA




Anche il mercoledì mattina abbiamo festeggiato insieme le feste con una canzone "alternativa", un po' di panettone e pandoro... e qualche risata.

Grazie, ragazzi e TANTI AUGURI A TUTTI!




QUELLI DEL GIOVEDì!










Carissimi amici, anche il giovedì la festa "ufficiale" non è andata per niente male!

C'è stata la premiazione dei nostri concorsi:


Il CONCORSO GASTRONOMICO ha avuto ben 3 vincitori: il primo premio è andato a Moisés (ex di 5°) con un'ottima torta di more e mandorle e due secondi gustosissimi premi a pari merito per Pietro (1°) e la sua moussaka e Anna (3°) per il suo budino.


Il CONCORSO DELLA LETTERA ALLA BEFANA è stato vinto dal bel testo di Pilar.

Il CONCORSO PAROLE E IMMAGINI ha avuto i seguenti vincitori.


  • 2° anno: Francesc

  • 3° anno: Nati

  • 4° anno: Raquel

  • 5° anno: Carlos

Ringraziamo di tutto cuore tutti quelli che sono venuti a trovarci alla festa e quelli che hanno partecipato pur senza poter vincere.

Grazie e TANTI AUGURI DI BUONE FESTE!








venerdì 22 dicembre 2006

NATALE CON I TUOI...


Ebbene sì, pur sapendo che la festa ufficiale della scuola era giovedì, noi ragazzi/e del 3º e 4º anno d’italiano abbiamo voluto anticipare i festeggiamenti natalizi. Siamo così festaioli che, per un gruppo di instancabili, la festa si è protratta fino alle quattro del giorno seguente. A scuola abbiamo degustato dei buonissimi piatti e dolci caserecci (crostata meditterranea, empanada di mandorle, budino, tiramisù...) e brindato con bevande legali e non (!?!). C’è chi ha letto una filastrocca, una poesia natalizia, un racconto; tutti assieme, tra un cin cin e l’altro, abbiamo cantato molte canzoni. Quando il bidello ci ha buttato fuori, alcuni irriducibili hanno detto“la notte è piccola per noi, troppo piccolina...” e così dopo una cena in pizzeria con tanto di dichiarazione d’amore del pizzaiolo a una delle commensali, ci siamo diretti a un pub karaoke. E qui abbiamo dato il meglio di noi cantando a squarciagola Volare, Azzurro e altre canzoni. Ma non è finita qui, le nostre ultime forze le abbiamo spese in un locale in cui ci si muove al ritmo di musiche brasiliane.

Auguri a tutti i "visitors" del nostro blog


AUGURIAMO A TUTTI I NOSTRI ALUNNI, AI VISITATORI DI QUESTO BLOG, AI BLOGGER DELLE ALTRE E.O.I E AI LORO ALLIEVI, AGLI AMICI VICINI E LONTANI

BUONE FESTE E UN FANTASTICO 2007!!!

lunedì 18 dicembre 2006

REGALI STRANI



I REGALI PIU' STRANI CHE AVETE RICEVUTO


Lo sappiamo tutti: queste feste normalmente si concludono con molti regali fatti e ricevuti, spesso carini ma il più delle volte inutili o addirittura tremendi!


Riprendendo l'iniziativa del quotidiano italiano La Sampa web, il nostro blog vuole aprire un forum un po' da "curiosoni" per sapere quali regali strani si possono fare (un po' per rubare l'idea e un po' anche per evitare figuracce!).


Aspettiamo i vostri commenti!



Comunque, se volete, potete partecipare anche al forum della Stampa mandando le foto dei regali più strani e più inutili che avete ricevuto per questo o i precedenti "Natali" all'indirizzo: fotolettori@lastampa.it indicando- nell'oggetto dell'email la parola "REGALO"- nel corpo del messaggio una descrizione del regalo e l'autore della foto.La redazione web del giornale pubblicherà una o più foto per ciascun partecipante.




foto da La Stampa

sabato 16 dicembre 2006

PAESE CHE VAI, USANZE CHE TROVI


Guida del «Wall Street Journal» alla buona (e cattiva) educazione
Bacio o stretta di mano? Cambia il bon ton .


Ecco cosa si deve e non si deve fare nei Paesi d'Europa. In Germania vietato parlare di politica, in Svezia di malattie e soldi.
Un bacio tra il presidente francese Chirac e il cancelliere tedesco Merkel. Secondo il «Wall Street Journal» in Germania non si fa, in Francia sì
MILANO - Americani, popolo di gran maleducati. Almeno così pensano «gli altri»: inglesi, francesi, tedeschi, svedesi... In cifre: 20 mila «soggetti» (di venti Paesi) che, a bruciapelo, non hanno avuto dubbi nel rispondere all'indagine (imponente) commissionata dal Wall Street Journal. Con qualche sorpresa: i più tranchant sono sono stati i giovani (il 26% tra i 15 e i 30 anni non ha dubbi sull'accusa), meno categorici gli over cinquanta («solo» il 16% ha messo la crocetta su Usa). Perché «loro» sarebbero così? Lassismo, meccanismo di difesa, limitatezza nello scambio con altri Paesi (viaggiano poco, insomma), mancanza di tradizioni di «bon ton», l'uso del «tu» («you») che non li avvantaggia certo.
Peccato che lo spunto di partenza dell'indagine sia l'interrogativo di una studentessa americana stupita che nel suo viaggio-scambio nella famiglia tedesca dove era ospitata padre, madre e i due figli portassero regolarmente a tavola i cellulari e rispondessero alle chiamate! Riflessione: Paese che vai e usanze che trovi, ma rivedute e corrette, e non sempre. Con una premessa: il cellulare sulla tavola fa «cafone» ovunque!
Poi la «guida» della «buona educazione» sicura, nel rispetto di usi, costumi e tempi (moderni), nel caso, in Europa. Per salutare, per esempio, baci e bacetti sulla guancia o una bella stretta di mano? Tassativo: in Germania, Grecia, Austria, Gran Bretagna solo la «stretta» e possibilmente «a distanza». Apertura ai «bacetti» in Francia, Svezia e Russia. Non si rischia la figuraccia a salutare con «smack» a destra e «smack» a sinistra in Italia e Ungheria.
E ancora, i tedeschi si «offendono» per tante cose: se a una donna appena conosciuta le si dice «Fräulein» (signorina); se nel servire una fetta di torta questa cade su una fianco (porta sfortuna!); se si parla di politica; se non si arriva a un pranzo senza fiori o cioccolato o alcool! In Svezia il pericolo «figuraccia» è garantito. Guai arrivare in ritardo (15 minuti prima è meglio), mai avvicinarsi a persone che stanno parlando fra di loro, mai parlare di malattie e soldi, mai chiedere «la ricetta» di ciò che si sta mangiando. Insomma, un inferno! Salvo non stupirsi se nelle case è concesso togliersi le scarpe. In Russia (popolo con la coccarda del «più rude»!) giammai rifiutare un bicchiere o un invito a pranzo o girare per la città senza un cappello in testa (per gli uomini). Per le donne «sconsigliato» sedersi per terra o su una pietra: porta sfortuna (la superstizione dice che si diventa sterili!).
I consigli del Wall Street Journal per chi arriva in Italia e non vuol fare la figura del «cafone», sono bizzarri ma veritieri: dalla scarpetta (si fa «solo» in famiglia) alla forchetta (mai usare il coltello per mangiare la pasta!); meglio «l'arrivederci» al «ciao»; non dire «buon appetito», perché il galateo lo vieta; non arrivare puntuali, perché tanto nessuno lo fa! E la chiamano buona educazione!
Foto e testo tratti da La Stampa

venerdì 15 dicembre 2006

IL CASO WELBY

In Italia infuria già da mesi, ma ora ne è arrivata l'eco anche qui in Spagna.
È la polemica sul caso Welby, un malato di distrofia muscolare che ha chiesto,con una toccante video-lettera al Presidente della Repubblica, il diritto a decidere della propria vita e della propria morte.
Il tema dell'eutanasia è tra i più delicati e solo vogliamo offrire qualche informazione in più su questo argomento del quale abbiamo parlato nella classe di 5º lo scorso giovedì.

Potete trovare maggiori informazioni e vedere il video sulla pagina web della Fondazione Luca Coscioni.

NATALE PUFFOSO

È sempre divertente sentire alcuni personaggi parlare con una voce diversa e addirittura in una lingua diversa! Vi offriamo una divertente puntata natalizia dei PUFFI da gustare con i più piccoli (e non!).



CONTRO IL PIZZO


Vi invitiamo a leggere il nuovo post dei nostri amici di Sagunto sulla RIVOLTA CONTRO IL PIZZO.


L'invito è specialmente rivolto ai nostri alunni del 5º anno con i quali, ultimamente, si è parlato tanto di questo tema.

Struffoli & Co.

Al di là della querelle tra panettonisti e pandoristi voglio spezzare una lancia a favore degli altri dolci natalizi italiani. A me piacciono molto gli Struffoli, sono molto facili da fare e per la festa di Natale sicuramente farete un figurone e magari potrete anche vincere il primo premio del concorso gastronomico.

Struffoli

Ingredienti: 300 gr di farina bianca, 4 uova, 30 gr di burro, zucchero, sale, la scorza grattugiata di un limone, 150 gr di miele, 100 gr di scorzette di arance e cedro candite.

Preparazione: Setacciate a fontana, sul tavolo, la farina, al centro mettete un cucchiaino di zucchero, un pizzico di sale, un cucchiaino di scorza grattugiata di limone, le uova intere, 30 gr di burro. Ora lavorate bene la pasta, poi ricavatene tanti pezzi con i quali formerete dei bastoncini della grandezza di un dito; quindi tagliateli in sbieco, facendone tanti pezzettini. In un recipiente alto e stretto fate scaldare abbondante olio di semi; quindi fate dorare gli struffoli, pochi alla volta. Quindi toglieteli dal recipiente con un mestolo forato e poneteli sulla carta assorbente. In una casseruola versate il miele; fatelo sciogliere su fuoco basso, poi levatelo dal fuoco, unitevi la scorza grattugiata di un’arancia, le scorzette tagliate a dadini e quindi gli struffoli. Mescolate il tutto finché il miele sarà completamente assorbito, poi versate gli struffoli sul piatto da portata rotondo e con le mani bagnate d’acqua formate un cono. Saranno migliori se serviti il giorno dopo.


Altre ricette le potrete ottenere visitando questi siti:




E se avete paura di ingrassare cliccate qui, ma non ve lo consiglio…

giovedì 14 dicembre 2006

OSCAR ALLA CARRIERA PER MORRICONE










La cerimonia si terrà il 25 febbraio prossimo a Los Angeles. Per il compositore italiano sarà il primo Oscar, nonostante le cinque candidature ricevute Ennio Morricone riceverà l'Oscar alla carriera nel corso della prossima cerimonia degli Academy Awards che si terrà il 25 febbraio prossimo a Los Angeles. Per il compositore italiano, che ha creato musiche per più di 300 film, si tratta della prima statuetta nonostante le cinque candidature ricevute in quarantacinque anni di attività. Era stato nominato nel 1978 per "I giorni del cielo", dieci anni dopo per "Mission"’, nel 1987 per la colonna sonora de "Gli Intoccabili" di Brian De Palma, nel ’91 per "Bugsy" e nel 2000 per "Malena"di Giuseppe Tornatore, ma la memoria di tutti è segnata dalle musiche degli "Spaghetti western" di Sergio Leone. «L'Academy vuole in questo modo riconoscere non soltanto l'importante numero di colonne sonore composte da Morricone ma anche il fatto che molte di queste sono amatissimi e popolari capolavori» ha detto Sid Ganis, presidente della Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Nonostante la costante collaborazione con i maggiori registi e produttori hollywoodiani, Ennio Morricone non volle mai trasferirsi negli Stati Uniti. Per invogliarlo una Major gli offrì addirittura una villa sulle colline di Beverly Hills che il compositore rifiutò. L’elenco dei film di cui Morricone è stato compositore è davvero lungo e spazia da "Gli Intoccabili" di Brian De Palma, a "Il vizietto" con Ugo Tognazzi e Michel Serrault, a "Nuovo cinema Paradiso", il film di Tornatore che nel 1990 vinse l’Oscar per il miglior film straniero ma la vita artistica e personale di Morricone è legata a Sergio Leone, con cui iniziò a lavorare nel 1965 alla colonna sonora di "Per un pugno di dollari", proseguendo per tutta la serie successiva di "Spaghetti-western" diretti dal regista romano ("Per qualche dollaro in piu", "Il buono, il brutto, il cattivo", "C’era una volta il West", "Giù la testa"), un sodalizio che durò fino all’ultimo film di Leone, il gangster-movie ’C’era una volta in Americà, creando alcune tra le sue musiche più famose. È proprio per Sergio Leone che Morricone firma le migliori colonne sonore di tutti i tempi, musiche che hanno contribuito a far diventare i film di Leone dei capolavori indiscussi. Meriti che gli sono stati riconosciuti in patria, quando nel 1995 gli venne consegnato il Leone d’oro durante la Mostra del cinema di Venezia. Nella sua lunghissima carriera Ennio Morricone, che il 10 novembre scorso ha festeggiato 78 anni, ha composto anche molte musiche per fiction televisive, fra cui quelle dedicate alla vita di Papa Woityla, Giovanni Falcone e Gino Bartali, ed ora si appresta ad affrontare altri due impegni notevoli, il prequel degli Intoccabili, "The Untouchables: Capone rising" e "Leningrado", con cui Giuseppe Tornatore racconterà l’assedio della città sovietica da parte dell’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale. «Il nostro non è semplicemente un riconoscimento del considerevole numero di colonne sonore prodotte dal signor Morricone», ha commentato il presidente della stessa Academy, Sid Ganis, «ma del fatto che molte tra esse sono capolavori popolari, e adorati dal pubblico».


(testo e foto da La Stampa web)



Ascoltate l'intervista a Morricone apparsa sul Corriere della Sera

A proposito: qual è la musica di Morricone che vi piace di più?

mercoledì 13 dicembre 2006

CAROFIGLIO LEGGE CAROFIGLIO

FINALMENTE VI POSSIAMO OFFRIRE LE IMMAGINI DELLA CONFERENZA DI CAROFIGLIO DELLO SCORSO NOVEMBRE A VALENCIA!
Abbiamo scelto il momento forse più divertente: quando lo scrittore ha letto un passo del suo libro Testimone inconsapevole. Vi proponiamo il testo e il video che è diviso in due momenti successivi.

Buon divertimento!

Lo psichiatra era alto, massiccio, imponente, con la barba e mani come badili.
Me lo immaginai mentre immobilizzava a ceffoni un pazzo scatenato e gli metteva
la camicia di forza.
Fu abbastanza gentile, considerate la barba e la mole. Mi fece raccontare tutto
e faceva sì con la testa. Questo mi parve rassicurante. Poi pensai che anch'io
facevo sì con la testa, quando i clienti parlavano e mi sentii meno rassicurato.
Comunque disse che soffrivo di una forma particolare di disturbo
dell'adattamento. La separazione aveva funzionato nella mia psiche come una
bomba ad orologeria e a un certo punto aveva prodotto un effetto di rottura.
Anzi una serie di rotture a catena. Avevo fatto male a trascurare il problema
per tanti mesi. C'era stata una degenerazione del disturbo di adattamento, che
rischiava di trasformarsi in una depressione di media severità. Queste
situazioni non andavano sottovalutate. Non dovevo preoccuparmi però perché il
fatto di essere andato dallo psichiatra costituiva un segno positivo di
autoconsapevolezza e una premessa per guarire. Certo era necessario un
trattamento farmacologico, ma insomma nel giro di qualche mese la situazione
sarebbe migliorata decisamente.
Pausa e sguardo intenso. Doveva far parte della terapia.
Poi si mise a scrivere, riempiendo una pagina di ricettario con nomi di
ansiolitici e antidepressivi.
Dovevo prendere quella roba per due mesi. Dovevo cercare di distrarmi. Dovevo
evitare di rimuginare su me stesso. Dovevo cercare di cogliere gli aspetti
positivi delle cose evitando di pensare che la mia situazione fosse senza
sbocco. Dovevo dargli trecentomila, di ricevuta non parliamone e ci vediamo di
qui a due mesi per il controllo.
Salutandomi, sulla porta, mi sconsigliò di leggere i foglietti illustrativi dei
farmaci. Era un vero conoscitore della psiche umana.
Cercai una farmacia lontana dal centro, per non fare incontri. Volevo evitare
che davanti a qualche mio cliente, o a qualche mio collega il farmacista
gridasse al commesso nel retro frasi del tipo: "controlla nell'armadio degli
psicofarmaci se abbiamo il valium psichiatrico extraforte per questo signore.
Dopo aver girato un po' in macchina scelsi una farmacia del rione Japigia, ai
confini della città. La farmacista era una ragazza ossuta, dall'aria poco
socievole e le diedi la ricetta senza guardarla in faccia. Mi sentivo a mio agio
come un seminarista in un porno shop.
La farmacista ossuta stava già facendo il conto quando recitai la parte che
avevo preparato: "Giacché ci sono prendo anche una cosa per me. Ha della
vitamina C effervescente?.
Mi guardò un secondo, senza dire niente. Conosceva il copione. Poi mi diede la
vitamina C, assieme a tutto il resto. Pagai e scappai come un ladro.
Arrivato a casa, scartai, aprii le scatole e lessi i foglietti illustrativi dei
medicinali. Erano tutti interessanti, ma la mia attenzione fu attratta in modo
ipnotico dagli effetti collaterali dell'antidepressivo: il Trittico a base di
trazodone.
Si cominciava da semplici vertigini per passare rapidamente a secchezza delle
fauci, visione confusa, stipsi, ritenzione urinaria, tremori e alterazione della
libido.
Pensai che per l'alterazione della libido avevo provveduto da solo e seguitai a
leggere. Così scoprii che un numero ridotto di uomini che assumono trazodone
sviluppa erezioni prolungate e dolorose, cioè il cosiddetto priapismo.
Questo problema poteva anche richiedere un intervento chirurgico di emergenza,
il quale a sua volta poteva determinare una menomazione sessuale permanente.
Il finale però era rassicurante: il rischio di overdose mortali per assunzione
di trazodone era fortunatamente più basso rispetto a quello connesso
all'assunzione di antidepressivi triciclici.
Finito di leggere, presi a meditare.
Che si fa nel caso di una erezione prolungata e dolorosa? Si va in ospedale
tenendoselo in mano? Si mettono delle mutande molto comode? Cosa si dice al
dottore? Qual è la menomazione sessuale permanente?
E ancora: cosa ci vuole per una overdose mortale di trazodone? Bastano due
pillole? Bisogna farsi l'intera scatola ?
Non trovai risposte a quelle domande ma il Trittico finì nel cesso insieme a
tutti gli altri medicinali che mi aveva prescritto il mio psichiatra. Il mio ex
psichiatra.
Svuotai coscienziosamente tutte le confezioni e tirai la catena. Poi buttai
nella spazzatura le scatole, i flaconi, le fiale e i foglietti illustrativi.
Quando ebbi finito mi versai mezzo bicchiere abbondante di whisky, eviti gli
alcolici, e misi nel videoregistratore la cassetta di Momenti di gloria. Una
delle poche che avevo portato via con me.
Mentre cominciavano a scorrere le prime immagini accesi una marlboro, eviti la
nicotina, almeno di sera, e per la prima volta, dopo molto tempo, mi sentii
quasi di buon umore.


martedì 12 dicembre 2006

UN'ANATRA PER NATALE

Quando uno nasce, non sa chi è. E se non c'è nessuno che glielo dice, la vita diventa una bella complicazione. Lei, per esempio, non sapeva chi era, perché quando era nata, la notte di Natale, rotolando giù dal camion di Jack il Camionista, si era ritrovata completamente sola e aveva scambiato per sua madre una pantofola di pelo. Una calda pantofola accogliente, dentro la quale si era accoccolata sognando di non essere ancora nata. In fondo, era contenta di avere questa mamma. E tutto sarebbe rimasto per sempre così, se non avesse avuto il desiderio di conoscere il mondo e sulla sua strada non avesse continuamente incontrato qualcuno che le chiedeva: "Che animale sei?" "Una pantofola" aveva risposto a George Castor e lui l'aveva guardata stupefatto. "Un castoro" aveva detto a Poltron Strel e lui aveva preso a volteggiarle intorno nel suo mantello nero. Finché un giorno, dopo tanti incontri e tante avventure, si ritrovò alla scuola della maestra Tolmer, che aveva una profonda convinzione, e cioè che tutto a questo mondo passa, anche le domande. E lì scoprì la verità. Fine della storia? Neanche per sogno. Perché sapere chi siamo è bello, è un pensiero che ci dà sollievo. Ma nel nostro mondo, una volta entrati, non è detto che ci sentiamo davvero bene. Occorre molta immaginazione, e qualche buon amico, e magari un Lupo Solitario che si innamora di te...
Questo è solo un invito alla lettura di “Che animale sei? Storia di una pennuta” di Paola Mastrocola, libro che può essere anche un bel regalo da mettere sotto l’albero. A questo punto una domanda nasce spontanea: E TU, CHE ANIMALE SEI? Rispondici pure nei commenti qui sotto, siamo curiosi...

I NOSTRI CONCORSI DI NATALE

Festeggia questo Natale insieme a noi!

Ti aspettiamo alla festa che faremo nella nostra EOI giovedì 21 dicembre dalle 18 alle 20 circa.

Ci saranno diversi concorsi ai quali puoi partecipare:

  • CONCORSO GASTRONOMICO (aperto a tutti i nostri alunni): porta un piatto dolce o salato alla nostra festa.

  • UNA LETTERA ALLA BEFANA (aperto ai nostri alunni di primo): scrivi una lettera alla Befana simile a questa (con questo disegnino o un altro che puoi fare tu: hai libera scelta!).


Cara Befana,
mi chiamo ................... , quest'anno sono stat@ molto brav@ quindi vorrei ......






  • PAROLE E IMMAGINI (aperto ai nostri alunni di 2º, 3º, 4º, 5º): immagina il tuo Natale con foto, disegni o un collage di immagini e un commento in italiano di max. 5 righe (ci sarà un premio per ogni corso).

  • CI SARÀ ANCHE LA PREMIAZIONE PER IL NOME DEL NOSTRO BLOG.

Potrai inoltre gustare insieme a noi i tipici dolci natalizi italiani e giocare un po'.

Dài! Ti aspettiamo!

domenica 10 dicembre 2006

vent'anni di musica italiana






La scorsa settimana PEDRO PONCE MORA ci ha accompagnato in una passeggiata per la MUSICA ITALIANA.

Ve ne offriamo un breve riassunto e qualche immagine.

VENT’ANNI DI MUSICA ITALIANA
1980-2000: dalla rinascita di Sanremo alla rivoluzione digitale

GLI ANNI 80: LA MUSICA SI GUARDA E SI ASCOLTA

Gli anni ’80 nascondono sotto un’apparente pacificazione, un riacutizzarsi di conflitti sociali e politici quali per esempio: la strage di Bologna, la scoperta della loggia massonica P2, il delitto del generale Dalla Chiesa o l’attentato al Papa Giovanni Paolo II. In questo scenario si assiste alla rinascita del festival di Sanremo che vede il trionfo sia di artisti già famosi (Albano e Romina, Ricchi e Poveri, Massino Rainieri) che di artisti emergenti, come per esempio: Paola Turci ed Eros Ramazzotti il quale debutta proprio a Sanremo nell ’82, per poi vincerlo nell’86.
Un’altra figura importante di questo decennio è Franco Battiato, che conosce il grande successo con il suo album, "La voce del Padrone" (1981): il primo 33 giri italiano a raggiungere il milione di copie vendute. La canzone "Centro di gravità permanente" diventa un tormentone.
La musica subisce inoltre in questo periodo un cambiamento fondamentale grazie alla diffusione della musica attraverso il video-clip; ma è soprattutto il nuovo supporto digitale, il CD, a sconvolgere il panorama musicale obbligando il vinile ad andare in pensione. La globalizzazione musicale ha una duplice conseguenza: da una parte crea una certa omologazione che obbliga persino la figura del cantautore ad accettare una sorta di contaminazione con la melodia pop (arrangiamenti elettronici e un parziale abbandono dei contenuti politici); dall’altra, favorisce anche la professionalità necessaria per creare un prodotto che deve resistere in un mercato sempre meno regionale e sempre più attento agli scenari internazionali.
Negli anni ‘80 i grandi successi li cantano Mia Martini, Ramazzotti, Luca Carboni, Gianna Nannini, Fabio Concato, RAF, Franco Battiato, Vasco Rossi, Zucchero.
Buona parte della vecchia guardia dei cantautori degli anni ‘70 trova negli ‘80 conferma o nuovi successsi , come Claudio Baglioni con uno dei suoi hit più riusciti: "La vita è adesso" (1985), che vende un milione e mezzo di copie, stabilendo un nuovo record di vendite.

GLI ANNI 90: LA RIVOLUZIONE DIGITALE

Per quanto riguarda la scena politica italiana, gli anni 90 si aprono con il segno della violenza e della corruzione: scoppia Tangentopoli, la Democracia Cristiana scompare e il partito comunista si smembra; la mafia uccide i guidici Falcone e Borsellino e inizia una serie di stragi che riapre un periodo di grande confusione nel Bel Paese.
Sulla scena musica, la rivoluzione digitale segna gli anni Novanta. Nel ‘92 nasce il formato MP3 e alla fine dei novanta compare il fenomeno Napster e la tecnica del file-sharing su Internet che cambieranno inesorabilmente il panorama musicale.
In questo decennio si distinguono due tendenze: da una parte, l’eredità della seconda metà degli anni ‘80, quella della maturità della canzone d’autore, con la modernizzazione delle produzioni e contemporaneamente con il disimpegno dei contenuti verso una dimensione più privata e intima; dall’altra, si impongono con forza modelli stranieri: il linguaggio dell’hip hop e il rock.
La diffussione del rap avviene è forse la novità musicale pìu notevole in Italia e Jovanotti ne è un primo rappresentante. Nel ‘91 il suo album "Una tribù che balla" definisce proprio la pulsione della musica in questo decennio: "50 per cento contenuto, 50 per cento movimento". Iniziano a apparire nei suoi testi i temi dell'impegno politico e sociale che hanno caratterizzato in modo sostanziale la sua produzione successiva ("tutte le vecchie realtà sono finite; e allora muoviti, muoviti" ).
Ma anche il rock italiano conosce un vero e proprio boom negli anni ‘90, soprattutto grazie a interpreti come Vasco Rossi, che ne diventa un’icona assoluta dopo venti’anni di carriera.
In questo periodo inizia a farsi conoscere anche Giorgia, una delle migliori voci femminili italiane che ha suscitato più volte paragoni con Mina. La sua carriera inizia come corista della band di Zucchero. Nel ‘94 partecipa a Sanremo con "E poi", un grande successo.
Per quanto riguarda la canzone d’autore, Fabrizio De André pubblica due dei suoi migliori album, "Le nuvole" (1990), e "Anime Salve" (1996).

A proposito: a fine serata abbiamo fatto un piccolo sondaggio per eleggere le canzoni che erano piaciute di più e le vincitrici sono state Il mondo e E adesso tu di Ramazzotti.


E voi, cosa ne pensate? Qual è la vostra canzone italiana preferita?




martedì 5 dicembre 2006

fincipit: un gioco con gli incipit

FINCIPIT
ECCO IL GIOCO DEI BLOGGER TRA LETTERATURA E NONSENSE.


Nato pochi giorni fa sta facendo centinaia di proseliti in Rete.
Repubblica ora lo propone ai lettori, stuzzicandone la fantasia.
Fincipit, ecco il gioco dei blogger tra letteratura e nonsense.
Basta prendere l'inizio di un romanzo, di una canzone o di una poesia e farlo terminare subito. Con effetti esilaranti e spesso inaspettati.

E' UN GIOCO letterario. E sta facendo letteralmente impazzire i blogger. Che, da circa dieci giorni, si sfidano a chi ne inventa di più. Si chiama Fincipit ed è frutto della fantasia di Alessandro Bonino, alias eiochemipensavo, titolare del blog preso d'assalto grazie a quest'idea apparentemente banale, ma molto efficace. Prendere l'incipit di una poesia, di un romanzo, di una canzone e farlo terminare subito, dandogli un senso compiuto senza rispettare la "trama" vera e andando nella direzione più strana e creativa. Il risultato, va da sé, è stralunato, dadaista e dissacratorio, per questo molto divertente. Oltre ad avere il merito di creare una inedita commistione tra cultura e divertissement. Qualche esempio catturato dal blog Eio, per capirsi meglio: "Quando Zarathustra ebbe trent'anni, lasciò il suo paese e il lago del suo paese e andò sui monti. Lì trovò l'amore della sua vita, il Superuomo" (Gigi Massi). Oppure: "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, fortuna che il mio Suv c'aveva il Gps" (marchino). E ancora: "Cera una volta, poi continuavamo a scivolare e allora abbiamo messo il linoleum" (nexus). Si potrebbe andare avanti all'infinito perché infiniti sono i Fincipit citati nel blog di Alessandro Bonino.
Partendo dall'idea di Eio anche Repubblica.it ha deciso di stuzzicare
la fantasia dei lettori. Noi vi proponiamo alcuni incipit famosi, a voi tocca trasformarli in Fincipit. I risultati migliori saranno pubblicati. Trentadue anni, di Cuneo, una professione che non ha nulla a che fare con la Rete, naviga da quando andava all'Università (metà degli anni '90) e ha esordito con il blog nel 2004. Riuscendo a creare una community invidiabile. Che ora, con il Fincipit, ha raggiunto risultati inaspettati persino per il suo autore: "L'idea è nata il 23 novembre e da allora sono centinaia le persone che stanno partecipando al gioco - spiega - Non solo: tantissimi blogger lo riprendono e lo fanno proprio, indipendentemente dalla paternità. E questo perché, evidentemente, funziona, suscita curiosità e fa divertire". Non è stato Alessandro a battezzarlo Fincipit, il nome è nato da una sinergia, come molte delle idee della Rete: "Io ho pubblicato tre esempi e Stark, un altro blogger, mi ha scritto suggerendo la definizione che mi è sembrata davvero calzante, tanto che l'ho fatta mia". Il successo dell'iniziativa ha provocato addirittura una corsa alla definizione migliore. Luoghinoncomuni.com lo battezza Story Trimming:"La cosa è interessante, si prende una storia e la si condensa il più possibile, con il risultato che, a volte, ne esce una storia completamente nuova, o magari solo lo spunto di una storia. Nel non detto, nell'omissione sta in fondo tutta la magia, in un attimo il lettore è obbligato ad inventare il resto".

Ed ecco qualche esempio:
Mario: "Sandokaan, Sandokaan alla buon ora! La vogliamo spostare 'sta Tigra parcheggiata in seconda fila!!???". O Garbaland: "Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade, prendo subito il raccordo anulare e non se ne parli più". Mentre Proesie stravolge De Andrè: "Dormi sepolto in un caNpo di grano ché la mietitrebbia nonciàilfrenoamano". O queste altre: "Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude Che infin decisi di potarla e fu la luce". Augusto C. "M'illumino d'immenso... ma toglimi di testa st' abat jour";Marco Bracci "Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, era ormai un ramo secco perchè l'orologio si era fermato". Bonita Pinto: "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, chè la diritta via era smarrita vissi così la splendida avventura con Sharon Stone, mia diva preferita". Bonita Pinto: "Marco se n'è andato e non ritorna più... Tutto s'è fregato, perfino i miei bijoux!". Bonita Pinto: "Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo, molti lo cercavano, bin laden lo chiamavano". Jerry: "L'albero a cui tendevi la pargoletta mano era un ippocastano... or comò accanto al divano!

Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le creatività. Ora, provateci voi.

Testo adattato da La Repubblica e immagine tratta da Internet

lunedì 4 dicembre 2006

lettera a un'allieva

Amparo, la nostra amica e collega del Dipartimento di Italiano, ci ha raccontato di una sua allieva, bravissima, ora in crisi con "l'italiano". Da brava insegnante le ha scritto una lettera molto bella per motivarla e tirarla su. E noi abbiamo pensato che queste riflessioni e questi preziosi consigli potrebbero essere utili anche ad altri.
Vi proponiamo la lettera che abbiamo indirizzato a un nome di fantasia che inizia con la lettera A.

Cara A….,
come dirti che le tue parole dell’altro giorno mi hanno molto turbato. Mi chiedo dove sia l’allieva dell’anno scorso, oppure quella di due anni fa. Ti scrivo queste righe perché so bene che sei sempre tu, la ragazza entusiasta e sveglia, quella che fa sempre le domande difficili e partecipa ad ogni occasione che le si presenta. L’entusiasmo e la curiosità non si perdono così, ad un tratto. Ci accompagnano per sempre.
Ci si avvicina a una lingua così per caso, come è capitato a me, che, a 17 anni, prima ancora di cominciare a studiare l’italiano, n’ero già innamorata. Sì, è un po’ scemo, ammetto, ma nel mio caso la sonorità di certe canzoni sentite alla radio è stata un colpo di fulmine. Una storia molto banale. Poi all’università il sogno si è avverato. In quegli anni ho fatto i primi passi curiosa di scoprire nuovi stimoli, cercando di imparare il più possibile. L’italiano a quell’epoca era fatto di nomi di cantanti, di monumenti visti in TV, di lezioni e di regole da studiare.
Ma l’italiano non è soltanto una lezione sui pronomi, uno scrittore, una scuola … Bisogna andare oltre, e questo l’ho capito dopo. C’era tanto da scoprire! È vero che ricordo con piacere quegli anni passati sui libri ma quello non era ancora l’italiano. L’ITALIANO per me è avvenuto dopo.
Sono stati decisivi i giorni e i momenti vissuti in Italia. Così, le parole che ho imparato per strada, o da gente conosciuta lì, mi sono rimaste impresse nella mente. I paesaggi, i paesini e le città d’arte che ho visitato sono frammenti che hanno segnato la mia vita. Dovresti vedere come sono belle le colline toscane in una giornata di sole con tutti quei girasoli che pare di fare il bagno in un mare dipinto di giallo. Ci sono poi altre immagini indimenticabili: una passeggiata fatta a Lucca; un bel tramonto da un traghetto che mi portava in Sicilia; la magica l’atmosfera in una sera d’inverno a Venezia; le strade porticate di Bologna; l’emozione davanti agli affreschi del Pinturicchio. Attimi di gioia intensa che non potrò mai scordare.
Così, col passare del tempo l’italiano è diventato una passione che mi travolge da anni. E vorrei tanto che anche per te fosse così. Non mollare, ti prego, costruisci il tuo italiano, con i tuoi momenti preziosi, con i tuoi nomi, con i tuoi posti. Sai bene che quello che ti possiamo dare noi insegnanti è ben poco. Sono le esperienze che ci arricchiscono. Noi siamo strumenti, non altro, ma la strada, se veramente ti va di compierla, sei tu da sola che la devi fare. Vivere una lingua attraverso la sua letteratura non è male ma secondo me, non basta. Bisogna viverla fino in fondo…
Mi auguro tanto che tu riesca a ritrovare quello che hai perso.

Un bacione.

Tua Amparo.

PANETTONE – PANDORO 1 A 0


A quelli di Sagunto (CHIODO SCHIACCIA CHIODO, blog del dipartimento d’italiano) che esaltano le qualità del Pandoro di Verona, noi rispondiamo con il Panettone di Milano. Perché? Il Panettone è un dolce natalizio più ricco e più sano del Pandoro. Infatti si elabora con gli stessi ingredienti del secondo, ma con l’aggiunta di uvetta e canditi. Inoltre è più sano perché contiene meno burro e meno zucchero del Pandoro. Risultato: è più leggero e digeribile.
E voi cosa siete? pandoristi o panettonisti?

domenica 3 dicembre 2006

Uruguay: la giornata degli gnocchi


I nostri alunni uruguaiani del primo anno, Gonzalo e Matías, ci hanno raccontato una simpatica tradizione del loro paese: il 29 di ogni mese ci si riunisce con la famiglia e si preparano gli gnocchi di patate, secondo un'usanza portata lì sicuramente dagli emigrati italiani. Dato che il 29 è giorno di paga, la tradizione vuole anche che sotto il piatto si metta del denaro per augurare che duri per tutto il mese. A proposito: in Italia normalmente il giorno di paga è il 27 tanto che in alcune zone, scherzosamente si usa festeggiare l'amatissimo San Paganino.
Con questa scusa vi proponiamo la ricetta tradizionale degli gnocchi di patate:


Buon appetito!

RICETTA (dosi per 4 persone)

Difficoltà: media
Tempi: preparazione: 30 minuti + il tempo di cottura delle patate

Ingredienti: patate a pasta gialla,
1 Kg di farina, 300 g di sale.


Lessare le patate con la buccia; pelarle ancora calde e passarle con lo schiacciapatate, salarle e aggiungere la farina. Impastare velocemente su una superficie infarinata, in modo da ottenere un panetto morbido di forma allungata. È difficile dire se le proporzioni suggerite possono andare bene; tutto dipende dalla qualità della patata. In genere con le patate suggerite la buona riuscita è garantita. Tagliare delle porzioni e, aiutandosi con le mani, allungarle sulla superficie infarinata ottenendo dei cilindri spessi un dito da cui si possono tagliare gli gnocchi di 2-3 cm. Passare una forchetta sugli gnocchi in modo da sagomarli ulteriormente (oppure utilizzare un rigagnocchi) e disporli su vassoi infarinati in modo da non sovrapporli. Fare bollire abbondante acqua salata e versare gli gnocchi. I tempi di cottura sono velocissimi. Scolarli non appena risalgono in superficie. Condirli nel modo desiderato.

Foto e ricetta da Internet.

Se avete una ricetta alternativa per fare gli gnocchi o altre notizie su questa tradizione, lasciateci un messaggio!

sabato 2 dicembre 2006

OROSCOPO 2007

Per coloro che credono nell’astrologia. Per quelli che leggono tutti gli oroscopi dalla a alla z. Per coloro che confrontano, fanno calcoli e medie ponderate dei vari oroscopi. Per gli scettici. Per chi dice che non ci crede ma poi ti chiede, solo per curiosità, cosa hanno scritto sul suo segno. Insomma, per i credenti, gli atei e gli agnostici delle stelle, ecco dei siti in cui potrete conoscere il vostro futuro per il 2007.

E se volete vedere se gli astrologi l’anno scorso ci hanno azzeccato, leggete l’OROSCOPO 2006 e siccome siamo curiosi di saperlo, lasciate pure i vostri commenti.

venerdì 1 dicembre 2006

giornata mondiale per la lotta all'AIDS


Aids, i farmaci negati ai bambini. La drammatica situazione dell'India

Leggi l'articolo, cliccando sul titolo.

(Testo e foto di La Repubblica)


The safe city: un videogioco per combattere l'AIDS.



carovana solidale



La nostra EOI collabora con l' 11a CAROVANA UMANITARIA.

Puoi contribuire anche tu portando alla nostra EOI una confezione di cuscús (o di riso) da donare ai campi di rifugiati sahrauis.
C'è tempo fino al 14 dicembre.
Grazie.

Immagine tratta da Internet