mercoledì 30 gennaio 2008

Nanni Moretti “a luci rosse”

È stata annullata l’anteprima milanese di Caos calmo prevista per il 2 febbraio al cinema Anteo perché il il film non ha ancora ottenuto il visto di censura.

Una copia di Caos Calmo, che tra l’altro contiene un’accesa e già molto discussa scena di sesso visibile anche su YouTube (se proprio non resistete alla tentazione, cliccate qui) tra il protagonista Nanni Moretti e Isabella Ferrari (nella foto). Non ci dovrebbe essere invece alcun problema per l’uscita nelle sale l’8 febbraio. Il film di Antonello Grimaldi sarà in concorso alla 58ma edizione del Festival di Berlino (7-17 febbraio).

Sul film di Moretti, non avendolo ancora visto, non metterei la mano sul fuoco, ma devo dire che il romanzo omonimo di Sandro Veronesi (Premio Strega 2006) mi è piaciuto molto. Vi invito a leggerlo e poi ditemi cosa ne pensate.


martedì 29 gennaio 2008

Secondo album per Niccolò Agliardi


Niccolò Agliardi, nato il 17 maggio del 1974, è un autore emergente che ha al suo attivo un solo CD uscito nel 2005 intitolato “1009 giorni”, ma che questo 2008 ritorna con il suo secondo album: “Da casa a casa", in vendita da venerdì 26 gennaio.

Dopo un anno passato a lavorare in due importanti tournée, quelle di De André e di Renato Zero, questo giovane milanese inizia la sua carriera, prima come autore, nel 1999 firmando per la Sony Music. Ma sarà nel 2001, dopo essersi trasferito a Roma, quando inizierà la sua carriera come cantautore, grazie ad un fortunato incontro con Niccolò Fabi e Mario Puccioni che lo porteranno alla realizzazione del suo primo singolo “Fiammiferi”.

Durante il 2002 avvene un altro importante incontro con Roberto Danè (produttore di Antonello Venditti, De Gregori, Lucio Dalla e De André) che sceglie di occuparsi del suo primo album, però la sua prematura scomparsa nel 2003 lascierà incompiuto questo lavoro. Niccolò fa tesoro dell’esperienza ricevuta e recupera il materiale scritto sotto la supervisione di Danè nel suo primo disco, che è uscito il 13 maggio del 2005 con il titolo “1009 giorni” e del quale vengono estratti due singoli: “Mi manca da vicino” e “Le cose che arrivano dopo”.


Nella parentesi di questi due anni Niccolò, che è laureato in Letteratura Italiana con la tesi sui luoghi reali ed immaginari che compaiono nei testi di Francesco De Gregori, diventa collaboratore di questa cattedra preso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano, dove tiene lezioni e seminari sulla canzone d’autore.

Durante questi anni ha anche lavorato come scrittore e conduttore di programmi radiofonici che avevano come argomento principale la musica d’autore. E oltre a scrivere le proprie canzoni, ha anche firmato canzoni per altri cantanti come “Ci parliamo da grandi”, brano inciso nel ultimo CD di Eros Ramazzotti, e2.


Il suo nuovo singolo, che anticipa l'album "Da casa a casa", è in rottazione radiofonica dal 25 dicembre: “’Aspetto una domanda (leggi testo) racconta di un padre e un figlio che non si parlano. Si amano ma non si parlano”. – afferma Niccolò Agliardi – “Entrambi impegnati a cercare di rendere le proprie vite disadatte, adatte a qualcosa. Prima di tutto a sè stessi e poi, forse, anche all’amore inespresso dell’altro. Un dialogo muto fatto di domande che suonano minacciose e di risposte che faticano a venire fuori come la voce. Come succede nel film ‘Anche libero va bene’ di Kim Rossi Stuart che ha ispirato il brano”.



Niccolò Agliardi parla del suo nuovo album (++)

lunedì 28 gennaio 2008

NASCE VERBA MOLANT

Cari amici di Oblo' (g) abbiamo il piacere di invitarvi a visitare un altro blog di italiano:




che, come già annuncia il gioco di parole del suo nome, nasce come blog di giochi linguistici con la lingua italiana ed è indirizzato proprio a studenti di italiano... quindi proprio a voi!

Come ci racconta Beatrice Parisi, una delle sue fondatrici, "Il blog ha lo scopo di invitare all'approfondimento dello studio della lingua italiana attraverso il gioco verbale, l'umorismo e la creatività. Per farlo propone giochi da risolvere, temi da svolgere, quiz, letture da commentare e presenta aspetti insoliti e divertenti dell'Italia e della sua cultura".


Verba Molant è diviso nelle seguenti sezioni tematiche: Ludolinguistica, letteratura, traduzione, cinema, foto, cucina, bambini.
I contenuti delle varie sezioni verranno scelti in base a un filo conduttore, aggiornato mensilmente. Per i prossimi mesi sono stati individuati i seguenti temi:


- febbraio: gli animali (come si può vedere qui sopra nel titolo del libro che gioca tra L'IMPIEGATO E l'IMPIEGATTO!)

- marzo: il mese di marzo e i suoi significati
- aprile: l'acqua
- maggio: il sonno e i sogni
- giugno: i colori


Alla fine di ogni mese verrà data la soluzione dei giochi proposti e verrà nominato il "post del mese".

"Con Verba Molant l'italiano diventa un gioco da ragazzi!"

http://verbamolant.blogspot.com
verbamolant@gmail.com

venerdì 25 gennaio 2008

VERGOGNA


Quando si è italiani e per di più insegnanti di italiano, si spera sempre di dover raccontare cose belle riguardo al proprio paese, ma ultimamente è diventata davvero un'impresa difficile.




Che il governo Prodi navigasse in cattive acque e che la sua caduta fosse solo questione di tempo lo si sapeva; ma lo spettacolo indegno e vergognoso del senato di ieri è stato davvero un colpo basso per tutti gli italiani.

Non c'è più nessun ritegno, nessuna remora morale o etica. L'Italia affonda tra avvisi di garanzia al Ministro di Giustizia, Mastella (che ha dato via alla crisi,vedi post dei Chiodini), la spazzatura a Napoli e il malcontento generale.

E i politici che fanno? Si insultano, si sputano, stappano lo spumante e lanciano mortadella (è il soprannome di Prodi) per aria...


Qui in Spagna, oggi il telegiornale di Tele 5 è iniziato proprio con questa domanda: "¿Y nosotros nos quejamos?".
Credo che un simile spettacolo da circo romano o da osteria, qui in Spagna (e in ogni altro paese civile) sarebbe impossibile. Triste primato quello di noi italiani.
Vi lasciamo alle parole e alle note di una bellissima canzone di Battiato.


Povera patria!


Schiacciata dagli abusi del potere


di gente infame, che non sa cos'è il pudore,


si credono potenti e gli va bene


quello che fanno e tutto gli appartiene.


Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!


Questo paese è devastato dal dolore...


ma non vi danno un po' di dispiacere


quei corpi in terra senza più calore?


Non cambierà, non cambierà no cambierà,


forse cambierà.


Ma come scusare


le iene negli stadi e quelle dei giornali?


Nel fango affonda lo stivale dei maiali.


Me ne vergogno un poco, e mi fa male


vedere un uomo come un animale.


Non cambierà, non cambierà si che cambierà,


vedrai che cambierà.


Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali


che possa contemplare il cielo e i fiori,


che non si parli più di dittature


se avremo ancora un po' da vivere...

La primavera intanto tarda ad arrivare.

Nel video c'è una brevissima intervista a Franco Battiato e poi la sua canzone POVERA PATRIA.... (per vederla cliccate qui)

mercoledì 23 gennaio 2008

Conosci bene l'italiano? Scoprilo online


Ora una serie di test e di esercizi interattivi permette di verificare quanto si è ferrati in lessico e grammatica


«Secondo un sondaggio Ipsos per la Società Dante Alighieri, il 51% dei connazionali pensa che gli italiani conoscano «poco» o «nulla» la propria lingua. Se la domanda diventa «...e tu quanto pensi di conoscerla?», la percentuale di quanti rispondono «molto» o «abbastanza» sale al 76%. Questi dati dimostrano due cose. 1. Noi italiani siamo immodesti. 2. Noi italiani siamo realisti».


La Società Dante Alighieri ha appena messo on line sul proprio sito una serie di esercizi interattivi pensati e realizzati da un gruppo di linguisti del Plida (Progetto lingua italiana Dante Alighieri). «L’obiettivo è quello di garantire una divertente quanto impegnativa valutazione della propria conoscenza della lingua italiana. Le prove sono ordinate secondo i sei livelli della certificazione Plida, a loro volta conformi ai sei livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, con l’opportunità di una valutazione immediata grazie alla visualizzazione delle risposte esatte o errate».


Il target del test di autovalutazione è assai eterogeneo ed è rivolto agli studenti, ai docenti, ma anche agli immigrati che vogliono mettere alla prova la conoscenza dell’italiano. La prova è divisa in quattro livelli: dai più semplici A1 e A2, agli impegnativi B2 e B2 sino ad arrivare ai sofisticati C1 e C2.


Attenzione, però. Anche gli esercizi che sembrano a prima vista “di base “nascondono trappole. Come i plurali dei nomi irregolari. Si dice bracci o braccia del fiume? I diti o le dita? Un esercizio è dedicato al gerundio e un altro, insidiosissimo, ci proietta nella costruzione di un periodo ipotetico («se tu fossi stato con me, mi …… aiutare»). Altra prova del fuoco è la conoscenza del lessico. Sono molti gli esperti convinti che la stragrande maggioranza degli italiani conosca pochi vocaboli e ricorra ancor meno all’uso dei sinonimi. (www.corriere.it)

CLAUDIA CARDINALE


Claudia Cardinale è la protagonista di indimenticabili film italiani come "Il Gattopardo" di Luchino Visconi, "8 e 1/2" di Fellini, "C'era una volta il west" di Sergio Leone, ma anche di altrettanto famosi film stranieri come "La pantera rosa" di Blake Edwards. Forse non tutti sanno che è nata in Tunisia da genitori di origine siciliana. Presto, in aprile, compierà 70 anni di età e ben 50 di carriera cinematografica.
La sua è stata una carriera strepitosa che malgrado la bellezza nessuno avrebbe pronosticato. Il timbro particolarissimo della sua voce rauca e bassa, leggermente strascicata, alla giovane Claudia sembrava proprio un difetto, invece è diventata una delle sue impronte più riconosciute.
Claudia Cardinale ha sempre preso forti posizioni politiche in senso liberale, si è spesso battuta per i diritti delle donne e degli omosessuali e dà il suo contributo a molte cause umanitarie. Ha inoltre molte volte affermato di essere fiera dei suoi natali arabi.
La settimana scorsa ha partecipato al Festival del cinema di Trieste e in quell'occasione ha rilasciato questa intervista:

Claudia Cardinale
Claudia Cardinale

lunedì 21 gennaio 2008

I LIBRI CHE POTEVANO CAMBIARCI LA VITA


Il verbo leggere, ammonisce Daniel Pennac in Come un romanzo, il suo celebre saggio sul rapporto tra noi e i libri, non sopporta l'imperativo. Un'avversione che condivide con altri verbi: non si può ordinare a nessuno di leggere, amare, sognare, aspettandosi di essere obbediti. Eppure l'idea di un canone letterario, ossia di un patrimonio di opere da trasmettere alle nuove generazioni, è comunemente accettata come valida.


Italo Calvino ne ha tracciato un elenco sommario nella raccolta dei suoi interventi critici, Perché leggere i classici.



Adesso un grande giornale britannico, il Daily Telegraph, prova a compilare un canone per l'infanzia e l'adolescenza: "I 100 libri che ogni bambino dovrebbe leggere". Le storie che garantiscono di accendere l'amore per la letteratura nei piccoli lettori, promette il quotidiano londinese, nella speranza che diventino lettori abituali e appassionati da grandi. Senza bisogno di ordinarglielo, visto che comunque non servirebbe, come ci ricorda Pennac.

Che la lettura sia in declino, lo confermano le statistiche: un recente sondaggio condotto in Gran Bretagna indica che solo il 20 per cento dei ragazzi frai 5 e i 16 anni d'età legge un libro tutti i giorni; e la maggioranza, il 53 per cento, legge appena una volta alla settimana.
Le cifre rivelano una tendenza simile nella maggior parte dei paesi europei e in America. Negli ultimi tempi spuntano come funghi siti Internet che suggeriscono come istigare l'amore per la lettura nei bambini: ma il paradosso è che proprio Internet, insieme a televisione e videogiochi, fa concorrenza alla lettura, ed è sempre più spesso il web a vincere la sfida.


Dunque cosa dovrebbero leggere, i nostri figli, perché sbocci e cresca in loro l'amore per i libri? Per aiutare insegnanti e genitori a scegliere, il Telegraph offre la sua lista: i "magnifici cento" della letteratura consigliata ai minori di sedici anni. Scorriamone qualche titolo. Per la prima infanzia: La storia di Peter coniglio di Beatrix Potter, Winnie Pooh di Alan Alexander Milne.



Per gli anni di mezzo: Le favole dei fratelli Grimm, Peter Pan di James Matthew Barrie, Pippi calzelunghe di Astrid Lindgren.





E per concludere Il diario di Anna Frank.





Un selezionatore italiano avrebbe probabilmente inserito Pinocchio, Cuore e Il corsaro nero.


Ma per il resto, benché sia preparata da educatori inglesi, la lista rispecchia un canone universale di "classici" per bambini. Il problema è come incoraggiare bambini e adolescenti a leggerli, questi classici.


E il dubbio è se una lista del genere possa davvero in stillare l'amore per la lettura. Spesso fare una lista dei libri che un ragazzo dovrebbe leggere per imparare ad amare la lettura è il sistema migliore per scoraggiare l'amore della lettura perché pretendere che i bambini e i ragazzi di oggi s'innamorino degli stessi libri di cui ci siamo innamorati noi, quarant'anni fa, è altrettanto assurdo. Bisogna accettare almeno che leggano quello che vogliono. L'importante è che ricevano stimoli sufficienti per farlo, in famiglia e a scuola, scegliendo liberamente, senza un cammino predeterminato.

Niente canone per l'infanzia, insomma, e men che meno un canone tramandato uguale di generazione in generazione. In ogni caso il canone stabilito dalla scuola d'oggi è sbagliato. Molti bambini in cui si era acceso l'amore per i libri, sentendoli leggere dalla mamma o dal papà prima di addormentarsi, lo perdono rapidamente sui banchi di scuola, dove leggere non è più un piacere, ma un dovere. Per innamorarsi della letteratura servono storie affascinanti, e non sempre la scuola è capace di fornirle.

Ma non è mai troppo tardi, sostiene Alain de Bottom, giornalista e scrittore inglese, il cui ultimo libro, How Proust can change your life (Come Proust può cambiarvi la vita), è un'ode alla lettura, fatta però all'età giusta, qualsiasi questa sia: "Il mio primo, vero innamoramento per la letteratura è stato tardivo, a ventun anni, leggendo I dolori del giovane Werther di Goethe. Cominciare presto a leggere con passione può senz'altro aiutare a continuare a farlo da adulti, ma non esclude la possibilità di cominciare più avanti, quando si è raggiunta l'età della ragione. Non è detto che l'amore per i libri debba nascere sui banchi di scuola".
La sua tesi è che anche se i nostri figli non impazziscono per Pippi calzelunghe o per L'isola del tesoro, come impazzimmo noi, Proust fa ancora in tempo a cambiargli la vita. Ogni generazione, in fondo, ha le sue "maddalene".
CONTRIBUITE AL SONDAGGIO CLICCANDO QUI
(testo adattato da La Repubblica, Immagini da Internet)
Quali erano i vostri libri preferiti quando eravate bambini? Raccontatecelo qui!

domenica 20 gennaio 2008

Jovanotti pubblica "Safari"

foto dal Web


Lorenzo Cherubini, nato a Roma nel settembre del ’66, inizia sin da giovanissimo nel mondo della musica come dj in diverse radio e discoteche della sua città, e diventa “Jovanotti” a Radio Deejay dalla mano di Claudio Cecchetto (scopritore di personaggi e rivelazioni pop). La musica che escibisce oggi nei suoi CD è ben diversa da quella dei suoi esordi, in cui mescolava una sorta di musica dance e suoni dell’hip hop.


È all’età di 19 anni che ha inciso i suoi primi successi, Gimme five ed “È qui la festa?”, che dopo sono stati registrati sull’album “Jovanotti for president”, mentre con lo pseudonimo “Gino Latino Jovanotti” continua a pubblicare musica dance.
Il suo secondo album, “La mia moto”, segna quasi le 600.000 copie vendute e questo successo lo porta al festival di Sanremo dell’89, con la canzone Vasco (versi dedicati a Vasco Rossi). Nel frattempo Lorenzo appare in tv su “Deejay television” e “1, 2, 3 casino”. A quell’epoca, nessuno poteva immaginare quale sarebbe stata l’evoluzione di questo giovane artista.
La prima timida svolta musicale avvene con “Giovani Jovanotti”, sul quale ci sono incisi brani dal titolo Ciao mamma o La gente della note.


copertine cd da internet


Ma è l’anno dopo, in un sobbalzo di coscienza civile, che scrive Cuore, una canzone dedicata al giudice Giovanni Falcone.
All’album “Jovanotti 1992” segue una tournée insieme a Luca Carboni e dello stesso anno è il duetto con Gianna Nannini, Radio baccano. Sono un ragazzo fortunato e Non m’annoio sono le canzone che in quel periodo segnano la sua carriera.
Su “Jovanotti 1994” cambiano siano i testi che gli ideali con i brani Penso positivo, Serata rap e “Piove”, che subito conquistano le prime posizioni in classifica. Ed è anche in quell’anno che crea l’etticheta discografica Soleluna.



immagini dal Web


Nel 1995, arriva L’ombelico del mondo, brano inedito inciso nella sua prima raccolta musicale “Lorenzo 1990-1995”. Nel 1999 si pubblica “Capo Horn”, e insieme a Ligabue e Piero Pelù incide la canzone-manifesto antimilitarista Il mio nome è mai più, di cui viene girato il video da Gabriele Salvatores e i proventi della vendita del CD vengono donati a Emergency. Torna ancora a Sanremo, nel 2000, con la canzone “Cancella il debito”, che parla sul drammatico problema dei debiti dei paesi del terzo mondo.



copertina cd "Safari" da Internet


Ora dopo “Buon sangue” (2005), venerdì 18 gennaio, Jovanotti ricompare sulla scena musicale con Safari, nel quale si è fatto accompagnare di preziose collaborazioni dal calibro di Ben Harper, Sergio Mendes e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. L’album che ancora prima di uscire, è già un successo su iTunes, è stato anticipato da “Safari Jam”, un diario con le riflessioni e i disegni che hanno guidato il cantante nelle scritture delle nuove canzoni. È autografato da Jovanotti, stampato in sole 1000 copie e venduto esclusivamente online. Il primo brano estratto da quest’album si intitola Fango (leggi il testo) e il video di questa canzone è stato girato in due versioni da Ambrogio Lo Giudice presso le cascate di Iguazu al confine tra Brasile, Paraguay e Argentina:





Articoli su "Safari": corriere.it e italianissima.net

lunedì 14 gennaio 2008

IL NO DELLA SAPIENZA A RATZINGER

Fronte anti-Ratzinger alla Sapienza: "E' reazionario e nemico di Galileo"
Il Papa sarà in visita all'Università per l'inaugurazione dell'anno accademico. Ma i fisici contestano una frase che avrebbe pronunciato nel 1990 a Parma: "Il processo della Chiesa allo scienziato fu ragionevole e giusto"




"Benedetto XVI non deve entrare all'Università La Sapienza". Il vade retro, riferisce 'La Repubblica', "viene da un nutrito gruppo di docenti e studenti (leggi l'appello) di uno degli atenei più antichi d'Europa e apre un nuovo fronte laici-cattolici". "Il rischio - sottolinea il quotidiano - è che giovedì prossimo, quando è in programma un discorso del Papa, terzo pontefice in visita all'ateneo, vada in scena una clamorosa contestazione, un sit-in antipapalino all'ombra delle Minerva".


"La parola d'ordine - riferisce ancora il giornale - è: 'Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perchè è troppo reazionario". "L'alzata di scudi laica - prosegue - era stata preannunciata giovedì da una lettera ai vertici dell'università che hanno invitato, il 17 gennaio, papa Ratzinger ad inaugurare l'anno accademico 2007-08, il 7050 dalla fondazione. Sessantasette docenti, tra cui tutti i più noti fisici dell'ateneo, hanno firmato un appello (pubblicato su Repubblica) perchè 'quell'invito sconcertante', così lo hanno definito, venga revocato".

"Il messaggio anti Ratzinger - continua il quotidiano - è stato spedito direttamente al rettore Renato Guarini: 'Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un'intollerabile affermazione di Feyerabend: 'Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto'".

La frase, continua il quotidiano, "ha fatto sobbalzare il gruppo di scienziati che ora fa la fronda alla visita di Benedetto XVI". E che si dicono "indignati in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze. Quelle parole ci offendono e ci umiliano. E in nome della laicità della scienza auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".

La risposta del rettore Guarini? Un invito alla tolleranza e nessuna marcia indietro. "Al di là delle divergenze di opinioni - dice - bisogna accogliere Benedetto XVI come un uomo di grande cultura e di profondo pensiero filosofico, come messaggero di pace e di quei valori etici che tutti condividiamo".

Così la cerimonia "è stata confermata, e - riferisce ancora il giornale - sarà divisa in due parti: la lectio magistralis tenuta da Mario Caravale, docente di storia del diritto, che parlerà della pena di morte, poi gli interventi del ministro dell'Università Fabio Mussi e del sindaco di Roma Walter Veltroni. Poi il discorso di Benedetto XVI. Alla fine, tutti in cappella».

Ma la vigilia potrebbe diventare "pesante". Dopo i professori anche gli studenti promettono che non resteranno a guardare. "Annunciano - dice il giornale - che faranno un sit-in contro 'l'oscurantismo' di Benedetto XVI, terzo papa in visita alla Sapienza dopo Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 1991". "Non capiamo per quale motivo il Papa debba prendere parte alla cerimonia" sottolinea Michele Iannuzzi della Rete per l'Autoformazione. E centinaia di studenti delle università romane già fanno sapere che nei prossimi giorni si daranno appuntamento sotto la statua della Minerva, simbolo del sapere e della conoscenza. Già mercoledì organizzeranno cortei, campagne di comunicazione e daranno vita a 'gesti eclatanti' per coinvolgere il maggior numero di studenti in quella che vuole essere "una vera e propria lotta contro l'ingerenza del pontefice nelle istituzioni italiane".

Clima di mobilitazione anche tra i docenti. Andrea Frova, docente di Fisica generale, riporta il quotidiano, è tra coloro che hanno partecipato alla stesura della lettera: "L'invito - dice Frova - è una scelta inopportuna e vergognosa e non è sufficiente che il Papa non tenga più la lectio magistralis, come avevano deciso all'inizio. È solo un maquillage fatto anche piuttosto male. Si tratta di un capo di stato straniero ed inoltre il capo della Chiesa cattolica. E noi che abbiamo dedicato tutta la vita alla scienza non ci sentiamo di ascoltare, a casa nostra, una voce autorevole che condanna di nuovo Galileo".

Un altro dei firmatari più attivi è Carlo Cosmelli, docente di Fisica: "Le accuse anti-scienza che il Papa ha lanciato da cardinale le ha ribadite anche nella sua ultima enciclica. Lui è convinto che, quando la verità scientifica entra in contrasto con la verità rivelata, la prima deve fermarsi.
Una cosa del genere in una comunità scientifica non può essere accettata".

domenica 13 gennaio 2008

verso Sanremo 2008: i big e i giovani in gara

immagine da internet


È da metà dicembre che si conoscono i cantanti che parteciperanno nella categoria "Giovani". Ma è stato domenica scorsa, a poco più di un mese dalla riapertura delle porte del teatro Ariston che segneranno il via al Festival del 2008, che Pippo Baudo (direttore artistico e conduttore della 58ma edizione), ha svelato i nomi dei "Big", durante la trasmisione del suo programma "Domenica in" (Rai Uno).


foto dal Web


Saranno 20 i cantanti nella sezione Big (Campioni):

1. Eugenio Bennato: Grande sud
2. Loredana Bertè: Musica e parole
3. Sergio Cammariere: L'amore non si spiega
4. Toto Cutugno: Un Falco Chiuso in gabbia
5. Giò Di Tonno e Lola Ponce: Colpo di fulmine
6. Finley: Ricordi
7. Frankie Hi-Nrg Mc: Rivoluzione
8. Max Gazzè: Il solito sesso
9. Gianluca Grignani: Cammina nel sole
10. L'aura: Basta!
11. Little Tony: Non finisce qui
12. Paolo Meneguzzi: Grande
13. Mietta: Baciami adesso
14. Amedeo Minghi: Cammina cammina
15. Fabrizio Moro: Eppure mi hai cambiato la vita
16. Anna Tatangelo: Il mio amico
17. Tiromancino: Il rubacuori
18. Tricarico: Vita tranquilla
19. Mario Venuti: A ferro e fuoco
20. Michele Zarrillo: L'ultimo film insieme



Mentre saranno 14 i giovani in gara, 11 scelti dalla Commisione Artistica (Pippo Baudo, Paolo Buonvino, Federica Gentile e Marino Bartoletti) e tre scelti tra i dodici finalisti di SanremoLab (Accademia della canzone di Sanremo):


1. Andrea Bonomo: Anna
2. Daniele Battaglia: Voce nel tempo
3. Francesco Rapetti: Come un'amante
4. Frank Head: Para para' ra rara
5. Jacopo Troiani: Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene
6. La Scelta: Il nostro tempo
7. Melody Fall: Ascoltami

8. Milagro: Domani
9. Rosario Morisco: Signorsi'
10. Sonohra: L'amore
11. Valerio Sanzotta: Novecento
12. Ariel: Ribelle
13.
Giua: Tanto non vengo
14.
Valeria Vaglio: Ore ed Ore



Vi riporto anche alcuni articoli dove si parla del 58mo Festival di Sanremo e dei cantanti in gara: Repubblica.it; Corriere.it; Festivaldisanremo.com

sabato 12 gennaio 2008

Vita, Morte e Miracoli di Carla Bruni

È lei la donna più chiacchierata e criticata del momento: Carla Bruni (alla nascita Carla Bruni Tedeschi), rampolla di una “famiglia bene” torinese. Figlia dell'industriale e compositore Alberto Bruni Tedeschi e della pianista e attrice Marisa Borini, è anche sorella dell'attrice Valeria Bruni Tedeschi. Nasce a Torino nel 1967 e all’età di 5 anni si trasferisce con la famiglia a Parigi per paura di un rapimento delle Brigate Rosse. Studia presso scuole private in Svizzera, al Conservatorio e più tardi si iscrive alla facoltà di architettura alla Sorbona, che però lascia a 19 anni per diventare una modella a tempo pieno. Alla fine degli anni '80 è una delle modelle più pagate al mondo, arrivando a guadagnare 7,5 milioni di dollari all'anno. Nel 1998 esce dal mondo della moda per dedicarsi ad un'altra sua passione, la musica. Il curriculum amoroso della Bella Carla è pieno di personaggi famosi dello spettacolo (Mick Jagger, Eric Clapton, Kevin Costner, Vincent Perez e con Donald Trump) e della cultura (È stata compagna del filosofo Raphaël Enthoven, con cui ha avuto un figlio, Aurélien). Da alcuni mesi il suo nome compare su tutti i rotocalchi, i programmi rosa e non solo per essere la nuova compagna del Presidente francese Nicolas Sarkozy. Lui di destra, lei fino a poco tempo fa di sinistra. Per i francesi poi sembra essere diventata anche una questione di stato, non a tutti va giù l’idea che Carla sia la nuova first lady francese. Ex modella, ora cantautrice di successo, pare che Carla dalla vita abbia avuto tutto: Bellezza, Intelligenza, Fama, Denaro, Successo. Cosa le mancava ancora? Forse l’amore? O forse, come dicono alcune lingue maligne, il Potere? Il prossimo album di Carla Bruni uscira per l’autunno 2008 e sarà cantato metà in italiano e metà in francese. Ma Carla Bruni già nel suo primo disco come solista, Quelqu'un m'a dit, ha inciso una cover di “Il cielo in una stanza”, una famosissima canzone di Gino Paoli, portata al successo negli anni 60’ da Mina. Forse non tutti sanno che il cantautore genovese dedicò questa canzone a una giovane prostituta. Il testo della canzone infatti dice “quando sei qui con me... questo soffitto viola non esiste più”, e il soffitto viola di cui parla Gino Paoli è proprio quello di una stanza di un bordello. Ed ora ascoltiamo questa canzone cantata con la voce roca e sensuale della bella Carla:


domenica 6 gennaio 2008

L'Epifania tutte le feste si porta via!


Oggi in Italia è la festa della Befana che nell’immaginario collettivo è un mitico personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni ai bambini buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.

L’iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.

Si rifà al suo aspetto la filastrocca (la Befanata) che viene recitata in suo onore:


La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte

col cappello alla romana...

VIVA VIVA LA BEFANA!


Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini. Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.


Ma com'è nata la leggenda della Befana? Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinchè li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

Per i bimbi italiani la Befana rappresenta una specie di bilancio annuale: se arrivano dolcini e piccoli doni vuol dire che ci si è comportati bene, se invece arriva il carbone (ormai normalmente quello dolce!) vuol dire che si è stati monelli. Quindi per i bambini non è un personaggio totalmente rassicurante come i Re Magi spagnoli e ricordiamolo: non porta grandi regali ma solo piccoli doni simbolici.


E se arrivasse la vostra befana, che cosa vi porterebbe? Quella del nostro blog solo dolcetti!


sabato 5 gennaio 2008

I 60 anni della Costituzione Italiana

Enrico De Nicola firma la Costituzione


La Costituzione compie 60 anni. Il 1° gennaio del 1948 entrava in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana, legge fondamentale e fondativa dello Stato Italiano. Secondo un sondaggio dell’istituto Ferrari Nasi & Grisantelli solo l’11 per cento della popolazione ha letto la carta costituzionale e ne ricorda per sommi capi il contenuto.

Ma facciamo un po’ di storia...

Lo Stato italiano nasce, da un punto di vista istituzionale, con la legge del 17 marzo 1861 che attribuisce a Vittorio Emanuele II, «Re di Sardegna», e ai suoi successori, il titolo di «Re d'Italia». È la nascita giuridica di uno Stato italiano (anche se altri Stati hanno già portato tale nome nel passato, dai Goti ai Longobardi per finire al periodo napoleonico). La continuità tra il Regno di Sardegna e quello d'Italia è normalmente sostenuta in base all'estensione dell'applicazione della sua legge fondamentale, lo Statuto albertino concesso da Carlo Alberto di Savoia nel 1848 (esattamente un secolo prima della Costituzione) tutti i territori del regno d'Italia progressivamente annessi al regno sabaudo nel corso delle guerre d'indipendenza. Lo Statuto albertino fu simile alle altre costituzioni rivoluzionarie vigenti nel 1848 e rese l'Italia una monarchia costituzionale, con concessioni di poteri al popolo su base rappresentativa.

Il primo Parlamento dello Stato unitario, in principio del 1861, si compose con un suffragio elettorale ristretto al 2% della popolazione; nel 1882 il diritto di voto fu portato al 7% della popolazione, con riforme nel 1912 e 1918 il diritto fu esteso fino a una forma di suffragio universale maschile.[1]

A causa della mancanza di rigidità dello Statuto, col giungere del fascismo lo Stato fu deviato verso un regime autoritario dove le forme di libertà pubblica fin qui garantite vennero stravolte: le opposizioni vennero bloccate o eliminate, la Camera dei Deputati fu abolita e sostituita dalla «Camera dei fasci e delle corporazioni», il diritto di voto fu cancellato; diritti, come quello di riunione e di libertà di stampa, furono piegati in garanzia dello Stato fascista, mentre il partito unico fascista non funzionò come strumento di partecipazione, ma come strumento di intruppamento della società civile e di mobilitazione politica pilotata dall'alto. Tuttavia lo Statuto albertino, nonostante le modifiche, non fu formalmente abolito.

I rapporti con la Chiesa cattolica vennero rinsaldati tramite i Patti lateranensi, che ristabilirono ampie relazioni politico-diplomatiche tra la Santa Sede e lo Stato italiano.

Nel 1943, verso la fine della seconda guerra mondiale, Benito Mussolini perse il potere, il re Vittorio Emanuele III nominò il maresciallo Pietro Badoglio per presiedere un governo che ripristinò in parte le libertà dello statuto ; iniziò così il cosiddetto «regime transitorio», di cinque anni, che terminò con l'entrata in vigore della nuova Costituzione e le successive elezioni politiche dell'aprile 1948, le prime della storia repubblicana. Ricomparvero quindi i partiti antifascisti costretti alla clandestinità, riuniti nel Comitato di liberazione nazionale , decisi a modificare radicalmente le istituzioni per fondare uno Stato democratico.

Con il progredire e il delinearsi della situazione, con i partiti antifascisti che iniziavano ad entrare nel governo, non fu possibile al re di riproporre uno Statuto albertino eventualmente modificato e la stessa monarchia, giudicata compromessa con il precedente regime, era messa in discussione. La divergenza, in clima ancora bellico, trovò una soluzione temporanea, una «tregua istituzionale», in cui si stabiliva: la necessità di trasferire i poteri del re al figlio (ci fu un proclama del re il 12 aprile 1944), il quale doveva assumere la carica provvisoria di luogotenente del regno, mettendo da parte temporaneamente la questione istituzionale; quindi la convocazione di una Assemblea Costituente incaricata di scrivere una nuova carta costituzionale, eletta a suffragio universale (giugno 1944). Fu poi esteso il diritto di voto alle donne (febbraio 1945) e, ormai raggiunto il silenzio delle armi, fu indetto il referendum per la scelta fra repubblica e monarchia (marzo 1946).

Dopo i sei anni della seconda guerra mondiale e i venti anni della dittatura, il 2 giugno 1946 si svolsero contemporaneamente il referendum istituzionale e l'elezione dell'Assemblea Costituente, con la partecipazione dell'89% degli aventi diritto. Il 54% dei voti fu per lo stato repubblicano, superando di 2 milioni i voti a favore dei monarchici.

Dopo aver adottato la Costituzione il 22 dicembre con 453 voti e 62 contro, la Costituzione entra in vigore il primo gennaio 1948. (Fonte: Wikipedia, testo adattato)