venerdì 30 novembre 2007

DOPO 13 ANNI MIGUEL BOSÉ TORNA IN ITALIA

Anche Miguel Bosé è uno di quei personaggi che hanno fatto parte dei ricordi musicali di italiani e spagnoli. Per questo ci è sembrato simpatico, proporvi quest'intervista nella quale racconta un po' del suo rapporto con il pubblico italiano e il perché del silenzio durato ben 13 anni.
Dov'è l'efebico ballerino-cantante di «Bravi ragazzi» o di «Super Superman»? È a Milano, dove anni fa sua madre, quella Lucia Borlani che era la più bella d'Italia, faceva la commessa in una pasticceria di viale Piave. E dove il 5 dicembre terrà l'unico concerto italiano. A pochi giorni da questo appuntamento i lettori di ViviMilano potranno incontrare Miguel Bosé in un Faccia a Faccia in Sala Buzzati (oggi venerdì 30, ore 18). Ne avranno di cose da domandargli. Bosé non canta in Italia da tredici anni (era amato anche da De Gregori, spesso critico con i colleghi, che una volta, in un incontro a quattr'occhi, gli disse che la sua versione di «Buonanotte fiorellino» era la sua preferita).
La pubblicazione nel nostro Paese dell'album «Papito», che contiene 14 grandi suoi successi riarrangiati e reinterpretati in duetto con grandissimi interpreti internazionali (tra cui Shakira, Ricky Martin, Michael Stipe, Laura Pausini, Juanes, Paulina Rubio e Julieta Venegas) e 2 hit rivisitate in duetto con Mina («Agua y sal») e con Noa («La vida es bella») segna una sorta di riconciliazione fra Miguel Bosé e l'Italia. Un idillio interrottosi bruscamente a metà degli anni '80 quando l'artista decise di cambiare stile passando dal genere «ballereccio» a qualcosa di più impegnato e baritonale.
Ed ecco alcune delle domande dell'intervista con Mario Luzzato Fegiz:

Come andò con «Bandido», l'album della svolta? «Quando lo proposi, il discografico italiano di allora mi disse: se intende buttare una carriera non vogliamo essere al suo fianco. Così lo feci uscire in Spagna, ne comprai 150 copie, le portai in Messico e da li partì un successo straordinario in tutti i paesi dell'America Latina. In Italia non ebbe successo, a dimostrazione che il vostro Paese ama le formule, gli schemi e detesta i cambiamenti. Ne è una dimostrazione Alberto Sordi che si è sempre proposto uguale a se stesso. L'Italia è molto conservatrice. La Spagna e l'America Latina sono diverse. Se un artista insiste nel riproporre se stesso la gente si annoia. È lo stesso pubblico che spinge verso il rinnovamento».

Com'è oggi Bosé dal vivo? «Naturale, spontaneo, secondo me bravo a cantare e a intrattenere. Ma sapete la cosa più buffa? La gente mi dice: come balli bene. In realtà io non ballo più da un pezzo, cammino. Ma si vede che nella mia falcata la gente vede qualcosa di danzereccio. Insomma non ballo, ma dò l'illusione del ballo. Quanto alle canzoni da eseguire durante lo show, mi sono affidato a un sondaggio via internet per conoscere i desideri dei fan».

Un duetto che le piacerebbe, ma che non ha ancora realizzato? «Con Caetano Veloso».
Ha studiato danza con Lindsay Kemp, Martha Graham, Alvin Ailey. Ha recitato con Visconti, Almodòvar... «Sì ma non mi sono mai sentito parte del mondo del cinema. È un posto dove passi la vita ad aspettare che ti chiamino. Impari a fare il mezzo punto, a ricamare cuscini. Per carità, io l'ho fatto con registi straordinari. Ma ti pagano per aspettare, non per recitare. La musica ha tempi veloci, vedi il risultato subito, c'è sempre qualcosa da fare o decidere».

Lei, figlio del torero Luis Miguel Dominguin, non ama la corrida. «È vero, anche se non mi sembra giusto sputare nel piatto dove ho mangiato e dove ancora mangiano molti miei nipoti. Ormai i toreri sono rockstar, guadagnano cifre astronomiche, sono bellissimi e fanno la pubblicità a profumi».

Lei ha sempre difeso le nuove leggi che in Spagna ammettono il matrimonio fra gay. «È vero. È giusto che lo stato si preoccupi di non escludere una parte di onesti cittadini che pagano le tasse. Nessuno è obbligato a contrarre matrimonio gay come nessuno è obbligato ad abortire. Ma la possibilità deve essere data a tutti».

Nella sua infanzia lei ha respirato lusso e cultura, fra attori, scrittori, pittori... «Sono cresciuto in un salotto molto esclusivo: non capita a tutti di giocare sulle ginocchia di Pablo Picasso».

2 commenti:

mariajesus ha detto...

Bello un "faccia a faccia" con Miguel Bosé!! era da un po' che non andavo sul sito di "Vivimilano" (corriere della sera) a vederli!
Speriamo che come fanno al solito, inseriscano il video della chiacchierata con Bosé.
Sapevo del prossimo concerto di Miguel al Datchforum, a quanto pare salirà sul palco anche Laura Pausini, per cantare insime "Te amaré". Due persone che conosco andrano a questo concerto, spero mi raccontino come sarà andato il ritorno di Bosé su un palcoscenico italiano.

mariajesus ha detto...

Ecco il video e le foto del "faccia a faccia" con Miguel Bosé.