martedì 20 novembre 2007

I 30 ANNI DI HEIDI

Nel febbraio del 1978 andava in onda il primo episodio della serie che lanciò verso il successo i cartoni animati giapponesi e Heidi, che ancora va in onda su Italia 1, conquista ora il 20% degli ascolti e nuovi piccoli appassionati.

(foto da Internet)

Elemento fondamentale del successo di questo cartone animato è stata sicuramente la sigla cantata da Elisabetta Viviani, che è diventato uno dei cult dell'epoca.
I monti le sorridevano, le caprette le facevano ciao, la neve bianca sembrava latte di nuvola e tutto apparteneva a lei...
I mai dimenticati yodel che accompagnavano la voce di Elisabetta Viviani sono stati la colonna sonora dei pomeriggi di una generazione. Da quando, quel 7 febbraio del 1978, poco dopo le 17, RaiUno donò al pubblico dei piccini (soprattutto delle piccine) una delle serie di maggiore successo che la televisione ricordi, prima delle Winx, di Candy Candy, Hello Kitty, Lady Oscar: Heidi, cinquantadue episodi tratti da un classico della letteratura per l'infanzia della scrittrice svizzera Johanna Spyri. L'orfanella che diventa montanara, il nonno, il pastorello Peter, Clara e la signorina Rottermayer, le montagne, le valli e i prati in fiore.

La figura della ragazzina nasce dai disegni del maestro dell'animazione Isao Takahata, che si ispirò al personaggio letterario creato dalla Spiry. I paesaggi alpini che fanno da cornice alle avventure di Heidi e della sua compagnia furono invece affidati al talento di un giovane componente dello staff della Toei: si chiamava (e si chiama tuttora) Hayao Miyazaki, dopo qualche anno diventerà uno dei più celebri registi giapponesi, premio Oscar per La città incantata e Leone d'oro a Venezia per la carriera.

Tecnicamente, Heidi (titolo originale Arupusu no shojo Haiji) è un Shojo, cartone animato giapponese per un pubblico specificamente femminile, il primo trasmesso in Italia. Esistono Shojo manga (fumetti per ragazze), Shojo anime (cartoon per ragazze) con i sottogeneri sportivi (Mila e Shiro) e majocco (il filone delle maghette). Al centro c'è un'eroina femminile più o meno romantica, secondo l'evoluzione del gusto e il contesto degli anni.
La storia ormai è nota. Heidi, bambina svizzera del paesino di Mayenfeld, rimasta orfana, all'età di cinque anni viene affidata dalla zia Dete - che ha trovato un lavoro a Francoforte - al nonno che vive, solitario, in una baita di montagna. Durante il cammino che la porterà alla baita del nonno, Heidi conosce il pastorello Peter e fa amicizia con le sue caprette, poi conosce il nonno, taciturno e scontroso, che però ben presto cederà alla tenerezza della nipotina. Le notti trascorse a guardare il cielo stellato dal suo letto di paglia, con accanto Nebbia, un gigantesco San Bernardo. Una vita idilliaca. Rovinata, però, dalla zia Dete, che la porta via dal nonno per mandarla a studiare a Francoforte e fare la dama di compagnia a Clara, ricca bambina paralitica che diventerà la sua migliore amica. Oltre alle tristezze della vita di città, Heidi dovrà fare i conti con la signorina Rottenmayer, severissima istitutrice. Ma la generosità e il carattere gioioso di Heidi faranno il miracolo: Clara, giunta nel paesino di montagna della sua amichetta, riuscirà a vincere la malattia e tornerà a camminare.

(testo parziale da La Repubblica)


E ora gustatevi la sigla in italiano... vi strapperà almeno un sorriso!

4 commenti:

mariajesus ha detto...

Da piccola mi guardavo tutti questi cartoni animati giapponesi!!
Da Heidi, Marco, Mila e Shiro (Julia y Sergio)... a Kiss me Licia, che se non sbaglio, qui non ha avuto molto successo, ma invece in Italia hanno fatto anche il telefilm.

mariajesus ha detto...

scusate: "Mila e Shiro" sarebbero i nostri "Juana y Sergio", ho scambiato Juana con Julia, quell'altra che giocava anche a pallavolo nei cartoni animati: "La panda de Julia".

denis zamaro ha detto...

Forse non tutti sanno che il nome di "Heidi" in italiano si pronuncia "Aidi", quindi seguendo la pronuncia tedesca ma senza l'acca aspirata. Del resto anche "Hollywood" foneticamente diventa "Ollivuud".

Waddle ha detto...

Era uno dei due cartoni più in voga in quegli anni. L'altro, dedicato invece a noi maschietti era Atlas Ufo Robot. Altro cartone, come Heidi, per il quale buona parte del successo è attribuibile alla sigla.