lunedì 3 novembre 2008

LE MANIFESTAZIONI CONTRO LA RIFORMA SCOLASTICA

Si sono succedute in questi ultimi giorni in Italia una serie di manifestazioni contro la riforma della scuola introdotta dal Ministro Mariastella Gelmini e che è già stata trasformata in decreto legge.



Tali proteste sono sfociate, come dicevamo, in moltitudinarie manifestazioni in tutte le città italiane e soprattutto a Roma dove sono avvenuti scontri piuttosto gravi con assalti fascisti a ragazzini che manifestavano insieme ai loro insegnanti.Il tutto ha aumentato un clima già incandescente.

Ma vediamo allora alcuni dei punti della riforma tanto contestata.
Secondo la maggior parte degli insegnanti e degli studenti, la legge potrebbe produrre effetti disastrosi. La riforma tocca innanzitutto la scuola elementare: l'unica che funzioni veramente bene in Italia, è infatti al quinto posto nelle classifiche internazionali per i buoni risultati dei suoi alunni. E quindi perché cambiarla ci si chiede?

Tra i tagli c'è anche la chiusura di tantissime scuole con pochi alunni, nonostante queste determinino un servizio pubblico fondamentale che permette ad alcuni comuni di non spopolarsi.

In molti centri è poi diffusissimo il modello di scuola a tempo pieno, anche quello in pericolo. Il tempo pieno ha un orario di 40 ore settimanali e una dotazione base di due docenti per classe (ai quali si può aggiungere anche un docente di lingua straniera, uno di religione e uno di sostegno). Al tempo pieno si possono fare tante attività in più di gioco, di ricerca, di indagini, di attività di gruppo. Ben diverso è il tempo della scuola del mattino (quello delle 24 ore tradizionali) dedicato alla trasmissione delle conoscenze, a cui si può aggiungere il doposcuola per quelli che non hanno capito la lezione del mattino, con insegnanti diversi, pagati dal comune. Una scuola povera che dà poco e divide socialmente.
Tutte le altre scuole elementari (e cioè il 76% di quelle italiane) funzionano invece a "moduli": anche questo modello supera il maestro unico "tuttologo" (che la riforma vuole invece reintrodurre) e impiega tre docenti a cui si possono aggiungere i docenti specialisti. L'orario è di 30 ore settimanali. Le discipline sono accorpate per ambiti disciplinari, quello linguistico, quello matematico-scientifico, ecc.
A fronte di tutto questo, la riforma obbliga al maestro unico e all'orario di 24 ore settimanali, che non solo scarica un problema sociale sulle famiglie, ma impoverisce la scuola. Fra l’altro non garantisce in tutte le classi l’insegnamento della lingua straniera, mentre non mette in discussione l’ora di religione che, nonostante non sia obbligatoria, continua ad essere garantita nell’orario obbligatorio.

La riforma del ministro Gelmini, vuole cancellare 90.000 posti di lavoro nella scuola ritenendo invece che la pluralità dei docenti, le compresenze e l’orario di funzionamento lungo, siano uno spreco e un decadimento della qualità.

Ma le "perle" della Gelmini non si fermano -ovviamente- alla scuola elementare e tra quelle che riguardano la scuola in generale ci sono:

Tagli per 8 miliardi di euro in tre anni, riduzione del personale docente e non, voto in condotta, conferma degli esami di riparazione, buoni scuola per le private e «una scuola sempre più simile a una azienda».

Di certo non mancano i motivi per manifestare...




3 commenti:

Anonimo ha detto...

Cosa vuole fare questa bella ministra dell`istruzione? Credo sia chiaro: levare i soldi alla scuola pubblica per darli alle private.
Senza scuola pubblica non esiste più il paese, e non esiste più la democrazia. Mi sembra troppo povera Italia... Non ci siamo...
Asun

mariajesus ha detto...

Dopo la Carfagna alle Pari Opportunità e le sue dichiarazioni prima, secondo me tutto contrarie al ministerio di cui si occupa... ci arriva ora la Gelmini alla Pubblica Istruzione con questa legge di tagli abusivi che, diciamo la verità, di "Pubblica" sembra abbia ben poco.

P.S.: Divertente messaggio, quanto pieno di ragione, di Luciana Littizzetto alla ministro
http://it.youtube.com/watch?v=NR_Uz4o8Bmg

Anonimo ha detto...

gli studenti italiani stanno manifestando ancora con troppi sorrisi per essere credibili.
Gli scontenti per il momento sono i professori a cui sono diretti i tagli.
Una riforma alla scuola italiana è indispensabile soprattutto perchè ci sono troppi sprechi e la selezione del personale è inadeguata; che questa riforma che io ritengo indispensabile sia poi ben tradotta nel progetto Gelmini ho dei dubbi...
I tagli vanno fatti partendo dai politici che stanno occupando troppi spazi e risorse pubbliche. Poi si è anche molto più credibili se i politici così ridimensionati cominciano a tagliare anche in altri settori.
anonimo