lunedì 24 novembre 2008

GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

In Italia, negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte. Eccola la realtà: in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale. Le vittime - soprattutto tra i 25 e i 40 anni - sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà.
Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Ogni giorno, da Bolzano a Catania, sette donne sono prese a botte, oppure sono oggetto di ingiurie o subiscono abusi. Il 22 per cento in più rispetto all'anno scorso.
Il pericolo per le donne è la strada, la notte, ma lo è molto di più, la normalità. Le statistiche infatti, ci rimandano a una verità molto più brutale: che la violenza sta in casa, nella coppia, nella famiglia.

L'indagine Istat del 2006, denuncia che il 62 per cento delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta, che diventa il 68,3 per cento nei casi di violenza sessuale, e il 69,7 per cento per lo stupro.
In Italia, l'indagine Istat ha contato 2 milioni e 77mila casi di comportamenti persecutori, "stalking" come viene chiamato dal termine inglese, uno sfinimento quotidiano che finisce per corrodere resistenza, difesa, voglia di vivere. Spesso purtroppo si comincia con lo stalking e si finisce con un omicidio.
Un altro dato angoscioso: come intrappolate nel loro dolore, il 96% delle donne non denuncia la violenza subita, forse per paura.
Da parte delle associazioni si rivendica ora una legge che snidi la cultura che produce la violenza, si suggerisce una legge come quella spagnola. Ecco il salto culturale. Si chiede che anche in Italia il tema della violenza sia assunto al primo punto nell'agenda politica dei governi, un inizio potrebbe essere un sistema di controllo della pubblicità e dei media, cattivi maestri nel perpetuare stereotipi che impongono sulle donne il modello "fedele e sexy".

(Testo adattato da La Repubblica. Foto dal web)

1 commento:

mariajesus ha detto...

percentuali e numeri da brivido!