mercoledì 23 maggio 2007

L'Italia ricorda Falcone


Sono mille e trecento. Sono giovani siciliani e di ogni parte d'Italia. Sono arrivati con la Nave della legalità, partita ieri da Civitavecchia, per la mostrare il loro appoggio alla manifestazione organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone in occasione del quindicesimo anniversario della strage di Capaci dove persero la vita il giudice Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco di Cillo, Antonio Montinari.
Sugli striscioni dei ragazzi ci sono scritte che testimoniano la voglia di ricordare. "C'è bisogno di memoria, c'è bisogno di pensare, c'è bisogno di coraggio, c'è bisogno di sognare".
La nave è partita ieri da Civitavecchia. "Ci sono - ha detto il procuratore Grasso - segnali di speranza in questi ragazzi, nei movimenti antimafia che formano una rete virtuosa in tutta Italia. La speranza che possano cambiare la nostra Italia". Ma i giovani si stanno muovendo in nome della memoria anche verso Corleone. Un altro corteo formato da studenti e docenti, accompagnati dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo e da Manfredi Borsellino, sta andando verso Corleone sui luoghi dell'arresto di Bernardo Provenzano.
La sorella del magistrato a ha voluto ricordare che "ci sono tanti indizi che portano alla pista dei cosiddetti mandanti occulti. L'Italia aspetta sempre di sapere quali furono i gruppi di affari che ebbero una convergenza di interessi con Cosa nostra nelle stragi del '92."
Alle 17,58, il momento della strage, si osserverà il silenzio e il raccoglimento in memoria delle vittime. La giornata si concluderà alle 21, a piazza Politeama, con il concerto gratuito, "Mille note contro la mafia" al quale parteciparenno tra gli altri Carmen Consoli e Daniele Silvestri.
(Foto e testo adattato da La Repubblica del 23 maggio 2007)

Vi lasciamo con le immagini del bellissimo film "I CENTO PASSI" e la canzone "PENSA" di Fabrizio Moro.




4 commenti:

salpetti ha detto...

“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”.
Questa è una frase di Giovanni Falcone. Secondo me è stato lasciato solo dalle istituzioni, anche per questo è morto. Probabilmente la mafia nell’uccidere Falcone aveva dei complici più o meno consapevoli…

salpetti.wordpress.com

mariajesus ha detto...

Bell'omaggio che serve a dimostrare che ci sono persone che non dimenticano e che proseguono le idee, il coraggio e le speranze di uomini come Falcone, uccissi o inseguiti dalla mafia...

Che dire di "I cento passi"??... mi piacciono molto i film di Marco Tullio Giordana, e Lo Cascio è davvero bravo, dieri soprattutto in questo film...
E poi, "Pensa", da quando l'ho sentita speravo che vicesse San Remo...

Giò ha detto...

Se volete potete ascoltare questa interessante intervista al giudice Ayala, collega e amico di Giovanni Falcone. Ayala parla della Sicilia, della Mafia e degli intrecci con la politica...:

http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?idCanale=Italia&filtro=Tutti&pagina=1&passo=5&uuid=961498d6-0909-11dc-94b8-0003ba99c53b&navName=1

María ha detto...

oggi siamo tanti ad essere troppo comodi e non lottiamo più per i grandi problemi,non usciamo per manifestarci,ci preocupiamo da noi e lasciamo stare tutto.Questi eventi sono propio importanti,sono un esempio da seguire¡