martedì 29 maggio 2007

UN'ALTRA TABARCA


La Sardegna, oltre ad essere dopo la Sicilia, la seconda isola più grande del Mediterraneo, è anche un'isola di isole: isole di terra e isole linguistiche.
Alcune di queste altre isole sono più grandi e "famose" come La Maddalena (parco naturale e sede militare statunitense) o Caprera (l’ultima residenza di Garibaldi); altre più piccole come Santo Stefano (altra base militare) o Tavolara (il più piccolo regno del mondo con un ottimo festival estivo del cinema); senza dimenticare l’Asinara (ora parco naturale ma fino a qualche anno fa, paradiso-prigione per super mafiosi) e le due isole del sud: Sant'Antioco e San Pietro.
E proprio in quest’ultima "isola nell’isola" troviamo l’ennesima sorpresa: per le sue stradine si parla l’antico dialetto di Pegli (Genova). Per questo
Fabrizio De André volle sentirlo e conoscere l’isola di persona quando si apprestava a scrivere Creuza de Mä, storia di mare e di Liguria.
La storia di quest’isoletta è davvero peculiare: gli abitanti sono, per l’appunto, originari di Pegli in Liguria e vennero spediti sull’isola tunisina di
Tabarka per essere poi nel 738 trasferiti da re Carlo Emanuele III sull’isola di San Pietro dove fondarono Carloforte (cioè: "forte di Carlo" proprio in onore al re). L'obiettivo era ripopolare l'isola, circondata da ricchi banchi di corallo e posto ideale per la pesca del tonno (già sperimentata ai tempi dei Fenici), alla quale ben presto si dedicaronono, dando vita a una delle tonnare più importanti del Mediterraneo.

La storia davvero singolare di Carloforte vive in particolare nella sua gastronomia che passa dalla "capunadda" preparata utilizzando le parti magre del tonno tagliate a strisce, a piatti della tradizione ligure come le trofie al pesto o la panissa, preparata con farina di ceci e acqua, cotta come polenta oppure fritta, raffreddata e tagliata a rombi. Ma si possono anche gustare piatti tradizionali come il cascà, ovvero il cus-cus alla carlofortina.


A Carloforte si mantengono vive le tradizioni anche nella pesca del tonno, che ancora oggi si fa secondo una tecnica di origine araba denominata "di corsa" e che consiste in una serie di reti comunicanti ancorate al fondo.
Da cinque anni in qua, la storia e le tradizioni di Carloforte rivivono anche in una manifestazone che attrae decine di migliaia di persone:
Il Girotonno. Chef provenienti da mezzo mondo si sfidano con ricette a base di tonno.
Cliccando qui potrete assistere alla dimostrazione dello chef Enrico Bazzoni che prepara gli spaghetti alla
bottarga (che potete trovare anche al Mercat Central): una ricetta semplice ma gustosissima. Guardate il video e provate a prepararla a casa. BUON APPETITO e attenti ai trucchi!


Guarda la videoricetta


Un'ultima cosa: la città di Carloforte è gemellata con Alicante e alcuni tabarchini andarono a fondare la nuova Tabarca, isoletta bellissima, proprio sulle coste alicantine... coincidenze!

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