giovedì 28 febbraio 2008

I film italiani da salvare

Sono ormai monumenti dell'arte, patrimonio di spettacolo e di costume, tesori del nostro Novecento. Parliamo di cinema. E questa è già una bella novità: perché per la prima volta i film italiani vengono visti come un vero e proprio tesoro. Qualcosa da proteggere, da conservare, da far vedere ai giovani. Una commissione di esperti ne ha selezionati cento. O meglio, 101. In un arco temporale che va dal 1942 al 1978. Dall'alba del neorealismo agli anni di piombo.

Guardando ai registi, su tutti prevale Federico Fellini. Con sette opere: Lo sceicco bianco (1952), I Vitelloni ('53), La strada ('54), Le notti di Cabiria ('57), La dolce vita ('60), Otto e mezzo ('63), Amarcord ('74). Più un ottavo film: Luci del varietà, diretto nel 1950 a quattro mani con Alberto Lattuada (presente in classifica anche con Mafioso e La spiaggia).



Al secondo posto, dietro Fellini, troviamo Luchino Visconti, con sei citazioni: Ossessione (1943), La terra trema ('48), Bellissima ('51), Senso ('54), Rocco e i suoi fratelli ('60), Il Gattopardo ('63).

Dopo di lui, l'indimenticabile Vittorio De Sica, con Sciuscià (1946), Ladri di biciclette ('48), Miracolo a Milano ('51), Umberto D ('52) e L'oro di Napoli ('54).

A pari merito, sempre con cinque film, Francesco Rosi, che piazza in classifica I magliari (1959), Salvatore Giuliano ('62), Le mani sulla città ('63), Il caso Mattei ('72) e Cadaveri eccellenti ('76).

Ma è ovviamente presente anche la grande stagione della commedia all'italiana. E infatti, ex aequo con Rosi e De Sica, troviamo il grande Mario Monicelli, con i suoi Guardie e ladri (1951), Un eroe dei nostri tempi ('55), I soliti ignoti ('58), La grande guerra ('59) e Un borghese piccolo piccolo ('77).
Dietro di lui, ci sono invece un grande maestro del neorealismo come Roberto Rossellini (con Roma città aperta, Paisà, Stromboli ed Europa 51) e un altro mito della commedia, Dino Risi (Poveri ma belli, Una vita difficile, Il sorpasso, I mostri).
Ma il cinema non è fatto solo di autori. E' fatto anche di volti. Indimenticabili volti d'attore, interpreti straordinari, come: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Totò.



E poi ci sono i volti femminili. Bellissimi, intensi. La Silvana Mangano di Riso Amaro,


l'Anna Magnani di Roma città aperta,

la Gina Lollobrigida di Pane amore e fantasia,


la Sophia Loren di Una giornata particolare e di altre interpretazioni.


In questo contesto, però, una citazione particolare la merita Stefania Sandrelli, presente con ben cinque film: Divorzio all'italiana (Pietro Germi, 1961); Io la conoscevo bene (Ettore Pietrangeli, '65); Il Conformista (Bernardo Bertolucci, '70); Novecento (ancora Bertolucci, '76); C'eravamo tanto amati (Ettore Scola, '74).
E infatti la diva è stata presente, alla Casa del cinema, alla presentazione ufficiale dei cento film che sono stati selezionati da una commissione di esperti. Lo scopo del loro lavoro è "Selezionare cento film da custodire, restaurare, proteggere. Come si fa con i beni culturali".
Certo, come in ogni classifica che si rispetti, il gioco di chi non appare, un po' inspiegabilmente, è inevitabile; tra i grandi esclusi La ciociara di De Sica; o Ecce Bombo di Moretti; o Ultimo tango a Parigi di Bertolucci, forse non preso in considerazione per il cast e le ambientazioni internazionali.
Ma il bello delle graduatorie è anche questo.
(Foto da Internet, testo adattato da La Repubblica)
Tra questa classifica ci sono i vostri film italiani preferiti? Ditecelo in un commento!

Nel frattempo vi potete gustare questo video che abbiamo trovato su internet. Complimenti al suo creatore!A proposito: li riconoscete tutti?






1 commento:

mariajesus ha detto...

Quanti film ne devo ancora vedere!!
Oltre a quelli già nominati, film italiani dal 1942 al 1978 che mi siano piaciuti, aggiungerei ad esempio: "Germania anno zero" (1947) di Rossellini, "L'avventura" (1960) di Antonioni, "Accattone" (1961) di Pasolini, "Amici miei" (1975) di Monicelli...