lunedì 14 gennaio 2008

IL NO DELLA SAPIENZA A RATZINGER

Fronte anti-Ratzinger alla Sapienza: "E' reazionario e nemico di Galileo"
Il Papa sarà in visita all'Università per l'inaugurazione dell'anno accademico. Ma i fisici contestano una frase che avrebbe pronunciato nel 1990 a Parma: "Il processo della Chiesa allo scienziato fu ragionevole e giusto"




"Benedetto XVI non deve entrare all'Università La Sapienza". Il vade retro, riferisce 'La Repubblica', "viene da un nutrito gruppo di docenti e studenti (leggi l'appello) di uno degli atenei più antichi d'Europa e apre un nuovo fronte laici-cattolici". "Il rischio - sottolinea il quotidiano - è che giovedì prossimo, quando è in programma un discorso del Papa, terzo pontefice in visita all'ateneo, vada in scena una clamorosa contestazione, un sit-in antipapalino all'ombra delle Minerva".


"La parola d'ordine - riferisce ancora il giornale - è: 'Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perchè è troppo reazionario". "L'alzata di scudi laica - prosegue - era stata preannunciata giovedì da una lettera ai vertici dell'università che hanno invitato, il 17 gennaio, papa Ratzinger ad inaugurare l'anno accademico 2007-08, il 7050 dalla fondazione. Sessantasette docenti, tra cui tutti i più noti fisici dell'ateneo, hanno firmato un appello (pubblicato su Repubblica) perchè 'quell'invito sconcertante', così lo hanno definito, venga revocato".

"Il messaggio anti Ratzinger - continua il quotidiano - è stato spedito direttamente al rettore Renato Guarini: 'Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un'intollerabile affermazione di Feyerabend: 'Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto'".

La frase, continua il quotidiano, "ha fatto sobbalzare il gruppo di scienziati che ora fa la fronda alla visita di Benedetto XVI". E che si dicono "indignati in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze. Quelle parole ci offendono e ci umiliano. E in nome della laicità della scienza auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".

La risposta del rettore Guarini? Un invito alla tolleranza e nessuna marcia indietro. "Al di là delle divergenze di opinioni - dice - bisogna accogliere Benedetto XVI come un uomo di grande cultura e di profondo pensiero filosofico, come messaggero di pace e di quei valori etici che tutti condividiamo".

Così la cerimonia "è stata confermata, e - riferisce ancora il giornale - sarà divisa in due parti: la lectio magistralis tenuta da Mario Caravale, docente di storia del diritto, che parlerà della pena di morte, poi gli interventi del ministro dell'Università Fabio Mussi e del sindaco di Roma Walter Veltroni. Poi il discorso di Benedetto XVI. Alla fine, tutti in cappella».

Ma la vigilia potrebbe diventare "pesante". Dopo i professori anche gli studenti promettono che non resteranno a guardare. "Annunciano - dice il giornale - che faranno un sit-in contro 'l'oscurantismo' di Benedetto XVI, terzo papa in visita alla Sapienza dopo Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 1991". "Non capiamo per quale motivo il Papa debba prendere parte alla cerimonia" sottolinea Michele Iannuzzi della Rete per l'Autoformazione. E centinaia di studenti delle università romane già fanno sapere che nei prossimi giorni si daranno appuntamento sotto la statua della Minerva, simbolo del sapere e della conoscenza. Già mercoledì organizzeranno cortei, campagne di comunicazione e daranno vita a 'gesti eclatanti' per coinvolgere il maggior numero di studenti in quella che vuole essere "una vera e propria lotta contro l'ingerenza del pontefice nelle istituzioni italiane".

Clima di mobilitazione anche tra i docenti. Andrea Frova, docente di Fisica generale, riporta il quotidiano, è tra coloro che hanno partecipato alla stesura della lettera: "L'invito - dice Frova - è una scelta inopportuna e vergognosa e non è sufficiente che il Papa non tenga più la lectio magistralis, come avevano deciso all'inizio. È solo un maquillage fatto anche piuttosto male. Si tratta di un capo di stato straniero ed inoltre il capo della Chiesa cattolica. E noi che abbiamo dedicato tutta la vita alla scienza non ci sentiamo di ascoltare, a casa nostra, una voce autorevole che condanna di nuovo Galileo".

Un altro dei firmatari più attivi è Carlo Cosmelli, docente di Fisica: "Le accuse anti-scienza che il Papa ha lanciato da cardinale le ha ribadite anche nella sua ultima enciclica. Lui è convinto che, quando la verità scientifica entra in contrasto con la verità rivelata, la prima deve fermarsi.
Una cosa del genere in una comunità scientifica non può essere accettata".

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Penso che è la chiesa i questo Papa chi dobrevere essere tollerante e non gli altri...mi sembra che loro ( non tutti ma molta chiesa cattolica), in molti sensi sono ancora in tempi di Galileo

denis zamaro ha detto...

Non è l'unica c-z---a sparata da Ratzinger!!!!

Anna ha detto...

bravi bravi bravi gli studenti!! non ne posso più di sentire che l'Italia è indietro in tante cose "perché abbiamo la chiesa in casa"!!

Sarebbe ora di diventare veramente laici!

mariajesus ha detto...

e mi sa che ne dovremo sentire ancora tante!!!