giovedì 23 ottobre 2008

VIENI A BALLARE IN PUGLIA

LA BIOGRAFIA: (secondo la sua scheda sul sito Caparezza.com) Michele Salvemini, in arte Caparezza nasce a Molfetta, in Puglia, nel 1973. Dopo gli inizi pieni "di frustrazione di non poter diventare il musicista più noto della sua città perché Molfetta aveva dato i natali al maestro Riccardo Muti, nonché allo storico Gaetano Salvemini.
La sua vita artistica si divide in due tronconi: “quando aveva i capelli corti” e “quando aveva i capelli lunghi”.
E infatti è solo da quando ha “i capelli lunghi” che ha pubblicato ben 4 dischi e chissà quanti altri ancora(!).
Egli è diventato noto in Italia per aver composto “Fuori dal Tunnel”, (il tormentone del 2004), che è stata composta come una feroce critica ad una comunità devota al divertimento che la adottò come inno trovandola, appunto.... divertente.
Evidentemente, cose come queste a Riccardo Muti non sono mai accadute.
Nel 2008 pubblicò il libro “Saghe Mentali” che divenne un caso letterario e il disco “Le dimensioni del mio Caos” che fu primo in classifica per ben 5 mesi.



E proprio da quest'ultimo album è tratto il singolo "Vieni a ballare in Puglia" nel quale, al ritmo della taranta e accompagnato da Al Bano (ebbene sì... proprio lui!), si lancia in una feroce critica contro lo sfruttamento del lavoro nero e degli immigrati, contro il traffico di droga e la disperata solitudine dei disoccupati o di quelli costretti a suicidarsi andando in fabbrica a morire avvelenati dall'inquinamento. Ne ha un po' per tutti. Il testo e il video sono accattivanti, ma vi invitiamo a leggere con attenzione anche il testo.






Vieni a ballare in Puglia

I delfini vanno a ballare sulle spiagge.
Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu dove vai a ballare?

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perchè può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehy turista so che tu resti in questo posto italico. Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA.
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona. C'è chi ha fumato i veleni dell'ENI*, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano*, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese.
Dove quei furbi che fanno le imprese, no non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.
E' vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica.
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati.
Mortificati, non ti rovineremo la gita. Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te.

Ovviamente e -come abbiamo potuto constatare in classe- la Puglia non è solo questo e la canzone vuole essere un grido di protesta proprio per salvaguardare una regione molto bella.



(Le immagini sono dal web)

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