venerdì 5 ottobre 2007

Mamma mia, che mammoni!

ROMA - Il libro parte da un un quesito: chi si arrenderà prima, l'uomo o la mamma? Interrogativo che risuona proprio nel momento in cui il ministro dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa lancia il suo j'accuse contro i "bamboccioni", ovvero i giovani che non si muovono da casa. Quelli comodamente, a dire del ministro, piazzati tra le mure domestiche e accuditi da mamme amorevoli mentre veleggiano verso i trenta o i quaranta. E nel pieno della polemica ecco spuntare il libro di Fabrizio Blini che il fenomeno del mammismo lo sviscera fin dentro le pieghe più profonde.

Il titolo è "Mamma mia" (Baldini e Castoldi. 240 pagine. 15 euro) e suona come qualcosa tra un grido d'allarme e una tenera invocazione. Blini, 42 anni, ("non vivo con mia mamma" precisa) lo spiega così: "Un mammone fa sorridere, una generazione di mammoni deve far piangere. In Italia, il mammismo è una malattia che si avvia alla pandemia". Tema delicato quello della mamma in Italia. Icona intoccabile, terreno minato, figura sacra e inviolabile. Fare un libro che, seppur garbatamente, ne mette a nudo i difetti può non essere facile. Blini, però, ci ha provato, mettendo uno dopo l'altro comportamenti e figure tipiche della mamme e dei mammoni.
(tratto da repubblica.it)

5 commenti:

lucas ha detto...

non so se sono più mammoni gli itliani o gli spagnoli...

mariajesus ha detto...

me lo chiedo anch'io...

María ha detto...

"bamboccioni" o no,certamente non ha pensato prima di parlare questo ministro...come fa a dire queste cose in questo modo essendo il primo a sapere quanto guadagna un giovane al mese o quanto costa un affitto?

mariajesus ha detto...

Quando ho letto questo post, all'inizio, ho pensato anch'io lo stesso. Poi ho letto su alcuni forum dove, prima che uscisse il libro, si facevano delle diverse ipotesi che mi hanno messo il dubbio:
questo ministro parla dei giovani che non se ne vanno di casa perché lo stipendio non glielo permette (e in quel caso, io non li considererei "mammoni" o "bamboccioni") o parla di quelli che non se ne vanno di casa per la comodità di avere tutto senza dare una mano e inoltre, c'è la mamma che fa tutto e li coccola?
secondo me sono cose diverse e credo che tutt'e due le cose esistano.
Ancora non so su cosa parla esattamente e, al momento non l'ho voluto cercare sul web, perché ho comprato il libro poco fa e lo vorrei scoprire mentre leggo il libro.
Spero che se si usano quei termini, sia perché si parli della seconda ipotesi, ma vediamo...

María ha detto...

ciaoooo mariajesus,
anch'io penso che ci siano questi due casi ed anche altre ragioni perché i giovani non se ne vadano di casa,non so,anch'io spero che questo ministro faccia allusione soltanto alla seconda ipotesi quando usa quei termini ma poi se questi aiuti economici sono per tutti,a me è sembrato che nel articolo sembrava che per lui i giovani che restano a casa non lo fanno per i soldi anche se certamente i media mostrano quello che vogliono ed allora non so...ma credo che una cosa certa è che per far arrivare un messaggio positivo bisogna utilizzare le parole giuste e se lui vuole che i bamboccioni non lo siano più sembra di non sapere dirlo bene...sempre secondo questo articolo...