martedì 23 aprile 2013

Un consiglio di lettura per la Giornata del Libro

Copertina del libro

Oggi, 23 aprile, si festeggia in Spagna la Giornata del Libro. In concomitanza con tale celebrazione, pubblichiamo un articolo del nostro alunno e collaboratore Joaquim Campos, che ci consiglia il libro "Il libraio di Selinunte", scritto dal noto cantautore italiano Roberto Vecchioni.



Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni è l'autore de "Il libraio di Selinunte", un libro che affronta il tema della comprensione di ciò che le parole possono trasmetterci. Il racconto è tratto da una canzone dell'autore, intitolata come lo stesso libro. Ci racconta una favola che parla al cuore ed al cervello.

L'ambientazione è Selinunte, un piccolo paese siciliano incastrato fra l'azzurro del mare ed il blu del cielo,con tantissime rovine greche.

Un giorno a Selinunte, giunge un ometto piccolo e brutto. Quest'ometto fa il libraio, ma non è un libraio qualunque: è un libraio speciale. Non vende libri, li legge, ma nessuno andrà alle letture serali che fa alle 9. Nessuno, tranne Nicolino.
Nicolino, un ragazzo sognatore,è l'unico che, ogni sera, si reca nella bottega del libraio ad ascoltare le sue letture. Selinunte è abitata da gente semplice che non ha tempo da perdere ascoltando le parole di un libraio che non vende libri ma li legge. Gli abitanti di Selinunte, mossi dall'odio e dall'invidia, bruciarono la libreria e si accorsero con terrore che, insieme alle parole, sparivano anche le cose che queste nominavano. 

Misteriosamente migliaia di libri volano verso la piazza, dove un uomo comincia a suonare il flauto, e i libri lo seguono fino al mare, e si tuffano in acqua, dove vengono inghiottiti dalle onde. Quando tutti i libri se ne sono andati, gli abitanti di Selinunte perdono le parole.

Selinunte è un po' l'emblema di quella che è diventata la nostra quotidianità, fatta di parole accorciate, abbreviate, per risparmiare tempo, di simboli che rappresentano parole, di sms al posto di frasi. Abbiamo dimenticato i sinonimi, non sappiamo utilizzare molte parole. Il linguaggio è diventato quello dei simboli e dei cenni.

Secondo me, il libraio rappresenta la cultura e l'istruzione, è un valore che non si conosce e che vuole essere ascoltato. Ci fa capire l'importanza del parlare e del sapere.
Sebbene il libro abbia una svolta surrealistica,in realtà è un racconto attualissimo.
Ribadisco che la morale della fiaba raccontataci da Vecchioni riflette l'involuzione culturale che si sta cominciando a proiettare sulla nostra società.
Forse dovremmo ritornare un po' sui nostri passi, capire ciò che abbiamo perduto in tanti anni di cominicazione multimediale, per via della povertà linguistica e sentimentale del nostro tempo.

Il linguaggio è come una pianta, se non si annaffia deperisce.
Sono i genitori a dover abituare i figli a maneggiare i libri. Questo comporta l'abituarsi a leggere la favola preferita prima di andare a letto. Tutti questi stimoli che il giovane cervello riceve e, in base a essi, si orienterà più avanti.
Senza parole non ci sono libri, senza libri non c'è cultura.

Questo libro vuole ricordare a noi tutti l'importanza della cultura, dei libri, delle parole e come potrebbe diventare la nostra società se tutto il sapere contenuto nei libri andasse perduto.

Vi svegliate un giorno e non avete più parole per dire "giorno". Scendete in strada e non avete più parole per dire " strada".


Informazioni sull'autore

Roberto Vecchioni è nato a Carate Brianza, il 25 giugno 1943, da genitori napoletani. Si è laureato nel 1968 in lettere antiche presso l'Università Cattolica di Milano. Ha fatto l'insegnante presso l'Università di Torino. Sposato con la scrittice Daria Colombo, Roberto Vecchioni è uno dei padri storici della canzone d'autore in Italia. Ha inciso molti dischi. Comincia negli anni '60 a scrivere canzoni per noti artisti, come Iva Zanicchi, Ornella Vanoni, Gigliola Cinquetti, Mina. Negli anni '70 inizia la sua carriera di cantautore partecipando anche al festival di Sanremo. Oltre a cantautore ed insegnante, Vecchioni è anche autore di libri di racconti e poesie. Ha pubblicato diversi libri, come "Viaggio del tempo immobile", " Le parole non le portano le cicogne", " Parole e canzoni", " Diario di un gatto con gli stivali", " Il libraio di Selinunte".

JOAQUIM CAMPOS

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Me ha gustado el artículo.

Giò ha detto...

Joaquín, è difficile scegliere l'articolo più bello tra quelli che hai scritto, ma a me questo è piaciuto in modo particolare. Complimenti!

Anonimo ha detto...

Susana Gómez 1º Básico A
Mi piace molto leggere e anche i miei figli. A casa mia ci sono molti libri. Ma come non puoi mettere più ho comprato un ebook per potere godere di questa passione.

Agnese ha detto...

Susana, bravissima! Sono contenta tu abbia provato a scrivere in italiano! Continua così. È un bene che anche ai tuoi figli piace leggere. Di sicuro sul tuo ebook poco a poco ci saranno sempre più libri in italiano!

nally nally ha detto...

Grazie a Joaquím che in un giorno tanto speciale ci ricorda un libro altrettanto speciale. E un mio ringraziamento particolare va a chi mi ha prestato il libro e mi ha permesso di conoscere questa bella storia. A proposito: il signor Vecchioni ha lavorato molto di fantasia, è vero. Però la possibilità di perdere il nostro bagaglio culturale e linguistico oggi va considerato come un problema reale, purtroppo. Quindi viva i libri e chi li legge!

Anonimo ha detto...

Mi è piaciuto molto el libro, che l'ho letto dopo aver letto il tu articolo. complimenti
Pepe

Anonimo ha detto...

MI É PIACIUTO TANTISSIMO IL TUO ARTICOLO.UN LIBRO É COME UN UCCELLO IN VOLO.
Carmen Cano

"

Anonimo ha detto...

Le parole sono fatte per usarle, altrimenti le dimentichiamo.Ottimo lavoro.
Rosario Garcia

Anonimo ha detto...

Dobbiamo usare le parole per non dimenticarle.L'articolo ti fa pensare per oggi il linguaggio si sta impoverendo, Grazie per il tuo articolo
COSME CUENCA

Amparo Navalón Montero ha detto...

Si tratta di un bel libro. Ciò dimostra l'importanza delle parole.