sabato 10 novembre 2012

L'architettura (non) è un mestiere da uomini




"L'architettura è un mestiere da uomini ma ho sempre fatto finta di nulla". Questo amava ripetere Gae Aulenti, architetto e designer italiana, quando le veniva chiesto di parlare del suo lavoro. Nata nel 1927 in Friuli, Gaetana (questo è il suo vero nome), si è spenta pochi giorni fa a Milano lasciando in eredità un gran numero di opere, molte delle quali famose in tutto il mondo e considerate veri capolavori.
I suoi esordi risalgono agli anni Cinquanta, quando in Italia l'architettura era un'arte riservata quasi esclusivamente agli uomini. Nel dopoguerra l'architettura italiana era impegnata nel recupero dei valori del passato e dell'ambiente costruito esistente e questo ha influenzato la sua formazione.
In quegli anni nasceva la nuova corrente del Neoliberty, della quale Gae Aulenti diventerà una dei massimi esponenti.
In Italia ha diretto il restauro di Palazzo Grassi a Venezia e delle Scuderie del Quirinale a Roma.
A Milano, sua città adottiva fin dagli studi universitari, ha dato un nuovo volto alla Stazione Nord e un aspetto di calma ed efficienza alla piazza antistante, nella quale ha fatto collocare una gigantesca installazione denominata "Ago e filo", omaggio alla laboriosità e creatività della città, tempio della moda.
Il suo lavoro più famoso ed apprezzato è sicuramente il restauro della Gare d'Orsay a Parigi e l'allestimento del museo con il tema floreale delle lunette della volta e la lampada "Pipistrello" che ha richiami Art Nouveau.
Le sue opere si possono ammirare in molte città del mondo, perfino a Tokyo, dove progettò l'istituto italiano di cultura, o a Barcellona, dove modernizzò il Museo d'arte catalana.
Tra le sue passioni c'era anche il teatro, nel quale ha lavorato come regista e costumista. Ha partecipato attivamente alla vita artistica intellettuale del Paese.

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