lunedì 10 novembre 2008

GLI ITALIANI ABBRONZATI

Vista l'ultima polemica generata dalla nuova gaffe internazionale di Berlusconi (anche se non è stato l'unico del suo governo a fare battute di pessimo gusto), vi invitiamo a leggere l'ottimo articolo di Curzio Maltese apparso su La Repubblica e che riassume brillantemente le idee di molti italiani, alcuni dei quali hanno scelto di unirsi nella campagna sul web: www.notspeakinginmyname.com/


I bookmakers in questi casi non accettano scommesse. Da mesi, in previsione dell' evento storico dell' altra notte, si aspettava la prima gaffe di Silvio Berlusconi sul colore della pelle del nuovo presidente americano. Il Cavaliere non delude mai le peggiori aspettative e la battuta è arrivata. L' unica sorpresa è la tempistica.
Ad appena ventiquattr' ore dall'elezione il premier se n' è uscito con la storia di Obama «abbronzato». Non è la solita cafonata alla quale ci ha abituato e ci siamo ormai rassegnati da lustri. È una definizione grondante di razzismo.

Il peggior razzismo, quello semi inconsapevole e quindi assai autoindulgente che dilaga in Italia, fra la preoccupazione del resto del mondo. Una malattia sociale che un governo responsabile dovrebbe combattere, invece di sguazzarci con gusto.

Scontata la gaffe, ovvia la reazione. In simili frangenti Berlusconi adotta due reazioni standard. La prima: non l'ho mai detto. È la più assurda, ma paradossalmente efficace (in Italia). Come fai a discutere con uno che nega se stesso? La seconda è: l'ho detto ma non avete capito.

Stavolta ha usato questa. «Abbronzato era un complimento, una carineria» ha spiegato ai soliti cronisti bolscevichi. «E se non lo capite, allora andate a fare...».

Sommando così carineria a carineria. S'intende che «andare a fare» è detto con affetto. Con eguale affetto i giornalisti potrebbero ricambiare l' invito, ma probabilmente le giustificazioni valgono solo dall' alto verso il basso. Non stiamo a farla lunga. Non si tratta solo di vergogna. Chi ne ha ancora la forza? È piuttosto la disperazione di essere ogni volta precipitati in questo indegno pollaio. Gli elettori americani in un giorno hanno cambiato la storia del mondo. (...) E il contributo dell' Italia berlusconiana a questo grandioso dibattito qual è?

Questa miserabile trovata, volgare e razzista, senza neppure il coraggio dell' assunzione di responsabilità o la dignità di porgere le scuse. Non bastava la sortita a caldo del ministro Gasparri, il quale, confondendo le proprie ossessioni di ex fanatico fascista con la competenza internazionale, aveva commentato «sarà contento Bin Laden». Ci voleva pure lo strazio supplementare della "battuta" di Berlusconi, che ha ormai girato il mondo, con danno enorme per il Paese. In pochi minuti infatti la rete ha deluso la speranza residua, che non lo prendessero sul serio, come altre volte.

Come siamo abituati a fare qui, rassegnati a non scandalizzarci per lo scandalo, a non chiamare fascismo il fascismo, razzismo il razzismo. C'era stata la rincorsa provinciale ad appropriarsi di Obama. Tutti si proclamano o cercano l' Obama italiano, a destra e a sinistra. Quando in Italia un Barack Obama non avrebbe neppure il diritto di voto. I figli d' immigrati, 440 mila fra nati e cresciuti qui, non sono considerati cittadini italiani, per via del medievale ius sanguinis. Lo ricordiamo nell' ipotesi, piuttosto remota, in cui fra le centinaia di obamisti dell' ultima ora si trovasse un politico serio. Ecco l' occasione per proporre finalmente una legge civile in materia d' immigrazione.

A cominciare dal presidente del consiglio, i cui molti cantori hanno illustrato nei giorni scorsi alle masse ammirate le straordinarie analogie fra Berlusconi e Obama. Come non scorgere, del resto, l' assoluta comunanza delle due parabole. Il figlio di un pastore kenyano che arriva alla Casa Bianca a soli 47 anni e promette di cambiare il mondo. E l' uomo più ricco d' Italia che a 72 anni, con il solo aiuto del novanta per cento dei media da lui controllati, torna a Palazzo Chigi, dopo aver cambiato i capelli.

È naturale che Berlusconi abbia adottato Obama, ripromettendosi di dargli presto «buoni consigli». Incrociamo le dita perché non avvenga, nell' interesse stesso del premier. Non si sa come la Casa Bianca potrebbe reagire a una frase del tipo: «Vieni, abbronzato, che ti spiego come non farsi processare». Che fare? Vergognarsi per loro, ridere, piangere. Fingiamo pure che tutto sia normale.

Però quanto stringe il cuore ascoltare il nobile discorso dello sconfitto McCain: «Il popolo ha scelto. Ho avuto l' onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una giornata storica». Non si potrebbe avere un giorno un conservatore come questo a capo della destra italiana, anche di seconda mano?

Ed eccolo in azione...



domenica 9 novembre 2008

Il movimento del dare

A sette anni dall’ultimo disco di inediti, Fiorella Mannoia, torna nella scena musicale italiana il 7 novembre con un nuovo album intitolato Il movimento del dare.


Anche se l’album di esordio della cantante romana risale ai primi anni 70, sapete dov’è che ha avuto la prima occasione di esibirsi davanti al grande pubblico? Ecco, sì, strano non parlare del palco di Sanremo. È qui che, nel 1981, Fiorella presenta la canzone Caffè nero bollente, per poi tornarci nel 1984 con l’interpretazione di Come si cambia e nel 1987 con Quello che le donne non dicono, canzone scritta dal cantautore Enrico Ruggeri e che rappresenta ancora oggi uno dei brani con cui il pubblico più la caratterizza.



Ancora una volta ritorna sul palco di Sanremo nel 1988, questa volta con una canzone di Ivano Fossati, Le notte di maggio e come l’anno prima, vince nuovamente il premio della critica. Dopo l’incontro con Ivano Fossati, che collaborerà con lei per altre sue canzoni come I treni a vapore, a firmare altre canzoni dei suoi cd sarà Francesco De Gregori, un esempio è il brano Tutti cercano qualcosa. A queste sono seguite le collaborazioni con Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Gianmaria Testa e duetti come per il brano Offeso, di Niccolò Fabi.
Fino a questo momento sono 9 i cd pubblicati, più un cd live del suo tour nei teatri del 1997. Nel 2000 risale sul palco dell’Ariston, ma questa volta come superospite, con la canzone
L’amore con l’amore si paga. Ed è nel 2001 che esce, con grande successo, il suo ultimo cd di inediti, Fragile.
Il 2002 la terrà impiegata nella tournée, che vede collaborare sul palco Pino Daniele, Francesco De Gregori, Ron e Fiorella.


È da questa esperienza positiva che decide di riprendere da sola una lunghissima tournée iniziata nel 2003 e finita con la registrazione di un dvd della chiusura del tour, il 24 marzo del 2005. Nel 2006 esce Onda tropicale, un album di canzoni brasiliane, sei di queste tradotte all’italiano, mentre le altre cinque rimangono in lingua portoghese.



Ora nel 2008, Fiorella Mannoia ritorna, ma più in compagnia che mai, perché a scrivere le canzoni di questo suo nuovo cd sono stati grandi nomi della musica italiana. Per il primo singolo, e ad aprire l'album, il brano scritto da Luciano Ligabue, Io posso dire la mia sugli uomini, per poi continuare con canzoni firmate da Tiziano Ferro, Jovanotti, Pino Daniele, Ivano Fossati oppure quella che da titolo al disco, scritta da Franco Battiato.

Vi riportiamo il primo singolo che dal 17 ottobre è in onda nelle radio italiane:

*foto e copertina dal web

mercoledì 5 novembre 2008

Il cartone animato con Raffaella Carrà

Tredici episodi proiettati al Museo del Cinema in coincidenza con il ritorno in tv dell´intramontabile soubrette. Lalla-Raffa è una ragazza che vive su un´isola popolata dagli Japinidi (l'ex compagno sentimentale e professionale di Raffaella Carrà si chiama infatti Sergio Japino). La serie animata di 13 episodi di 2 minuti ciascuno è stata trasmessa nel 1986 nel corso delle puntate di Buonasera Raffaella, da allora sparita e mai più riproposta.
Se volete vedere il cartoon clickate QUI.

lunedì 3 novembre 2008

LE MANIFESTAZIONI CONTRO LA RIFORMA SCOLASTICA

Si sono succedute in questi ultimi giorni in Italia una serie di manifestazioni contro la riforma della scuola introdotta dal Ministro Mariastella Gelmini e che è già stata trasformata in decreto legge.



Tali proteste sono sfociate, come dicevamo, in moltitudinarie manifestazioni in tutte le città italiane e soprattutto a Roma dove sono avvenuti scontri piuttosto gravi con assalti fascisti a ragazzini che manifestavano insieme ai loro insegnanti.Il tutto ha aumentato un clima già incandescente.

Ma vediamo allora alcuni dei punti della riforma tanto contestata.
Secondo la maggior parte degli insegnanti e degli studenti, la legge potrebbe produrre effetti disastrosi. La riforma tocca innanzitutto la scuola elementare: l'unica che funzioni veramente bene in Italia, è infatti al quinto posto nelle classifiche internazionali per i buoni risultati dei suoi alunni. E quindi perché cambiarla ci si chiede?

Tra i tagli c'è anche la chiusura di tantissime scuole con pochi alunni, nonostante queste determinino un servizio pubblico fondamentale che permette ad alcuni comuni di non spopolarsi.

In molti centri è poi diffusissimo il modello di scuola a tempo pieno, anche quello in pericolo. Il tempo pieno ha un orario di 40 ore settimanali e una dotazione base di due docenti per classe (ai quali si può aggiungere anche un docente di lingua straniera, uno di religione e uno di sostegno). Al tempo pieno si possono fare tante attività in più di gioco, di ricerca, di indagini, di attività di gruppo. Ben diverso è il tempo della scuola del mattino (quello delle 24 ore tradizionali) dedicato alla trasmissione delle conoscenze, a cui si può aggiungere il doposcuola per quelli che non hanno capito la lezione del mattino, con insegnanti diversi, pagati dal comune. Una scuola povera che dà poco e divide socialmente.
Tutte le altre scuole elementari (e cioè il 76% di quelle italiane) funzionano invece a "moduli": anche questo modello supera il maestro unico "tuttologo" (che la riforma vuole invece reintrodurre) e impiega tre docenti a cui si possono aggiungere i docenti specialisti. L'orario è di 30 ore settimanali. Le discipline sono accorpate per ambiti disciplinari, quello linguistico, quello matematico-scientifico, ecc.
A fronte di tutto questo, la riforma obbliga al maestro unico e all'orario di 24 ore settimanali, che non solo scarica un problema sociale sulle famiglie, ma impoverisce la scuola. Fra l’altro non garantisce in tutte le classi l’insegnamento della lingua straniera, mentre non mette in discussione l’ora di religione che, nonostante non sia obbligatoria, continua ad essere garantita nell’orario obbligatorio.

La riforma del ministro Gelmini, vuole cancellare 90.000 posti di lavoro nella scuola ritenendo invece che la pluralità dei docenti, le compresenze e l’orario di funzionamento lungo, siano uno spreco e un decadimento della qualità.

Ma le "perle" della Gelmini non si fermano -ovviamente- alla scuola elementare e tra quelle che riguardano la scuola in generale ci sono:

Tagli per 8 miliardi di euro in tre anni, riduzione del personale docente e non, voto in condotta, conferma degli esami di riparazione, buoni scuola per le private e «una scuola sempre più simile a una azienda».

Di certo non mancano i motivi per manifestare...




mercoledì 29 ottobre 2008

Il PASSATO È UNA TERRA STRANIERA di Daniele Vicari

(copertina dal web)

Forse chi conosce il libro IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA penserà che mi sono sbagliata a scrivere il titolo di questo post. Ci saranno poi anche quelli per i quali la nostra notizia non sarà una novità, soprattutto se hanno avuto l’opportunità di assistere alla presentazione del libro RAGIONEVOLI DUBBI di Gianrico Carofiglio (sito ufficiale) all’Università di Valencia due anni fa (potete leggere su questo LINK i post precedenti a riguardo). È stato a questa conferenza, dove lo scrittore ci svelò che questo suo giallo sarebbe diventato un film.

(locandina da internet)

Dopo due anni di attesa, il film, ambientato a Bari, Taranto e Barcellona (al posto di Valencia, come nel libro) arriva nei cinema italiani sotto la regia di Daniele Vicari. A quanto pare Gianrico Carofiglio non ha voluto trascurare nessun particolare del film e insieme a suo fratello, Francesco Carofiglio, si sono presi cura della sceneggiatura.

L’anteprima del film si è tenuta il 26 ottobre durante lo svolgimento della terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, dove fa parte del concorso insieme ad altri film italiani come L’UOMO CHE AMA di Maria Sole Tognazzi e che vede come protagonista Monica Bellucci. Ma sarà solo dal 31 ottobre che il pubblico italiano potrà trovarlo nei cinema.

Sembra che IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA sarà solo il primo dei libri di Gianrico Carofiglio sul grande e sul piccolo schermo, poiché con questo film sarebbe nata un’intensa collaborazione con la Fandango per fare una serie TV tratta da CACCIATORI NELLE TENEBRE, realizzato con il fratello Francesco, e poi un altro film partendo dal terzo romanzo della serie sull’avvocato Guerrieri, RAGIONEVOLI DUBBI.

Cogliamo l’occasione per riportarvi, oltre il trailer del film, il dietro le quinte (su questo sito) e un’INTERVISTA fatta da Repubblica.it al magistrato e scrittore barese, Gianrico Carofiglio.



Che ne dite, avete letto il libro? vorreste vedere il film?

martedì 28 ottobre 2008

"Le nozze di Figaro" a Riba-Roja del Turia


"Le nozze di Figaro" è un'opera lirica di Wolfgang Amadeus Mozart. È la prima delle tre opere italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte.
La trama dell'opera è di fatto la continuazione di quella del Barbiere di Siviglia, portato alla fama dall'opera omonima di Gioachino Rossini.
Le nozze di Figaro, una delle più famose opere di Mozart, è la prima di una serie di felici collaborazioni tra Mozart e da Ponte, che ha portato alla creazione del "Don Giovanni" e "Così fan tutte".
L'opera è in quattro atti e ruota attorno alle trame del Conte d'Almaviva, invaghito della cameriera della Contessa, Susanna, sulla quale cerca di imporre lo "ius primae noctis". La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle, in cui donne e uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente, piena sia di eventi drammatici che comici, e nella quale alla fine i “servi” si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni. L'opera è per Mozart un pretesto per prendersi gioco delle classi sociali dell'epoca che da lì a poco saranno travolte nei fatti con la Rivoluzione francese.

La notizia interessante è che "Le nozze di Figaro" verrà rappresentata il 2 novembre alle 19:30 presso l'auditorio municipale di Riba-Roja del Turia. Per informazioni e prenotazioni telefonare al 961653777. Ricordiamo che l'opera è in lingua italiana con sottotitoli in spagnolo.

domenica 26 ottobre 2008

LA NOSTRA INVIATA SPECIALE VIP & ITALILANDIA

Già lo scorso anno scolastico, la nostra alunna GEMMA, che ora frequenta brillantemente il 2º di Nivel Básico, aveva dato prova del suo fiuto per i personaggi famosi e si era fatta immortalare con il suo idolo: Amedeo Carboni (clicca qui per rivedere il nostro post). Quest'anno scolastico non soltato ha ripetuto l'impresa con Carboni (eccone la prova!)

(foto di Gemma)

ma si è fatta fotografare anche con Andrea Boccelli (e sì... proprio lui!)


(foto di Gemma)

e con l'ultima nipote di Puccini!




(foto di Gemma)

Ringraziamo Gemma per la simpatia con la quale ci ha permesso di pubblicare le sue foto e speriamo che ce ne invii presto delle altre.


Però forse anche molti di voi hanno delle foto curiose sull'Italia (magari non proprio la tipica foto vicino alla Torre di Pisa...) e allora abbiamo pensato di aprire un concorso fotografico denominato


ITALILANDIA

Quindi, mandateci le immagini della "vostra Italia" a questo indirizzo di posta elettronica:

aggiungendoci anche un breve commento.

Le foto più originali saranno scelte da una commissione del dipartimento di italiano e pubblicate sul blog.
LE TRE FOTO MIGLIORI RICEVERANNO UN BEL PREMIO.
Per qualsiasi dubbio o chiarimento, rivolgetevi pure al/la vostr@ insegnante.

giovedì 23 ottobre 2008

VIENI A BALLARE IN PUGLIA

LA BIOGRAFIA: (secondo la sua scheda sul sito Caparezza.com) Michele Salvemini, in arte Caparezza nasce a Molfetta, in Puglia, nel 1973. Dopo gli inizi pieni "di frustrazione di non poter diventare il musicista più noto della sua città perché Molfetta aveva dato i natali al maestro Riccardo Muti, nonché allo storico Gaetano Salvemini.
La sua vita artistica si divide in due tronconi: “quando aveva i capelli corti” e “quando aveva i capelli lunghi”.
E infatti è solo da quando ha “i capelli lunghi” che ha pubblicato ben 4 dischi e chissà quanti altri ancora(!).
Egli è diventato noto in Italia per aver composto “Fuori dal Tunnel”, (il tormentone del 2004), che è stata composta come una feroce critica ad una comunità devota al divertimento che la adottò come inno trovandola, appunto.... divertente.
Evidentemente, cose come queste a Riccardo Muti non sono mai accadute.
Nel 2008 pubblicò il libro “Saghe Mentali” che divenne un caso letterario e il disco “Le dimensioni del mio Caos” che fu primo in classifica per ben 5 mesi.



E proprio da quest'ultimo album è tratto il singolo "Vieni a ballare in Puglia" nel quale, al ritmo della taranta e accompagnato da Al Bano (ebbene sì... proprio lui!), si lancia in una feroce critica contro lo sfruttamento del lavoro nero e degli immigrati, contro il traffico di droga e la disperata solitudine dei disoccupati o di quelli costretti a suicidarsi andando in fabbrica a morire avvelenati dall'inquinamento. Ne ha un po' per tutti. Il testo e il video sono accattivanti, ma vi invitiamo a leggere con attenzione anche il testo.






Vieni a ballare in Puglia

I delfini vanno a ballare sulle spiagge.
Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu dove vai a ballare?

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perchè può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehy turista so che tu resti in questo posto italico. Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA.
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona. C'è chi ha fumato i veleni dell'ENI*, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano*, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese.
Dove quei furbi che fanno le imprese, no non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.
E' vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica.
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati.
Mortificati, non ti rovineremo la gita. Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te.

Ovviamente e -come abbiamo potuto constatare in classe- la Puglia non è solo questo e la canzone vuole essere un grido di protesta proprio per salvaguardare una regione molto bella.



(Le immagini sono dal web)

lunedì 20 ottobre 2008

Perché vi siete iscritti a un corso d’italiano?

Molto spesso, noi insegnanti di lingua straniera, ci chiediamo quale sia il motivo che spinge i nostri alunni a iscriversi a un corso di lingua. Per questo motivo quest’anno ho fatto una piccola inchiesta tra le cosiddette matricole*, ovvero i miei alunni di Básico 1.


Un gran numero di studenti affronta lo studio dell’italiano per arricchimento personale, per conoscere gente o realtà diverse (30%). Molti altri (27%), poi, vorrebbero visitare il Bel Paese** e poter comunicare in italiano e non solo a gesti o con parole in itagnolo***.


Ben un 30% sceglie di studiare la lingua di Dante per motivi professionali. E qui dobbiamo distinguere quelli che usano normalmente l’italiano nel loro lavoro (hostess, receptionist, ditte import-export), da quelli che ritengono che gli sarà utile o necessario nella professione futura.


Alcuni alunni che si iscrivono ai nostri corsi d’italiano (generalmente dal 2º corso di Básico in poi) hanno fatto un soggiorno di studio in Italia grazie a una borsa di studio Erasmus e vogliono migliorare la loro conoscenza dell’italiano. Invece altri studenti universitari molto previdenti, in Italia non ci sono ancora andati, ma hanno intenzione di farlo nei prossimi anni (5%).


Una buona ragione poi è quella sentimentale, probabilmente sempre gli stessi alunni vittime dell’Erasmus hanno incontrato la loro anima gemella in Italia. Quindi il 6% studia l’italiano per motivi affettivi o familiari (il padre, la madre, i nonni... sono italiani).


E infine non dimentichiamo i più colti, quelli che studiano la lingua per soddisfare degli interessi letterari o artistici. Ma credo che tutti i nostri alunni si sentano molto orgogliosi quando riescono a leggere il loro primo libro in italiano, anche se con un po’ di fatica all’inizio.


A questo punto non mi resta che rilanciare questa domanda ai lettori di Oblò (g): “E voi perché studiate l’italiano?”



*così vengono chiamati nel gergo militare o universitario i nuovi arrivati.

** per antonomasia ci si riferisce all’Italia.

*** misto di italiano e spagnolo

venerdì 17 ottobre 2008

SAVIANO SE NE VA?




Su questo blog abbiamo parlato spesso di Roberto Saviano (clicca qui per i nostri post precedenti), il giovane autore di "Gomorra", il libro che, se da una parte lo ha reso famoso, dall'altra lo ha obbligato a vivere sotto scorta per le minacce della Camorra.
E proprio dei giorni scorsi, è la scoperta che la Camorra aveva intenzione di uccidere lo scrittore e la sua scorta in un attentato prima del prossimo Natale.
A questo punto, Saviano ha detto: "Basta". Non ce la fa più a vivere sotto scorta, senza libertà e in definitiva come se fosse lui il criminale e non una delle poche voci che invece sono riuscite a squarciare il muro di omertà che ricopre le attività della Camorra.
Le sue parole hanno scosso gli italiani e li hanno obbligati a prendere coscienza della situazione paradossale e ormai al limite, nella quale è costretto a vivere Saviano, il quale se nelle ultime ore ha ricevuto la solidarietà di Salman Rushdie e la proposta della cittadinanza onoraria di Roma, vede anche come una parte della sua cittadina (Casal di Principe) dice: "Si doveva fare i fatti suoi"

ANDRO' via dall'Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà..., Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me.

Oggi, se mi guardo alle spalle, vedo macerie e un tempo irrimediabilmente perduto che non posso più afferrare ma ricostruire soltanto se non vivrò più, come faccio ora, come un latitante in fuga. In cattività, guardato a vista dai carabinieri, rinchiuso in una cella, deve vivere Sandokan, Francesco Schiavone, il boss dei Casalesi. Se lo è meritato per la violenza, i veleni e la morte con cui ha innaffiato la Campania, ma qual è il mio delitto? Perché io devo vivere come un recluso, un lebbroso, nascosto alla vita, al mondo, agli uomini? Qual è la mia malattia, la mia infezione? Qual è la mia colpa? Ho voluto soltanto raccontare una storia, la storia della mia gente, della mia terra, le storie della sua umiliazione. Ero soddisfatto per averlo fatto e pensavo di aver meritato quella piccola felicità che ti regala la virtù sociale di essere approvato dai tuoi simili, dalla tua gente. Sono stato un ingenuo.
Nemmeno una casa, vogliono affittarmi a Napoli.


Nei video seguenti un documentario della trasmissione Matrix su Casal di Principe e il brano rap "Cappotto di legno" sulle minacce ricevute già tempo fa da Saviano.














Cosa ne pensate? Credete che Saviano se ne debba andare dall'Italia?
Diversi premi Nobel (Dario Fo, Günter Grass, Orhan Pamuk, Gorbaciov, Desmond Tutu e Rita Levi Montalcini) hanno lanciato un appello e una raccolta di firme per chiedere allo stato italiano la protezione e la sicurezza di Saviano. Potete firmare anche voi l'appello cliccando qui.
(foto e lettera di Saviano dal web)

giovedì 16 ottobre 2008

Film LA SCONOSCIUTA di Giuseppe Tornatore

(foto da internet)

In questi giorni, ai cinema Babel, potete trovare in proiezione il film La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore.
L’esordio di questo regista siciliano, nato nel 1956, avviene nel 1986 con la regia di Il Camorrista. Film che racconta l’irresistibile ascesa, ma anche caduta, del “Professore del Vesuviano”, noto boss della camorra napoletana.

Ma parlare di Giuseppe Tornatore fa pensare subito al suo secondo film, Cinema Paradiso (1988) e a quel bambino (Salvatore soprannominato Totò) appassionato del cinematografo, che tenta invano di assistere di nascosto alle proiezioni private del prete e di rubare i pezzi tagliati dal proiezionista Alfredo. Questo film, ambientato in Sicilia e con lo sfondo musicale opera di Ennio e Andrea Morricone, è un commosso omaggio al cinema degli anni ’50: tra scene di baci tagliati dal parroco, sale con le sedie di legno e nuvole di fumo di sigaretta. La versione internazionale di questo film, Nuovo Cinema Paradiso (di 123 minuti, invece dei 155 della versione originale) ha vinto il Premio Speciale della Giuria del Festival di Cannes (1989) e l’Oscar a Miglior Film Straniero (1990).




Dopo Cinema Paradiso è arrivato, con più delusione che gioia da parte del pubblico, Stanno tutti bene (1990), ma le cose migliorano con Una pura formalità (1994), un giallo psicologico dove recitano Gerard Depardieu e Roman Polanski. A questi film sono seguiti: L’uomo delle stelle (1995), La leggenda del pianista sull’oceano (1998), che adatta al cinema il monologo Novecento di Alessandro Baricco e Malèna (2000).

Il film La Sconosciuta arriva in Spagna dopo due anni dall’uscita nelle sale italiane. È ispirato ad alcuni fatti di cronaca che riguardano la prostituzione di ragazze provenienti dall’Est d’Europa. Racconta la storia di Irena, una ragazza che arriva in Italia dall’Ucraina e che vive tra i fantasmi del suo passato e alla ricerca della riconquista di un pezzo della sua vita. Un thriller, dove si sovrappongono e intrecciano due piani temporali, e che è pieno di tensione e intriga.



Tra poco, in Italia, sarà proiettato il suo ultimo film che si trova ancora in fase di lavorazione. Una commedia intitolata Baaria – La porta del vento, recitata tra altri da Aldo Baglio, Giuseppe Fiorello e Raul Bova.

Guarda l'intervista a Giuseppe Tornatore sul suo nuovo film qui ++

martedì 14 ottobre 2008

Super Inviata Speciale



Oggi abbiamo il piacere di presentarvi Maria Jesús, la nostra Super Inviata Speciale. Molti di voi la conoscono perché già dall’anno scorso collabora con questo blog con dei post sul mondo musicale italiano di ieri e di oggi. Quest’anno poi ci riserverà delle sorprese, per cui la sua sezione la potremmo chiamare “Non solo musica”. Di Maria Jesús possiamo dire che è molto simpatica, preparata, intraprendente e molte altre cose, tutte positive; non staremo però qui a svelare tutta la sua biografia, ma vogliamo solo aggiungere che Maria Jesús è stata alunna di questa scuola e ne siamo orgogliosi. Speriamo che in futuro (iniziando da quest’anno) altri allievi di italiano vogliano seguire le orme della nostra Super Inviata Speciale.

martedì 7 ottobre 2008

I TRONISTI NELLO ZINGARELLI

«Adsl», «tronista», «cinepanettone», «Youtube» sono solo alcuni dei nuovi termini accolti tra le oltre 140.000 voci dell'edizione 2009 dello storico vocabolario Zingarelli.
Sfogliare il dizionario, è come aprire una finestra sull’Italia e osservare attraverso le parole il «paesaggio» che cambia. E la tv ed il cinema sono le fonti dalle quali nasce un numero elevato di neologismi come: «Tafazzi»
o ancora: il termine «tronista»,
cioè il «belloccio» nato nella trasmissione di Maria De Filippi che è stato adottato dal gergo giornalistico per definire «chi partecipa stando seduto su un trono al centro dell’attenzione». Sempre dalla Tv derivano termini come «gossipparo» (nel gergo giornalistico, chi raccoglie e diffonde pettegolezzi su personaggi noti); «paparazzare» (fotografare a scopo scandalistico personaggi famosi). Mentre dal cinema arriva «cinepanettone» con cui i critici cinematografici identificano i film commerciali natalizi dei fratelli Vanzina.


Scatti di cronaca e di «politichese» sono neologismi come «black bloc», «indecisionismo», «indultare», «ostalgia» (rimpianto delle popolazione dell’Est europeo per alcuni aspetti dei regimi comunisti) e «Onlus» (Organizzazioni senza scopo di lucro).
Lo Zingarelli 2009 è ricco anche di neologismi legati alle nuove tecnologie, entrati nel lessico comune: dal «tom tom» alla generazione «You tube», e poi «Second Life», «smartphone», «webmail» e «Adsl». Anglismi di tutti i giorni sono diventati «bodyguard», «phone center», «babyparking» e «gate».
E si ritagliano il loro spazio nella società di tutti i giorni «ecopass» e «photored» (tanto odiati dagli automobilisti italiani).

Sdoganati dallo Zingarelli 2009 anche i termini gergali «cacchiata» (stupidaggine) e «pisciasotto» (vigliacco).
Il calcio ha regalato all’italiano la «rabona», con il significato di tiro effettuato incrociando la gamba di battuta dietro quella d’appoggio, per velocizzare l’azione.

Dal linguaggio giovanile arrivano, invece, le sigle «dj» e «vj», «community», «skate», «anime» (i cartoon giapponesi), «transformer» (il giocattolo protagonista anche di un film).

Questi termini sono evidentemente "nuovi" anche per gli stessi italiani, ma quali di questi conoscevate già e quali sono invece (anche al di fuori di questa lista) le parole della lingua italiana che vi hanno colpito di più? Per esempio, è un classico ormai che molti degli alunni del primo anno trovino "stravaganti" parole come LORO, COGNATO, BURRO e ACCAPPATOIO (solo per dirne qualcuna!).
Sarebbe interessante sapere quali sono le vostre "esperienze" di apprendimento con il lessico italiano.

(Foto dal web. Notizia adattata da Il Corriere della sera)

domenica 5 ottobre 2008

Sophia Loren sarà la madre di Fellini (????)

"Sophia Loren mostra alle colleghe più giovani perchè è ancora lei la protagonista": con questo titolo il Daily Mail commenta una foto dell'attrice italiana, 74 anni, in splendida forma, scattata all'uscita del ristorante Cipriani, ritrovo per vip a Mayfair nel cuore di Londra. Fa eco l'Evening Standard: "Sophia ancora magnifica a 74 anni". Loren è a Londra per le prove del film musicale Nine, sulla vita di Federico Fellini. Sofia, che interpreterà la madre del regista di Amarcord, ha cenato con Kate Hudson e Fergie, la cantante dei Black Eyed Peas nonchè Judi Dench, Marion Cottilard e il produttore Harvey Goldstein. Del cast fanno parte anche Nicole Kidman, Daniel Day-Lewis e Penelope Cruz. La regia della pellicola, tratta da una pièce teatrale, è di Bob Marshall (Master Photo Milano)
(da Repubblica.it)

giovedì 2 ottobre 2008

SE NE DICON DI PAROLE

A proposito di pronomi.... Il titolo di uno dei "tormentoni" estivi è stato proprio un brano che ne ha ben due:
SE NE DICON DI PAROLE
di Giuliano Palma & The Blue Beaters, un gruppo che all'inizio riarrangiava "cover", cioè riprendeva canzoni di altri artisti. Quest'estate, invece, con il singolo SE NE DICON DI PAROLE, che fa parte dell'album "Boogaloo" (genere di musica latina molto popolare alla fine degli anni ’60 negli Stati Uniti, fusione tra r&b americano, soul e mambo) hanno stupito tutti con un brano inedito di grande presa sul pubblico.
Vi proponiamo il video e il testo dal quale abbiamo tolto qualche parola che, se volete, potete trovare alla fine del post.
Buon ascolto e buon lavoro.

Se ne dicon di parole
.......................... come quando piove
del silenzio che ....................... poi
resta l'eco dentro noi
Se ne dicon di parole
sono .................... di rancore
come artigli di avvoltoi
fredde lame di ....................
Queste parentesi del cuore
sono segreti chiusi in te
tra i ..................... e le emozioni io scelgo te
ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
Se ne dicon di parole
non .................. neanche immaginare
sono una pubblicita:'cartoline di citta'
Se ne dicon di parole
tante che ................ puoi buttare
figlie dell'........................sono lacrime a meta'
Queste parentesi del cuore
sono segreti chiusi in te
tra i .......................... e le emozioni io scelgo te
ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
L'amore ha sempre ragione....L'amore ha sempre ragione....
Ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
Se ne dicon di parole
...




gocce, c'è, schegge, rasoi, rimpianti, puoi, ne, aridità, rimpianti

Turismo responsabile

  Cari lettori e lettrici,  oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: Il turismo responsabile. Viaggiare è me...