mercoledì 29 ottobre 2008

Il PASSATO È UNA TERRA STRANIERA di Daniele Vicari

(copertina dal web)

Forse chi conosce il libro IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA penserà che mi sono sbagliata a scrivere il titolo di questo post. Ci saranno poi anche quelli per i quali la nostra notizia non sarà una novità, soprattutto se hanno avuto l’opportunità di assistere alla presentazione del libro RAGIONEVOLI DUBBI di Gianrico Carofiglio (sito ufficiale) all’Università di Valencia due anni fa (potete leggere su questo LINK i post precedenti a riguardo). È stato a questa conferenza, dove lo scrittore ci svelò che questo suo giallo sarebbe diventato un film.

(locandina da internet)

Dopo due anni di attesa, il film, ambientato a Bari, Taranto e Barcellona (al posto di Valencia, come nel libro) arriva nei cinema italiani sotto la regia di Daniele Vicari. A quanto pare Gianrico Carofiglio non ha voluto trascurare nessun particolare del film e insieme a suo fratello, Francesco Carofiglio, si sono presi cura della sceneggiatura.

L’anteprima del film si è tenuta il 26 ottobre durante lo svolgimento della terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, dove fa parte del concorso insieme ad altri film italiani come L’UOMO CHE AMA di Maria Sole Tognazzi e che vede come protagonista Monica Bellucci. Ma sarà solo dal 31 ottobre che il pubblico italiano potrà trovarlo nei cinema.

Sembra che IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA sarà solo il primo dei libri di Gianrico Carofiglio sul grande e sul piccolo schermo, poiché con questo film sarebbe nata un’intensa collaborazione con la Fandango per fare una serie TV tratta da CACCIATORI NELLE TENEBRE, realizzato con il fratello Francesco, e poi un altro film partendo dal terzo romanzo della serie sull’avvocato Guerrieri, RAGIONEVOLI DUBBI.

Cogliamo l’occasione per riportarvi, oltre il trailer del film, il dietro le quinte (su questo sito) e un’INTERVISTA fatta da Repubblica.it al magistrato e scrittore barese, Gianrico Carofiglio.



Che ne dite, avete letto il libro? vorreste vedere il film?

martedì 28 ottobre 2008

"Le nozze di Figaro" a Riba-Roja del Turia


"Le nozze di Figaro" è un'opera lirica di Wolfgang Amadeus Mozart. È la prima delle tre opere italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte.
La trama dell'opera è di fatto la continuazione di quella del Barbiere di Siviglia, portato alla fama dall'opera omonima di Gioachino Rossini.
Le nozze di Figaro, una delle più famose opere di Mozart, è la prima di una serie di felici collaborazioni tra Mozart e da Ponte, che ha portato alla creazione del "Don Giovanni" e "Così fan tutte".
L'opera è in quattro atti e ruota attorno alle trame del Conte d'Almaviva, invaghito della cameriera della Contessa, Susanna, sulla quale cerca di imporre lo "ius primae noctis". La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle, in cui donne e uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente, piena sia di eventi drammatici che comici, e nella quale alla fine i “servi” si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni. L'opera è per Mozart un pretesto per prendersi gioco delle classi sociali dell'epoca che da lì a poco saranno travolte nei fatti con la Rivoluzione francese.

La notizia interessante è che "Le nozze di Figaro" verrà rappresentata il 2 novembre alle 19:30 presso l'auditorio municipale di Riba-Roja del Turia. Per informazioni e prenotazioni telefonare al 961653777. Ricordiamo che l'opera è in lingua italiana con sottotitoli in spagnolo.

domenica 26 ottobre 2008

LA NOSTRA INVIATA SPECIALE VIP & ITALILANDIA

Già lo scorso anno scolastico, la nostra alunna GEMMA, che ora frequenta brillantemente il 2º di Nivel Básico, aveva dato prova del suo fiuto per i personaggi famosi e si era fatta immortalare con il suo idolo: Amedeo Carboni (clicca qui per rivedere il nostro post). Quest'anno scolastico non soltato ha ripetuto l'impresa con Carboni (eccone la prova!)

(foto di Gemma)

ma si è fatta fotografare anche con Andrea Boccelli (e sì... proprio lui!)


(foto di Gemma)

e con l'ultima nipote di Puccini!




(foto di Gemma)

Ringraziamo Gemma per la simpatia con la quale ci ha permesso di pubblicare le sue foto e speriamo che ce ne invii presto delle altre.


Però forse anche molti di voi hanno delle foto curiose sull'Italia (magari non proprio la tipica foto vicino alla Torre di Pisa...) e allora abbiamo pensato di aprire un concorso fotografico denominato


ITALILANDIA

Quindi, mandateci le immagini della "vostra Italia" a questo indirizzo di posta elettronica:

aggiungendoci anche un breve commento.

Le foto più originali saranno scelte da una commissione del dipartimento di italiano e pubblicate sul blog.
LE TRE FOTO MIGLIORI RICEVERANNO UN BEL PREMIO.
Per qualsiasi dubbio o chiarimento, rivolgetevi pure al/la vostr@ insegnante.

giovedì 23 ottobre 2008

VIENI A BALLARE IN PUGLIA

LA BIOGRAFIA: (secondo la sua scheda sul sito Caparezza.com) Michele Salvemini, in arte Caparezza nasce a Molfetta, in Puglia, nel 1973. Dopo gli inizi pieni "di frustrazione di non poter diventare il musicista più noto della sua città perché Molfetta aveva dato i natali al maestro Riccardo Muti, nonché allo storico Gaetano Salvemini.
La sua vita artistica si divide in due tronconi: “quando aveva i capelli corti” e “quando aveva i capelli lunghi”.
E infatti è solo da quando ha “i capelli lunghi” che ha pubblicato ben 4 dischi e chissà quanti altri ancora(!).
Egli è diventato noto in Italia per aver composto “Fuori dal Tunnel”, (il tormentone del 2004), che è stata composta come una feroce critica ad una comunità devota al divertimento che la adottò come inno trovandola, appunto.... divertente.
Evidentemente, cose come queste a Riccardo Muti non sono mai accadute.
Nel 2008 pubblicò il libro “Saghe Mentali” che divenne un caso letterario e il disco “Le dimensioni del mio Caos” che fu primo in classifica per ben 5 mesi.



E proprio da quest'ultimo album è tratto il singolo "Vieni a ballare in Puglia" nel quale, al ritmo della taranta e accompagnato da Al Bano (ebbene sì... proprio lui!), si lancia in una feroce critica contro lo sfruttamento del lavoro nero e degli immigrati, contro il traffico di droga e la disperata solitudine dei disoccupati o di quelli costretti a suicidarsi andando in fabbrica a morire avvelenati dall'inquinamento. Ne ha un po' per tutti. Il testo e il video sono accattivanti, ma vi invitiamo a leggere con attenzione anche il testo.






Vieni a ballare in Puglia

I delfini vanno a ballare sulle spiagge.
Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu dove vai a ballare?

RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perchè può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehy turista so che tu resti in questo posto italico. Attento! Tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare adriatico e Jonio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA.
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la morìa più buona. C'è chi ha fumato i veleni dell'ENI*, chi ha lavorato ed è andato in coma. Fuma persino il Gargano*, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese.
Dove quei furbi che fanno le imprese, no non badano a spese, pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.
E' vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica.
Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare compare nei campi di pomodori dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati.
Mortificati, non ti rovineremo la gita. Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.
RIT: Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia. Tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.
O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te.

Ovviamente e -come abbiamo potuto constatare in classe- la Puglia non è solo questo e la canzone vuole essere un grido di protesta proprio per salvaguardare una regione molto bella.



(Le immagini sono dal web)

lunedì 20 ottobre 2008

Perché vi siete iscritti a un corso d’italiano?

Molto spesso, noi insegnanti di lingua straniera, ci chiediamo quale sia il motivo che spinge i nostri alunni a iscriversi a un corso di lingua. Per questo motivo quest’anno ho fatto una piccola inchiesta tra le cosiddette matricole*, ovvero i miei alunni di Básico 1.


Un gran numero di studenti affronta lo studio dell’italiano per arricchimento personale, per conoscere gente o realtà diverse (30%). Molti altri (27%), poi, vorrebbero visitare il Bel Paese** e poter comunicare in italiano e non solo a gesti o con parole in itagnolo***.


Ben un 30% sceglie di studiare la lingua di Dante per motivi professionali. E qui dobbiamo distinguere quelli che usano normalmente l’italiano nel loro lavoro (hostess, receptionist, ditte import-export), da quelli che ritengono che gli sarà utile o necessario nella professione futura.


Alcuni alunni che si iscrivono ai nostri corsi d’italiano (generalmente dal 2º corso di Básico in poi) hanno fatto un soggiorno di studio in Italia grazie a una borsa di studio Erasmus e vogliono migliorare la loro conoscenza dell’italiano. Invece altri studenti universitari molto previdenti, in Italia non ci sono ancora andati, ma hanno intenzione di farlo nei prossimi anni (5%).


Una buona ragione poi è quella sentimentale, probabilmente sempre gli stessi alunni vittime dell’Erasmus hanno incontrato la loro anima gemella in Italia. Quindi il 6% studia l’italiano per motivi affettivi o familiari (il padre, la madre, i nonni... sono italiani).


E infine non dimentichiamo i più colti, quelli che studiano la lingua per soddisfare degli interessi letterari o artistici. Ma credo che tutti i nostri alunni si sentano molto orgogliosi quando riescono a leggere il loro primo libro in italiano, anche se con un po’ di fatica all’inizio.


A questo punto non mi resta che rilanciare questa domanda ai lettori di Oblò (g): “E voi perché studiate l’italiano?”



*così vengono chiamati nel gergo militare o universitario i nuovi arrivati.

** per antonomasia ci si riferisce all’Italia.

*** misto di italiano e spagnolo

venerdì 17 ottobre 2008

SAVIANO SE NE VA?




Su questo blog abbiamo parlato spesso di Roberto Saviano (clicca qui per i nostri post precedenti), il giovane autore di "Gomorra", il libro che, se da una parte lo ha reso famoso, dall'altra lo ha obbligato a vivere sotto scorta per le minacce della Camorra.
E proprio dei giorni scorsi, è la scoperta che la Camorra aveva intenzione di uccidere lo scrittore e la sua scorta in un attentato prima del prossimo Natale.
A questo punto, Saviano ha detto: "Basta". Non ce la fa più a vivere sotto scorta, senza libertà e in definitiva come se fosse lui il criminale e non una delle poche voci che invece sono riuscite a squarciare il muro di omertà che ricopre le attività della Camorra.
Le sue parole hanno scosso gli italiani e li hanno obbligati a prendere coscienza della situazione paradossale e ormai al limite, nella quale è costretto a vivere Saviano, il quale se nelle ultime ore ha ricevuto la solidarietà di Salman Rushdie e la proposta della cittadinanza onoraria di Roma, vede anche come una parte della sua cittadina (Casal di Principe) dice: "Si doveva fare i fatti suoi"

ANDRO' via dall'Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà..., Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me.

Oggi, se mi guardo alle spalle, vedo macerie e un tempo irrimediabilmente perduto che non posso più afferrare ma ricostruire soltanto se non vivrò più, come faccio ora, come un latitante in fuga. In cattività, guardato a vista dai carabinieri, rinchiuso in una cella, deve vivere Sandokan, Francesco Schiavone, il boss dei Casalesi. Se lo è meritato per la violenza, i veleni e la morte con cui ha innaffiato la Campania, ma qual è il mio delitto? Perché io devo vivere come un recluso, un lebbroso, nascosto alla vita, al mondo, agli uomini? Qual è la mia malattia, la mia infezione? Qual è la mia colpa? Ho voluto soltanto raccontare una storia, la storia della mia gente, della mia terra, le storie della sua umiliazione. Ero soddisfatto per averlo fatto e pensavo di aver meritato quella piccola felicità che ti regala la virtù sociale di essere approvato dai tuoi simili, dalla tua gente. Sono stato un ingenuo.
Nemmeno una casa, vogliono affittarmi a Napoli.


Nei video seguenti un documentario della trasmissione Matrix su Casal di Principe e il brano rap "Cappotto di legno" sulle minacce ricevute già tempo fa da Saviano.














Cosa ne pensate? Credete che Saviano se ne debba andare dall'Italia?
Diversi premi Nobel (Dario Fo, Günter Grass, Orhan Pamuk, Gorbaciov, Desmond Tutu e Rita Levi Montalcini) hanno lanciato un appello e una raccolta di firme per chiedere allo stato italiano la protezione e la sicurezza di Saviano. Potete firmare anche voi l'appello cliccando qui.
(foto e lettera di Saviano dal web)

giovedì 16 ottobre 2008

Film LA SCONOSCIUTA di Giuseppe Tornatore

(foto da internet)

In questi giorni, ai cinema Babel, potete trovare in proiezione il film La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore.
L’esordio di questo regista siciliano, nato nel 1956, avviene nel 1986 con la regia di Il Camorrista. Film che racconta l’irresistibile ascesa, ma anche caduta, del “Professore del Vesuviano”, noto boss della camorra napoletana.

Ma parlare di Giuseppe Tornatore fa pensare subito al suo secondo film, Cinema Paradiso (1988) e a quel bambino (Salvatore soprannominato Totò) appassionato del cinematografo, che tenta invano di assistere di nascosto alle proiezioni private del prete e di rubare i pezzi tagliati dal proiezionista Alfredo. Questo film, ambientato in Sicilia e con lo sfondo musicale opera di Ennio e Andrea Morricone, è un commosso omaggio al cinema degli anni ’50: tra scene di baci tagliati dal parroco, sale con le sedie di legno e nuvole di fumo di sigaretta. La versione internazionale di questo film, Nuovo Cinema Paradiso (di 123 minuti, invece dei 155 della versione originale) ha vinto il Premio Speciale della Giuria del Festival di Cannes (1989) e l’Oscar a Miglior Film Straniero (1990).




Dopo Cinema Paradiso è arrivato, con più delusione che gioia da parte del pubblico, Stanno tutti bene (1990), ma le cose migliorano con Una pura formalità (1994), un giallo psicologico dove recitano Gerard Depardieu e Roman Polanski. A questi film sono seguiti: L’uomo delle stelle (1995), La leggenda del pianista sull’oceano (1998), che adatta al cinema il monologo Novecento di Alessandro Baricco e Malèna (2000).

Il film La Sconosciuta arriva in Spagna dopo due anni dall’uscita nelle sale italiane. È ispirato ad alcuni fatti di cronaca che riguardano la prostituzione di ragazze provenienti dall’Est d’Europa. Racconta la storia di Irena, una ragazza che arriva in Italia dall’Ucraina e che vive tra i fantasmi del suo passato e alla ricerca della riconquista di un pezzo della sua vita. Un thriller, dove si sovrappongono e intrecciano due piani temporali, e che è pieno di tensione e intriga.



Tra poco, in Italia, sarà proiettato il suo ultimo film che si trova ancora in fase di lavorazione. Una commedia intitolata Baaria – La porta del vento, recitata tra altri da Aldo Baglio, Giuseppe Fiorello e Raul Bova.

Guarda l'intervista a Giuseppe Tornatore sul suo nuovo film qui ++

martedì 14 ottobre 2008

Super Inviata Speciale



Oggi abbiamo il piacere di presentarvi Maria Jesús, la nostra Super Inviata Speciale. Molti di voi la conoscono perché già dall’anno scorso collabora con questo blog con dei post sul mondo musicale italiano di ieri e di oggi. Quest’anno poi ci riserverà delle sorprese, per cui la sua sezione la potremmo chiamare “Non solo musica”. Di Maria Jesús possiamo dire che è molto simpatica, preparata, intraprendente e molte altre cose, tutte positive; non staremo però qui a svelare tutta la sua biografia, ma vogliamo solo aggiungere che Maria Jesús è stata alunna di questa scuola e ne siamo orgogliosi. Speriamo che in futuro (iniziando da quest’anno) altri allievi di italiano vogliano seguire le orme della nostra Super Inviata Speciale.

martedì 7 ottobre 2008

I TRONISTI NELLO ZINGARELLI

«Adsl», «tronista», «cinepanettone», «Youtube» sono solo alcuni dei nuovi termini accolti tra le oltre 140.000 voci dell'edizione 2009 dello storico vocabolario Zingarelli.
Sfogliare il dizionario, è come aprire una finestra sull’Italia e osservare attraverso le parole il «paesaggio» che cambia. E la tv ed il cinema sono le fonti dalle quali nasce un numero elevato di neologismi come: «Tafazzi»
o ancora: il termine «tronista»,
cioè il «belloccio» nato nella trasmissione di Maria De Filippi che è stato adottato dal gergo giornalistico per definire «chi partecipa stando seduto su un trono al centro dell’attenzione». Sempre dalla Tv derivano termini come «gossipparo» (nel gergo giornalistico, chi raccoglie e diffonde pettegolezzi su personaggi noti); «paparazzare» (fotografare a scopo scandalistico personaggi famosi). Mentre dal cinema arriva «cinepanettone» con cui i critici cinematografici identificano i film commerciali natalizi dei fratelli Vanzina.


Scatti di cronaca e di «politichese» sono neologismi come «black bloc», «indecisionismo», «indultare», «ostalgia» (rimpianto delle popolazione dell’Est europeo per alcuni aspetti dei regimi comunisti) e «Onlus» (Organizzazioni senza scopo di lucro).
Lo Zingarelli 2009 è ricco anche di neologismi legati alle nuove tecnologie, entrati nel lessico comune: dal «tom tom» alla generazione «You tube», e poi «Second Life», «smartphone», «webmail» e «Adsl». Anglismi di tutti i giorni sono diventati «bodyguard», «phone center», «babyparking» e «gate».
E si ritagliano il loro spazio nella società di tutti i giorni «ecopass» e «photored» (tanto odiati dagli automobilisti italiani).

Sdoganati dallo Zingarelli 2009 anche i termini gergali «cacchiata» (stupidaggine) e «pisciasotto» (vigliacco).
Il calcio ha regalato all’italiano la «rabona», con il significato di tiro effettuato incrociando la gamba di battuta dietro quella d’appoggio, per velocizzare l’azione.

Dal linguaggio giovanile arrivano, invece, le sigle «dj» e «vj», «community», «skate», «anime» (i cartoon giapponesi), «transformer» (il giocattolo protagonista anche di un film).

Questi termini sono evidentemente "nuovi" anche per gli stessi italiani, ma quali di questi conoscevate già e quali sono invece (anche al di fuori di questa lista) le parole della lingua italiana che vi hanno colpito di più? Per esempio, è un classico ormai che molti degli alunni del primo anno trovino "stravaganti" parole come LORO, COGNATO, BURRO e ACCAPPATOIO (solo per dirne qualcuna!).
Sarebbe interessante sapere quali sono le vostre "esperienze" di apprendimento con il lessico italiano.

(Foto dal web. Notizia adattata da Il Corriere della sera)

domenica 5 ottobre 2008

Sophia Loren sarà la madre di Fellini (????)

"Sophia Loren mostra alle colleghe più giovani perchè è ancora lei la protagonista": con questo titolo il Daily Mail commenta una foto dell'attrice italiana, 74 anni, in splendida forma, scattata all'uscita del ristorante Cipriani, ritrovo per vip a Mayfair nel cuore di Londra. Fa eco l'Evening Standard: "Sophia ancora magnifica a 74 anni". Loren è a Londra per le prove del film musicale Nine, sulla vita di Federico Fellini. Sofia, che interpreterà la madre del regista di Amarcord, ha cenato con Kate Hudson e Fergie, la cantante dei Black Eyed Peas nonchè Judi Dench, Marion Cottilard e il produttore Harvey Goldstein. Del cast fanno parte anche Nicole Kidman, Daniel Day-Lewis e Penelope Cruz. La regia della pellicola, tratta da una pièce teatrale, è di Bob Marshall (Master Photo Milano)
(da Repubblica.it)

giovedì 2 ottobre 2008

SE NE DICON DI PAROLE

A proposito di pronomi.... Il titolo di uno dei "tormentoni" estivi è stato proprio un brano che ne ha ben due:
SE NE DICON DI PAROLE
di Giuliano Palma & The Blue Beaters, un gruppo che all'inizio riarrangiava "cover", cioè riprendeva canzoni di altri artisti. Quest'estate, invece, con il singolo SE NE DICON DI PAROLE, che fa parte dell'album "Boogaloo" (genere di musica latina molto popolare alla fine degli anni ’60 negli Stati Uniti, fusione tra r&b americano, soul e mambo) hanno stupito tutti con un brano inedito di grande presa sul pubblico.
Vi proponiamo il video e il testo dal quale abbiamo tolto qualche parola che, se volete, potete trovare alla fine del post.
Buon ascolto e buon lavoro.

Se ne dicon di parole
.......................... come quando piove
del silenzio che ....................... poi
resta l'eco dentro noi
Se ne dicon di parole
sono .................... di rancore
come artigli di avvoltoi
fredde lame di ....................
Queste parentesi del cuore
sono segreti chiusi in te
tra i ..................... e le emozioni io scelgo te
ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
Se ne dicon di parole
non .................. neanche immaginare
sono una pubblicita:'cartoline di citta'
Se ne dicon di parole
tante che ................ puoi buttare
figlie dell'........................sono lacrime a meta'
Queste parentesi del cuore
sono segreti chiusi in te
tra i .......................... e le emozioni io scelgo te
ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
L'amore ha sempre ragione....L'amore ha sempre ragione....
Ogni respiro quanto vale
non si sa piu' a chi chiedere
tra la realta' e l'illusione io scelgo te
Se ne dicon di parole
...




gocce, c'è, schegge, rasoi, rimpianti, puoi, ne, aridità, rimpianti

martedì 30 settembre 2008

LEZIONI DI LINGUE

Solo qualche giorno fa (per l'esattezza il 26 settembre) c'è stata la giornata europea delle lingue che è coincisa proprio con il ritorno sui banchi di scuola e l'inizio di un nuovo anno scolastico.

E proprio prendendo spunto da una assurda quanto polemica notizia di attualità qui nella Comunità Valenzana, ci è sembrato simpatico promettervi che le nostre lezioni saranno diverse da quelle del seguente video; ma - allo stesso tempo - speriamo che vi strappino almeno qualche sorriso.

Ricordate: "Oggi più che mai è importantissimo sapere più di una lingua e noi quest'anno ve ne daremo l'opportunità"...

Attendiamo con interesse i vostri commenti sull'inizio delle lezioni, sui nuovi libri, sui compagni, sui metodi (più normali di questi... speriamo!) e sulle vostre opinioni su come e perché si dovrebbe imparare una lingua.


sabato 27 settembre 2008

RICOMINCIAMO DA 4


Care alunne, cari alunni e cari lettori di Oblò (g),

ce ne abbiamo messo di tempo a riaprire questo blog, ma la ragione è semplice: stavamo preparando nuove attività, nuovi progetti, nuove iniziative sia a scuola sia per questo spazio virtuale che appartiene un po' a tutti.

Quest'anno a Quart ci sono molte novità. Ve ne anticipiamo due. La prima è che abbiamo aperto un gruppo in più in Basico 1. E questo perché il numero degli iscritti a italiano sta aumentando a vista d'occhio. Diamo perciò il ben venuto ai 140 alunni del primo anno!!!
La seconda è che ricominciamo da 4. C'è una nuova insegnante che si chiama Pilar e che avrete modo di conoscere nei prossimi giorni.

E perciò non ci resta che inaugurare un nuovo anno scolastico, che speriamo sia proficuo per tutti.

venerdì 12 settembre 2008

LAVORI IN CORSO


Cari amici di Oblo'(g) eccoci -quasi- di ritorno dalle vacanze estive.
Con l'inizio del nuovo anno scolastico passeremo un altro corso insieme. Nel frattempo vi invitiamo a scriverci i vostri suggerimenti per migliorare il nostro blog e renderlo più vicino alle vostre esigenze.
Vi aspettiamo!


mercoledì 25 giugno 2008

CHIUSO PER FERIE




El 22 también el blog de italiano dice "Adiós"!


Eh, sì: abbiamo tardato qualche giorno ma alla fine anche noi chiudiamo per ferie.


Vi auguriamo buone vacanze e vi aspettiamo al rientro a scuola.




(Montagne del Friuli)


(Stintino, Sardegna: Spiaggia della Pelosa)




domenica 15 giugno 2008

BUONE VACANZE DAL BÁSICO!

Come promesso, anche se un po' in ritardo,
finalmente ecco qui le foto di alcune delle cene di fine anno!
Ecco il 1º C di Básico (in versione in po' "ridotta"!): Gemma, Geno, Palmira, Vero, Begoña, Miguel Ángel, Pablo, Juanvi e Giovanna

e il 2º A di Básico (Rosa, Helena, Alicia, Giovanna, Cristina, Pilar, Didac, Ana & Ana e David)

A TUTTI I NOSTRI ALUNNI del Básico
(anche a quelli che non sono potuti venire alle cene!),
BUONE VACANZE!

martedì 10 giugno 2008

BRAVI!



Ieri sono finiti gli esami di certificazione per i nostri alunni del SECONDO DI BÁSICO ed i risultati sono stati ottimi! (Cliccate qui per accedere alla pagina della EOI) Soprattutto siamo contenti di come la maggior parte ha affrontato la prova orale: in alcuni casi con un risultato molto migliore di quello che normalmente si vedeva in classe!

Quindi volevamo farvi i complimenti per aver superato brillantemente un esame nuovo e difficile, giocato con una sola possibilità e con tutte le incertezze che ci sono state fino alla fine sul suo formato e sulla modalità di svolgimento.

Per quelli che non ce l'hanno fatta, un grande IN BOCCA AL LUPO per il prossimo anno e, come si dice in alcuni casi in Italia: "RIPROVA, SARAI PIÙ FORTUNATO!" (noi aggiungiamo che magari bisognerà anche studiare un po' di più...).

E adesso...

domenica 8 giugno 2008

IL LIBRAIO DI SELINUNTE

L'immagine dell'Italia è negli ultimi tempi quella di un paese in cui si pensa di inasprire le leggi riguardo all'immigrazione introducendo addirittura il reato di "immigrazione clandestina"; in cui si assaltano campi rom in città piene di immondizia; in cui un ragazzo a Verona viene ucciso da degli estremisti di destra solo per aver negato loro una sigaretta. Ma non è solo questo, e volevamo presentarvi uno di quegli italiani che riescono ancora a creare la bellezza, ad osservare la realtà e a penetrare nei suoi strati più profondi per offrirci un'oasi di intelligenza.
È il caso, per esempio, di ROBERTO VECCHIONI, che dopo tanti anni di bellissime poesie in musica, ha presentato alla Fiera del Libro di Madrid la traduzione del suo libro "IL LIBRAIO DI SELINUNTE" che in Italia è uscito nel 2004.


Perché abbiamo dedicato un post a questo libro, vi starete chiedendo? La risposta è ci è sembrato importante perché questo romanzo-favola racconta l'importanza delle parole, della conoscenza e della coscienza, in definitiva: la fondamentale funzione dei libri.
Il romanzo racconta infatti la storia di Nicolino, un ragazzino di Selinunte, (piccolo paesino della Sicilia) che "incontra il nuovo libraio, l'uomo più brutto mai visto, che non vende libri, ma li legge a chi lo vuole ascoltare. Grazie a questi, Nicolino scoprirà di sentirsi attratto dalla bellezza che possono suscitare i libri nell'animo umano e non potrà più farne a meno lasciandosi trasportare in un percorso di stupende letture".
Il romanzo ha origine da una canzone di Vecchioni il cui testo - bellissimo - vi riportiamo qui di seguito, che potete leggere mentre ascoltate la canzone del video.


Il libraio di Selinunte
(Roberto Vecchioni)


Così di notte
quando tutto era silenzio nella strada,
io scavalcavo la finestra e camminavo con le scarpe in mano,
e mi infilavo nella luce fioca della sua bottega
per sentire la voce di quel piccolo uomo.
Così di notte in quella stanza
dove mi dimenticavo il tempo,
io stavo ad ascoltarlo di nascosto mentre lui leggeva
parole di romanzi e versi come cose da toccare
e al frusciare di pagine mi sentivo volare...
E le parole come musica di seta
mi prendevano per mano,
e mi portavano lontano dove il cuore
non si sente più lontano:
dentro le immagini, nei libri e nella pelle
di chi aveva già vissuto cose tanto uguali a me,
nella follia d'essere uomo e nelle stelle
per andare oltre il dolore più inguaribile che c'è;
e le parole si riempivano d'amore,
le sue parole diventavano d'amore,
le sue parole diventavano l'amore...
Così la notte quando gli incendiarono la casa,
e la gente rideva e diceva che era finalmente ora,
capii che c'è davvero una diversità infinita
tra imparare a vivere e imparare la vita;
guardavo il pifferaio che si portava dietro le parole
e se le trascinava nella luce bianca della luna:
non si voltò, non si voltò neanche a salutare,
se le prese su tutte e le gettò nel mare...
E le parole del libraio da quella sera
se ne andarono per sempre
e mi lasciarono con gli occhi di un bambino
che non può sognare più.
Tutte le notti torno con le scarpe in mano
per vedere se da qualche parte le riporterai;
di giorno provo a ricordarmele ma invano,
troppi uomini non cambiano e non cambieranno mai:
parlano tutti ma non dicono parole,
le loro cose non diventano parole,
mi manchi tu, mi mancano le tue parole...
Ma ci son sere che scendendo verso il mare
mi sembra come di sentirti, e non ti vedo;
ma se mi illudo che sia ancora tutto vero
quasi ci credo.



RINGRAZIAMO AMPARO NAVALÓN PER LA SEGNALAZIONE!

lunedì 2 giugno 2008

LA FORTUNA DEL LUPO E DI ALTRI ANIMALI...

Alcuni di voi hanno già sostenuto gli esami di fine corso proprio questi giorni ed altri li sosterranno nei prossimi giorni. Sicuramente ci avete sentito augurarvi più di una volta: IN BOCCA AL LUPO o ormai sapete già risponderci con il famoso CREPI (il lupo)! Ma forse non tutti conoscono l’origine di questa curiosa espressione che si usa per augurare in modo scherzoso buona fortuna a qualcuno che sta per sottoporsi a una prova difficile. L’espressione (come dice la wikipedia) "ha un valore scaramantico: per scongiurare l'eventualità di un avvenimento indesiderato lo si esprime qui sotto forma di augurio. Andare nella bocca del lupo è infatti una palese metafora per cacciarsi nei guai". "Una consuetudine (più recente rispetto alla nascita del modo di dire di per sé) vuole che all'interlocutore che formula l'augurio si risponda con «crepi il lupo»."
Ma com’è nato questo modo di dire? "Anche se l'origine del modo di dire non è chiarissima, è certo che esso sia nato nel mondo rurale, molto probabilmente dal linguaggio di pastori e allevatori, presso i quali il lupo era temuto come animale pericoloso per eccellenza, perché predatore di bestiame. Secondo un'altra interpretazione, il detto sarebbe nato dal linguaggio dei cacciatori: i lupi infatti, sebbene non commestibili, venivano spesso soppressi in passato sia per salvaguardare il bestiame, sia perché considerati, a torto, pericolosi per la popolazione umana. L'uccisione di un lupo era dunque considerato un gesto prestigioso, e il detto avrebbe avuto in origine il valore di un augurio di buona caccia".

Ma un’altra teoria, un po’ più "casereccia", ne rimanda le origini alla favola di "CAPPUCCETTO ROSSO" nella quale la bambina finisce sì nella bocca del lupo ma poi ne esce sana e salva, metafora del significato di questa espressione: cioè, come abbiamo già detto, correre un pericolo ma cavarsela e salvarsi.

Un altro detto curioso che si è diffuso negli ultimi decenni e che ha a che fare con gli animali e le parti del corpo è invece IN CULO ALLA BALENA (di uso più colloquiale e un po' volgare) che secondo un forum di internet viene definito nel seguente modo: "È un augurio usato per non parlare sempre del solito lupo, e poi perché più gergale è più confidenziale".


Questa goliardica espressione è nata probabilmente tra i banchi di scuola negli anni '80 e può darsi si riferisca al biblico Giona scampato al mare in tempesta dove l'avevano gettato proprio perché ritenuto portatore di sfortuna, dopo essere stato inghiottito dall'enorme pesce che si rivela infine provvidenziale.

E ricordate che anche per la balena esiste una favola, quella di PINOCCHIO, in cui il bambino entra proprio nella pancia del grande mammifero (proprio come Cappuccetto Rosso) e salva suo padre (mentre la bimba salvava sua nonna).
Insomma, due situazioni pericolose (un po' più dei nostri esami!) dalle quali i due bambini escono sani e salvi. Siamo sicuri che sarà lo stesso anche per voi!
Ah, visto che anche "in culo alla balena" serve a portare fortuna ed ha un valore scaramantico, noi ve lo auguriamo comunque, ma... qualcuno di voi sa come bisogna rispondere? ... attenzione agli schizzinosi!

Turismo responsabile

  Cari lettori e lettrici,  oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: Il turismo responsabile. Viaggiare è me...